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Roberto Baldazzini e il fumetto erotico

- Cartoons -


Cyberbaby di Roberto Baldazzini

Roberto Baldazzini nasce a Vignola in provincia di Modena il 18 agosto 1958. Nel 1982 pubblica la prima storia a fumetti, a colori, come professionista, sulla rivista Orient Express con il personaggio di Alan Hassad, investigatore privato. Sulle pagine di questa rivista nasce anche Martin Trevor e il suo primo personaggio femminile, Stella Noris. Fumettista, pittore, fotografo, Baldazzini è un artista completo. E' considerato uno dei grandi del fumetto erotico italiano grazie ai suoi personaggi femminili più sensuali e glamour apparsi sulla rivista Blue nelle storie di Ginger & Rogers, Angela per Casa Howhard, Chiara Rosenberg, Aura, Beba.

Delirio.NET l'ha incontrato e intervistato.

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Delirio.NET: La passione di Baldazzini per il disegno e i fumetti è nata nell'adolescenza: qual'è stata la molla che ha fatto scattare il desiderio di diventare disegnatore e seguire le proprie aspirazioni?
RB: Il gioco, l'evasione dalla realtà, poi anche l'idea bizzarra che era possibile guadagnare dei soldi disegnando…Ora che mi ci fai pensare, disegnare era un modo per farmi notare, quindi una sorta di esibizione, potrei dire, col senno del poi, che il disegno mi ha permesso di comunicare con il mondo attraverso un linguaggio grafico

Delirio.NET: La prima collaborazione importante come la ricorda? Quali emozioni le ha regalato la pubblicazione su una rivista come professionista?
RB: Beh, la prima pubblicazione, come professionista, è successa nel lontano 1982 sulle pagine di Orient Express, esattamente nel numero 5, l'uscita coincideva con la Fiera di Lucca di quell'anno… realizzai anche la copertina con il personaggio di Alan Hassad. Mi sentivo a "casa" lavorare sulle pagine di quella rivista, mi era stata data la possibilità di esprimere il mio talento e il debutto fu un'esplosione di gioia e la sensazione forte di…"finalmente ci sono riuscito"! Finalmente potevo raccontare delle storie, creare dei miei personaggi, essere pagato per questo.

Delirio.NET: Baldazzini, il suo rapporto con le donne e quello coi personaggi femminili che crea ...
RB: Difficile il mio rapporto con le donne, facile nello stesso tempo, mi piacciono tanto, sto cercando di amarle veramente, una alla volta si intende! Un po' come con i personaggi che ho creato, sono tanti, mi attrae la moltitudine e la varietà. Mi attraggono le forme, certo, esistono delle forme classiche di proporzioni, esiste la perfezione, l'equilibrio della composizione, tutti fattori che ho innescato per caratterizzare il mio lavoro e per valorizzare alcuni personaggi femminili, molte figure erotiche. Ma poi, nella realtà tutto questo è difficile da raggiungere, da realizzare e bisogna accontentarsi, accettare le imperfezioni, gli stati d'animo che cambiano, il tempo che modifica le cose, tutto si trasforma continuamente e allora forse io seguo più questa disciplina, nel lavoro come nella vita, ho imparato ad accettare la condizione umana, l'errore, invece che pretendere la perfezione.

Delirio.NET: Tra le moltissime riviste con cui ha collaborato e collabora, c'è BLUE, una delle più famose in Italia per quel che concerne erotismo e il fumetto erotico. Che ispirazioni le ha regalato e che conseguenze ha portato nella sua carriera?
RB: Se con Orient Express ho affrontato il fumetto d'autore di genere giallo-melo, sulle pagine di Blue ho potuto esprimere tutto l'eros che fino a quel momento non aveva trovato una collocazione editoriale. Il passaggio da un fumetto per tutti-tutti a un fumetto erotico è avvenuto, in maniera massiccia all'inizio degli anni '90, quando sono riuscito a liberarmi di conclusioni moralistiche che mi impedivano di credere in quello che volevo fare. Il mio animo doveva parlare di eros e delle emozioni che questa parte importante di me aveva da dire, non sono ancora arrivato a una vera chiave di lettura della mia fervida immaginazione, ci sto ancora lavorando, ma l'immagine e le atmosfere erotiche sono un filo conduttore della mia vena creativa. Solo nel '95 ho incrociato Blue sulla mia strada, dopo che avevo riempito i cassetti con centinaia di disegni che aspettavano solo di essere pubblicati. Probabilmente i personaggi delle storie di Casa HowHard sono quelli che mi hanno dato più soddisfazioni.

Delirio.NET: Non solo fumetto, anche pubblicità e fotografia: che arricchimento professionale hanno portato questi due aspetti della comunicazione e dell'arte per Baldazzini?
RB: Sarà stato un problema generazionale, rimane il fatto che la voglia di confrontarsi con vari mezzi espressivi è toccata anche a me. Lo stile che avevo maturato, molto grafico, proprio per il suo carattere, ha potuto trovare una collocazione anche nell'ambito della pubblicità relativa a situazioni legate alla necessità di sottolineare certe immagini con un effetto fumetto-fumetto (vedi Superman per le Erg o una specie di W. Woman per la Salvarani). Lavorare per una campagna pubblicitaria, oltre che essere un esercizio di stile è stato anche un modo per accelerare e per avvicinare in tempi strettissimi l'idea, l'ispirazione creativa alla realizzazione pratica, un "modello" che deve diventare in poche ore un disegno finito, definitivo, che deve interpretare il desiderio del committente. Quindi la velocità di esecuzione, dall'idea al foglio di carta in brevissimo tempo!
La fotografia è sempre stato un arricchimento virtuale non indifferente, facendo da supporto al disegno, mi ha aiutato a classificare la realtà, a trovare linee nuove, mi ha permesso di esplorare atteggiamenti e posture anatomiche. Sin dalla più tenera età leggevo fotoromanzi, qui in Italia se ne sono prodotti moltissimi, questo linguaggio narrativo della fotografia è stato un po' l'anello di congiunzione tra l'immagine e il disegno per finire poi al fumetto. Forse, un giorno, riuscirò a insinuare una mio carattere stilistico anche nella fotografia, in questo momento posso dire che è parte integrante del mio lavoro.

Delirio.NET: La collaborazione con Saudelli ha portato a Bizzarreries, edito dalla Glittering Images di Firenze, che ci porta nel mondo del fetish e del bondage, e non solo. Continuerete la vostra produzione dopo i primi due volumi?
RB: Non credo, problemi di mercato e…ognuno per la sua strada. E' stata un bella esperienza, una presentazione concreta del nostro immaginario erotico, condiviso, pronto ad esaltare la figura femminile passando attraverso i temi classici del feticismo.

Delirio.NET: Baldazzini pittore e la sua mostra le "Fate di Baldazzini": ci racconta di questa esperienza? Le fate chi sono?
RB: Accanto alla vocazione di disegnatore di fumetti ho sempre dipinto. Da un lato il desiderio di vedere a grandezza naturale certe figure nate sul foglio di carta, dall'altro un confronto sempre più diretto con il colore. Infatti con "Le Fate" ho potuto esprimere, con coraggio, un approccio al colore che fino a quel momento mi negavo. Organizzare una mostra, ex-novo, è una splendida esperienza, mi sono accorto di avere comunque fatto il percorso tipico di chi narra a fumetti, quasi ci dovesse essere una storia dietro ad ognuna di queste figure. Infatti, queste Fate, sono immagini di donne forti, decise, che sanno quello che vogliono, anzi, forse…le ho ritratte invece che inventarle, quindi esistono.

Delirio.NET: Domanda di rito di Delirio.NET: c'è una situazione o una persona durante la sua vita e la sua lunga carriera, che giudica la più strana o la più delirante?
RB: Da buon narcisista posso dire di essere io, non mi permetto di giudicare gli altri sotto questo punto di vista, però come conseguenza logica, le persone "deliranti" spesso incontrano loro simili e allora posso dire che ne ho incontrate tante e che è stato proprio il loro delirio ad attrarmi.

Delirio.NET: Baldazzini adolescente, coi suoi sogni nel cassetto e col desiderio di diventare un artista, e Baldazzini oggi: si sente di aver realizzato quei sogni?
RB: Sì, il sogno di diventare un disegnatore di fumetti si è avverato. Il sogno di poter raccontare determinate storie a fumetti si è avverato, forse oggi sono più attento ai contenuti e quindi ho nuove ambizioni da esplorare, ma confido che certe soluzioni artistiche debbano andare di pari passo con un proprio rinnovamento interiore, ed è su questo che sto lavorando.

Delirio.NET: Che cosa c'è nell'immediato futuro di Baldazzini?
RB: Esattamente un anno fa ho creato un nuovo personaggio che si chiama Beba, più caricaturale rispetto al realismo di molti altri, per me è stato un buon punto di arrivo. Sono riuscito a confezionare un libro di 44 pagine che verrà pubblicato a settembre in Francia, si intitola "Le 110 Pompe". Lo stesso personaggio trova vita in alcune storie realizzate per un editore internet (Lustomic.com). Anche questa esperienza virtuale era tra le mie ambizioni, si è avverata. Beba è un personaggio per adulti, ma accanto a questo progetto ne esiste un altro, per tutti, realizzato insieme a Giovanni Guardoni, per la Francia. Posso dire che, dopo varie peripezie artistiche, il fumetto rimane il mio linguaggio preferito, per raccontare storie, creare nuovi personaggi e per sognare.

Baldazzini Official Site
Lustomic.com

   
Beba di Roberto Baldazzini



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