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Giorgio Montorio, matita di Diabolik

- Cartoons -


Diabolik visto da lontano - Astorina

Giorgio Montorio, una delle matite storiche dello stivale, dal '97 al servizio fisso di Diabolik, il personaggio creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani e da quarant'anni sulla cresta dell'onda, ininterrottamente protagonista della serie del "giallo a fumetti".

Delirio.NET ha incontrato Montorio alla 32° Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia, tenutasi sabato 29 Maggio a Reggio Emilia, e l'ha intervistato: di seguito, troverete ciò che Giorgio ci ha svelato.

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Delirio.NET: Gli inizi della carriera di Giorgio Montorio: come ricorda quei momenti? Come ha vissuto la sua prima importante collaborazione?
GM: Ho iniziato a disegnare da bambino, a otto anni, copiando Paperino di Barks, passando a Tex Willer e poi alla fantascienza che è sempre stata la mia passione. Poi ho fatto un corso per corrispondenza, l'unica scuola di disegno che ho fatto: due anni del Metodo A3. Tra i maestri c'era anche Rino Albertarelli, ed era un ottimo metodo. Ho disegnato parecchio per conto mio, di continuo. Dopo il servizio militare che allora era di 18 mesi ho cominciato a prendere la cartella e ad andare in giro per Milano a cercare del lavoro. Sono andato dalla Corno per fare inchiostrazioni su Maschera Nera, che era un fumetto che usciva allora, e questa cosa non ha funzionato. Così nel '64 sono andato alla Gino Sansoni Editore e lì è cominciata la carriera: mi ha fatto fare l'Alboromanzo Vamp, un numero, il primo pubblicato. La soddisfazione di quel numero non me l'ha più data nessuno, vista la faticaccia di arrivare fino a lì, e di riuscirci dopo che avevo avuto tutti contro, vista la solita mentalità di provincia. Dopo quello ho collaborato fino al '76 con Sansoni prima che fallisse: ho fatto Teddy Bob, un personaggio a fumetti beat di quell'epoca che è stato un grande successo e di cui ancora oggi la gente si ricorda. Ho fatto i classici a fumetti con dei testi anche di Castelli. Ho collaborato con Horror, dal primo numero, una rivista che non ha funzionato perchè era troppo in anticipo sui tempi ma che è rimasta ormai un culto. Alla fine degli anni '70 ho collaborato anche con Menelik, rivista di barzellette sexy, con Tre quarti d'ora, con Intrepido, Monello, Universo e con la Edifumetto di Barbieri.

Delirio.NET: Il mercato del fumetto italiano giudicato da Montorio: come si è evoluto e che cosa si prospetta nel prossimo futuro? Quali sono i suoi pregi e difetti alla luce del confronto col fumetto internazionale?
GM: Oggi come oggi c'è una crisi mondiale del fumetto, mi pare che persino in Giappone si stia calando un po' anche se tiene ancora. Quello che tiene è il mercato franco-belga per adulti, ma tutto il resto è un disastro e non c'è più niente: se in Italia togli Tex, Diabolik, Dylan Dog e Nathan Never, non c'è quasi nulla. La rinascita viene dai nuovi come Witch, perché c'è un cambiamento: i giovani sono diversi e cercano cose diverse. A parte Diabolik che è letto dagli 8 ai 70 anni e ha il 40% circa di lettrici donne, servono persone giovani che comprendano il cambiamento e il modo di pensare delle nuove generazioni. C'è anche il problema economico, fare fumetti costa e oggi chi si prende la briga di investire? Bisognerà vedere anche le multinazionali cosa fanno: fanno grandi opere ma ti tolgono il sangue, non sono come la Bonelli che è a conduzione famigliare, più si allargano più l'artista diventa un numero.

Delirio.NET: Recentemente ha dato il suo contributo al ciclo di mostre "Le retoriche di Eros", intitolata "Gli anni che svestirono l'Italia": com'è nato il desiderio di far parte di questo progetto e che cosa le ha lasciato in eredità?
GM: E' stato Roberto Roda (che conosco da diverso tempo: uno dei miei disegni sulle Amazzoni è in esposizione permanente al museo del castello in Slovenia), visto che faceva alcune mostre sugli anni '60, e sua moglie è un'appassionata di Teddy Bob, mi ha chiesto se poteva utilizzare i miei disegni, facendo anch'io parte a questo cambiamento dagli anni '50 agli anni ‘60. Teddy Bob mi ha dato delle soddisfazioni perchè è stato anche recensito. L'esperienza è stata buona, perchè Roda è un amico e perché è stato un successo. Inoltre ho rivisto in esposizione per lungo tempo sia Teddy Bob sia un disegno che avevo fatto a 21 anni che avevo dato a una fumetteria: una delle famose figure femminili che facevo agli inizi. In più, la scuola di Revere, paese in cui si è tenuta la mostra, ha voluto alcuni disegni che sono rimasti in esposizione oltre un mese, poi ho insegnato ai ragazzi come si fa un fumetto.

Delirio.NET: Diabolik ed Eva Kant, un grande successo da sempre. Com'è iniziata la collaborazione e come si trova a dare vita a questi due mitici personaggi del fumetto italiano?
GM: Il primo incontro risale al '76, quando mi hanno chiamato a inchiostrare Diabolik: ho continuato fino all'82, fino a quando è diventato bimestrale. Nel frattempo ho disegnato anche per le case amatoriali Pisellino, un personaggio per bambini, e per Silvano Scoto una serie di fantasy sulle Amazzoni per amatori, che è rimasto un ricordo per cui facevo anche le storie. Ho disegnato per giochi di ruolo. Nell'80 ho fatto tre album di Mister No, coi testi di Castelli. All'inizio degli anni '90, quando è iniziata la grande crisi e Barbieri è fallito con tutti i suoi erotici, io mi sono messo a inchiostrare Tira e Molla. Ho mantenuto per quattro anni una collaborazione grafica (dal '93 al '97 circa) per la Bonelli disegnando per Zagor, Mr No e il Comandante Mark: era un lavoro di redazione e ritoccavo tutto e ho imparato a vedere gli errori. Dal '97 disegno di nuovo Diabolik e sono piaciuto parecchio: ho messo al servizio di Diabolik quello che ho imparato in questi anni e mi ha dato un nuovo successo e una seconda giovinezza.

Delirio.NET: Se Giorgio Montorio non fosse un fumettista, che cosa sarebbe o desidererebbe essere?
GM: Un cuoco. Mi divertivo a cucinare. Quando passavo anche dieci ore a lavorare, alla fine non capivo più nulla. Siccome avevo una famiglia numerosa e aiutavo mia moglie, ho cominciato a cucinare come momento di relax e per togliermi lo stress: non sono un gran cuoco, ma tre o quattro piatti a livello di ristorante mi dicono che riesco a farli!

Delirio.NET: Una domanda davanti a cui nessuno si è tirato indietro: esiste una persona o una situazione strana o delirante che ha vissuto Giorgio Montorio nella sua vita privata o lavorativa?
GM: A quattordici anni, quando sono passato da Tex al fantasy ho iniziato a disegnare le prime figure femminili, disegnai la prima ragazza in costume da bagno, con quei costumi degli anni '50. Era venuta così bene che la portai a far vedere ai miei amici che giocavano coi coperchietti delle bibite: loro si misero a ridere e me lo portarono via, e io cercai il mio disegno senza più trovarlo. Lì vicino c'era la Chiesa dove ci trovavamo noi ragazzini, e dopo un po' di giorni uno dei frati, mi prese per la collottola e mi chiese "L'hai fatto tu questo?" io divenni di tutti i colori infine risposi di sì: il frate mi ‘scomunicò'! Da lì ho iniziato a disegnare le donne e sono diventato specializzato nel fare figure femminili.

Delirio.NET: Il rapporto di Montorio con la figura femminile, e come si specchia nel suo lavoro..
GM: Sicuramente la figura femminile è una delle cose più belle che si possano tradurre nel disegno. Disegnarla per me è una gioia. Per esempio, tra tutti i personaggi di Diabolik, Eva è quella che mi viene meglio, è molto difficile da fare e non tutti ci riescono. Anche perché Eva somiglia a un tipo di viso che facevo negli anni '60 con Teddy Bob: disegnavo una ragazza che si chiamava Paula che richiama questo inizio di Eva a quei tempi, quindi la comprendo bene, almeno considerando l'apprezzamento del lettore.

Delirio.NET: Tra i personaggi che ha disegnato, qual'è quello che ha amato sopra tutti o con cui ha un "rapporto" particolare?
GM: Indubbiamente adesso è Teddy Bob. Era un personaggio beat, io ero giovane e credevo nel mondo beat quindi conoscevo la moda. Nell'ambito della pubblicazione eravamo in tre e io ero l'unico che aggiungeva nelle scene i dischi dei complessi più famosi, dei cantanti, disegnavo le minigonne e le calze delle ragazze con le scritte particolari e i simboli, facevo i manifesti con gli slogan del tempo. Avevo creato un ambiente realistico, esasperato e fantasioso ma realistico. E' stato il mio primo personaggio creato da me in assoluto, senza sapere che funzionava così tanto all'epoca. Ultimamente sento persone che lo hanno letto, a quei tempi, e sono ancora entusiaste: sono molto legato a quel personaggio. Tanto è vero che nei periodi negativi lo sognavo addirittura di notte, sognavo che me lo ripubblicassero, perchè mi aveva dato soddisfazioni enormi. C'è anche un sito internet dedicato a Teddy Bob.

Delirio.NET: E un personaggio tutto suo, da far nascere?
GM: Avevo ideato e iniziato nel '74 il mondo delle Amazzoni che mi sarebbe piaciuto portare avanti, ma che oggi come oggi mi sembra troppo sfruttato. Era un mondo mio particolare che aveva gli elementi di cui sono innamorato: la donna e il mistero della natura. Quasi fiaba. Ora sto legato solo a Diabolik.

Delirio.NET: Giorgio Montorio agli inizi di carriera e Giorgio Montorio oggi: rimpianti, rimorsi, sogni irrealizzati, obiettivi centrati? Il bilancio fino ad ora è positivo o negativo?
GM: Bilancio positivo, sicuramente: quando da ragazzo volevo disegnare fumetti, mai avrei pensato di riuscirci e continuare così a lungo. Ho iniziato nel '63 e non mi sono mai fermato. Alti e bassi sì, ma ho mantenuto una famigliola di tre figli e tre anziani. Mi sono preso parecchie rivincite sull'infanzia, che è stata piuttosto tormentata, difficile e in gran bolletta, con critiche molto dure (a parte mia madre). Da ragazzo addirittura mi hanno fatto fare le scuole commerciali invece delle scuole d'arte, agli antipodi di quello che mi piaceva: infatti ero e sono negato con le scartoffie. Avevo anche la passione per gli americani e a Mantova c'era un negozio che vendeva oggetti di importazione, originali: c'era una magliettina trasparente, tipo a rete, che sarebbe moderna anche oggi e riuscii a comperarla. Quando camminavo per la città quello che non mi dicevano…! Le rivincite me le sono prese tutte, una dopo l'altra. Sono veramente soddisfatto. Ho due rimpianti, però: la mancanza di istruzione e la base del disegno. E' stato troppo poco e mi rendo conto quanto sia importante la base delle conoscenze quando si è ragazzini, perchè dopo non c'è più nulla da fare. Probabilmente avrei potuto scrivere tante storie mie particolari...

Delirio.NET: Se Giorgio fosse un personaggio dei fumetti, chi sicuramente sarebbe e perchè?
GM: Sarei sicuramente Flash Gordon, perché è uno che spazia nell'Universo: a fianco ha una bellissima ragazza, anche se rompe un po' e non è moderna come Eva, e viaggia attraverso l'Universo come l'Enterprise di Star Trek.

Il sito ufficiale di Diabolik
Il sito dedicato a Teddy Bob

Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia

 
 
 
 
 
 
 
 


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