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Il Bestiario Stravagante

- Libri -


Il Bestiario Stravagante

Da qualche mese è uscito, per l’editore Damster, il primo libro di Massimiliano Prandini, un autore che noi ben conosciamo in quanto collabora occasionalmente con Delirio.NET. Il libro si intitola Bestiario Stravagante: una raccolta di racconti a sfondo orrorifico con diverse caratteristiche peculiari. Siamo stati molto felici di fare due chiacchiere con Massimiliano sull’argomento.

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Ciao Massimiliano, per prima cosa ti chiederei di dire due parole in più sul libro, qual è il filo rosso che unisce i racconti che fanno parte della raccolta?

Bestiario Stravagante è essenzialmente una raccolta di racconti horror, anche se la mia idea di horror è abbastanza… personale. Ci sono molte caratteristiche che designano un testo come appartenente al genere orrorifico come ad esempio un certo genere di atmosfera e di ambientazione, uno sviluppo narrativo teso a generare paura, e molte altre. Ma la più basilare di tutte, secondo me, è la presenza di un “mostro”. Io ho focalizzato i miei racconti in maniera predominante su questo aspetto, e mi sono divertito a destrutturare invece le altre “regole” dell’horror. In “Bestiario stravagante” assai spesso il mostro è a tutti gli effetti il protagonista del racconto, ma anche quando non lo è, finisce per rubare la scena a quella che tradizionalmente sarebbe “la vittima”. Nel fare questo a volte ho cercato di immaginare una figura di mostro “originale”, altre mi sono servito di archetipi, cercando però il più possibile di reinventarli.

Come ad esempio i vampiri di “Vacche magre”.

Sì, il vampiro è un mostro che trovo particolarmente antipatico e abusato, perciò per contrappasso l’ho fatto diventare un vero sfigato. Il racconto in sé non è nemmeno horror, ossia lo è solo perché si parla di vampiri, ma in sostanza è un racconto umoristico.

E in realtà non è l’unico… ce ne sono almeno un altro paio chiaramente umoristici, nonché diversi altri assai poco classificabili.

Sicuramente “L’amico immaginario” e “Vergine 4.7 beta version” hanno un andamento grottesco che vira decisamente sull’umoristico. Ma anche “La leggenda del cucciolo fetido” non si può definire un racconto pienamente serio.

Ma non hai paura che ci si troverà in mano il tuo libro ritenendolo una raccolta horror rimanga un po’ spiazzato?

No al contrario: ci spero!

Tornando ai mostri, ce se sono alcuni veramente originali, tipo “il guidatore mesmerizzato” e il “cassonetto numero 73”. Vuoi dirci qualcosa in più riguardo a questi?

Beh l’idea della mesmerizzazione come “morte in stato di ipnosi” non l’ho certo inventata io. L’ho presa pari pari da “La verità sul caso di Mr. Valdemaar” di Poe. Il “guidatore mesmerizzato”, è un commesso viaggiatore che guidando nella notte è rimasto ipnotizzato dalla strada e contestualmente ha avuto un malore, per cui si ritrova confinato in uno stato tra la vita e la morte dove è condannato a vagare in eterno guidando l’automobile. Ne “Il cassonetto numero 73” un cassonetto dei rifiuti diventa l’ossessione di un netturbino malato di cancro. Il cassonetto colonizza progressivamente la sua attività onirica mentre ogni giorno sembra spostarsi autonomamente da un punto all’altro della città. Ma sarà solo paranoia o il cassonetto lo sta veramente perseguitando?

C’è anche da dire però che, particolarmente in questi due racconti, si ha l’impressione che la storia orrorifica sia quasi un pretesto per parlare d’altro. L’impressione che tu utilizzi l’ horror per cercare di dirci qualcosa di più fa capolino in diverse circostanze. E’ così?

A volte sì, o quantomeno… ci provo! Ma solo in una minoranza dei racconti, solitamente il “divertimento” la fa da padrone. Però sicuramente mi piace seminare qualche idea, dare qualche spunto, lanciare qualche “messaggio in bottiglia” per chi avesse voglia di coglierlo. Trovo che il racconto sia lo strumento giusto per questo, su un racconto riesco a stratificare più di un livello di significato, sul romanzo credo che non ne sarei mai capace.

Il modello a cui ti ispiri?

Mi piace molto Eraldo Baldini. Non so se chi leggerà i miei racconti ci troverà qualcosa di lui, ma posso dire che “La leggenda del cucciolo fetido” è sicuramente un atto d’affetto verso “Il carognone”, un racconto della raccolta “Bambini ragni e altri predatori” di Baldini. Non per niente il protagonista si chiama Eraldo…

Ultimo argomento. Bestiario Stravagante è ha una licenza Creative Commons ed è scaricabile gratuitamente dalla rete oltre che acquistabile in versione cartacea su ibs, sul sito di Damster e in qualche libreria, nonché ha anche un risvolto “benefico”, vuoi dirci qualcosa in più su questi aspetti?

Beh hai detto quasi tutto tu. Il libro è scaricabile gratuitamente dal mio sito internet: innerlandscape.altervista.org, ed è rilasciato sotto una licenza d’uso gratuita, il chè significa che chiunque può accedervi e diffonderlo liberamente purchè non cerchi di lucrarci sopra. A parte che, diciamo la verità, se ci riuscisse sarebbe un genio! Per il resto su ogni copia venduta 1€ sarà devoluto a “Il Pettirosso”, un centro specializzato nella cura di animali selvatici in difficoltà.

Ultimissima domanda a bruciapelo: e non hai paura che se chiunque può disporre del tuo libro gratuitamente alla fine nessuno lo comprerà?

Che non lo comprerà quasi nessuno lo ritenevo fin dal principio un fatto assodato. Magari però così a qualcuno in più verrà voglia di leggerlo!

Grazie Massimiliano, e in bocca al lupo per il Bestiario.

Crepi Cappuccetto Rosso!

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