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Intervista ad Antonio Mannoni

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Intervista ad Antonio Mannoni

Dalla metà di ottobre è in edicola il primo numero di Legend!, una rivista che ha il formato tipicamente bonelliano ma con la piacevolissima differenza di essere completamente a colori. La prima (e più corposa) parte di questo primo numero di “Legend!” contiene le tavole di un fumetto intitolato Radairk, ma nella seconda trova spazio anche molto altro: recensioni, racconti, pagine di ambientazione del mondo di Radairk e un piccolo saggio sui cosiddetti “pseudobiblia”. Inoltre attorno a “Legend!” c’è molto di più: la rivista ha un sito dedicato (in.legendclub.net), ma specialmente il mondo di Radairk fa da ambientazione ad un gioco multiutente on-line (www.radairk.it).
Delirio.NET ha intervistato per voi Antonio Mannoni, direttore responsabile della rivista nonchè sceneggiatore del fumetto Radairk.

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Delirio.NET : Ciao Antonio, innanzitutto complimenti per l’inizio di questa bella avventura editoriale, lasciami iniziare con un paio di domande inerenti proprio a questo aspetto prettamente editoriale. Quanto è durata la gestazione del progetto “Legend”, e quanto è stato difficile farselo produrre? Come siete venuti in contatto con la “7even age”?

Antonio Mannoni: Grazie a te per i complimenti.
Posso rispondere con una data che per vari motivi è rimasta fuori proprio dall'editoriale in questione, e che letta prima di questo, fornisce un sapore tutto particolare all'editoriale stesso; Martedì 2 febbraio 1988 (la riga successiva “carissimi anni a venire” è riferita a questo contesto temporale). Quella è la data in cui è iniziata la fase di ideazione, mentre la realizzazione vera e propria, è iniziata a partire dalla seconda metà del 1999. Ho quella data iniziale segnata per il semplice motivo che ho tenuto conservati gli appunti di allora, e il primissimo concept iniziale era molto differente dall'attuale; parlava solo di una sorta di città-nazione che per via del luogo in cui si trovava era rimasta indenne dall'influenza del resto del mondo. E' probabile che recuperi quell'idea in una storia, ma da allora è stato edificato veramente tanto di più. Per dire, solo sul MUD (il gioco di ruolo online attuale) ci saranno una cinquantina di zone di gioco, ciascuna delle quali corrisponde ad una storia particolare, dove molte poi si incrociano. Una di queste, l'area cosiddetta della Cittadella, la inizierete a vedere dal secondo numero nel quarto episodio, ma volendo potrete anche già visitare il luogo dell'avventura in questione online: al posto dei personaggi del fumetto, oppure in caso di 'impasse' di gioco, usare le avventure dei personaggi sul fumetto come guida. Alla fine il progetto è anche questo. Inoltre, ciascuna delle città che si vedono nella mappa politica (che si vede nel sito dell'ambientazione www.radairk.com cliccando sulla pagina sinistra, mentre la destra mostra il dettaglio della mappa fisica, radicalmente diversa), ha una propria storia: culture differenti e peculiari e di conseguenza anche correnti politiche specifiche come quelle dei Lealisti e dei Sincretisti, ma è un altro discorso. Come del resto anche i termini base (qualche centinaio) della lingua del mondo hanno ciascuno delle proprie storie.
Per il resto della domanda, ho lavorato nel settore editoriale per la realizzazione di edizioni oramai già da circa una decina d'anni, ad esempio per la Comic Art o la Play Press. Alla fine era solo questione di tempo trovare il giusto sbocco. Il tempo è la parola giusta, ma non è mai neanche la risposta, giusta.

Delirio.NET : Un’altra domanda sulla rivista in sè. Nell’editoriale del numero uno si parla di 6 numeri. Visti i tempi che corrono mi pare un’idea saggia iniziare la propria avventura con un percorso limitato nel tempo, almeno inizialmente. L’idea della rivista “Legend!” è di passare per un annetto dalle edicole per far conoscere e crescere il progetto “Radairk”, o se le cose andranno bene pensate di poter far diventare la pubblicazione qualcosa di stabile? E a proposito di questo, avete già avuto i primi riscontri? Ne siete sodisfatti?

Antonio Mannoni: La struttura di questa serie, Radairk, è forse un po' particolare.
Ho delineato degli 'archi narrativi' di circa 12 episodi l'uno. Ognuno degli archi narrativi è poi diviso in quattro 'parti' da tre episodi; i tre episodi in questione rappresentano quindi una “unità” narrativa: considerando che ogni episodio, comprese le parti riferite al Libro dell'ambientazione da cui sono tratte (esattamente quello che si vede online, le parti sull'albo in edicola sono quindi suoi "estratti" occupa 32 pagine, si ha che ognuna di queste quattro parti si estende su circa 96 pagine. Quindi la struttura complessiva è che ogni arco narrativo occupa 12 episodi divisi in 4 volumi da 96 pagine, ciascun volume o “unità” narrativa dell'estensione di 3 episodi.
Come forse si sarà intuito dal discorso sull'ambientazione, di materiale ce n'è tanto; per ora lavoriamo sul presente arco narrativo.
I primi riscontri delle vendite dell'albo sono stati Ottimi.
Potrei dire che per noi sono stati sensazionali, ma sembrerebbe una qualche forma di pubblicità più o meno tipica.
Potrei usare una qualche perifrasi per indicare il risultato, ma la cosa potrebbe essere presa anche per un “indorare l'amara pillola” di un risultato magari solo discreto.
Quindi, ribadisco il semplice ed iniziale Ottimi. E che ci consentono di pianificare al meglio le prossime uscite.

Delirio.NET : Dicci ora due parole sul fumetto contenuto nella rivista: vuoi descriverci brevemente ambientazione e storia del fumetto “Radairk”?

Antonio Mannoni: L'ambientazione si basa sull'assunto principale che “qualcuno” estraneo a quel mondo ad un certo punto vi viene “catapultato”, e tracciando dei segni sulla parete di una caverna in cui si viene a trovare, forma un simbolo che per lui ha un significato molto particolare, personale. Ma questo gesto crea un profondo cambiamento di tipo sociale su Radairk, visto che quei segni saranno la base per la creazione della scrittura. Scrittura di una lingua nella quale i nomi (propri, di persona e di luogo) non hanno un significato concreto, e da sempre sono come evocati “da altrove” con un particolare rituale, ed ognuno di essi rappresenta quindi un mistero. O un segreto celato in un mistero. Tanti misteri e segreti, affianco al segreto più grande, dato dal fatto che, in un mondo perennemente in guerra, secoli prima è accaduto qualcosa che interruppe improvvisamente ogni conflitto: un “qualcosa” che nessuno sa cosa sia stato. O così pare.
La storia del fumetto è ambientata proprio nel periodo in cui tale evento si è ripetuto, e parla di questo e delle relative conseguenze del suo progressivo esplicarsi, per la vita di tutti.
Radairk è quindi un mondo con diversi punti oscuri, e paradossalmente proprio la forte virtù guerriera che ne scrive la storia da secoli, con la sua tendenza a dividere nettamente il bianco dal nero, forse impedisce la piena comprensione dell'ampia zona grigia, nella quale giacciono gli stessi segreti del mondo...

Delirio.NET : Ma Radairk non è solo l’ambientazione di un fumetto, giusto? E’ anche l’ambientazione di un gioco on-line, vuoi dirci qualcosa di più su questo aspetto? In cosa consiste e come funziona nelle sue linee generali? Quando e come è stato creato? Quante persone ci hanno lavorato? Da quanto tempo viene giocato?

Antonio Mannoni: Si. Per precisare, l'ambientazione è una, ma nel gioco di ruolo online vi si trova una versione collocata in un'epoca passata, “mitica”: ossia quando fiorirono le grandi imprese dei singoli che poi riecheggiano nella storia successiva, suscitando moti spontanei e canti di gesta eroiche, e creando per l'appunto le Leggende.
La differenza principale è che l'ambientazione del gioco di ruolo online, per l'appunto molto indietro nel tempo, secoli e millenni indietro, prevede l'esistenza (allora) delle varie razze quali elfi, nani, etc, in modo da poter offrire un ampio ventaglio del patrimonio più classico del fantasy.
Nell'ambientazione della testata in edicola, invece, il tempo è quello che possiamo indicare come il “presente” del mondo stesso: le razze sono scomparse da secoli, quasi come se non fossero mai esistite. Sul gioco di ruolo online, il MUD, si sono alternate nel tempo più di una ventina di persone, tra Coders (programmatori), anche se il riferimento è sempre stato Francesco Riolini, e soprattutto “Area Builders” (chi realizza le zone di gioco). Il sistema è ufficialmente online dal 1999, quindi da una decina di anni.

Delirio.NET : Nell’editoriale del numero 1 della rivista “Legend!”, ventilate la possibilità di finire addirittura sulla rivista, passando attraverso il nostro personaggio nel gioco on-line. Personalmente trovo questo livello di interattività davvero magnifico. Puoi dirci qualcosa di più di come possiamo arrivare a veder pubblicata la nostra storia sulla rivista? Inoltre ho letto che anche nel sito della rivista consentite la pubblicazione di contributi da parte dei lettori, si potrebbe dire che siete in cerca di collaboratori?

Antonio Mannoni: Per quanto riguarda la prima domanda, con il meccanismo delle 'Leggende': il titolo della testata difatti vuole riallacciarsi sia al nostro desiderio di parlare dei miti e delle leggende di vari tempi e paesi, compreso l'immaginario Radairk, sia questo aspetto peculiare. In pratica, basta semplicemente giocare on line, costruire personaggi seguendo delle indicazioni di massima per restare in seno all'ambientazione, e se il personaggio diviene 'famoso', allora “prende” vita sul fumetto, come personaggio in sè.
Le storie e gli altri contributi relativi sono comunque legati al gioco on line, nel senso che si tratta di storie scritte o in relazione a personaggi oppure ad avventure tra gruppi di avventurieri. Insomma “Quest”, che hanno avuto luogo nel mondo on line. Dall'archivio di queste poi alcune verranno riportate nella zona della rivista dedicata specificatamente al MUD.
Per il resto, come si evince anche dal sito dell'editore, siamo sempre in costante ricerca ed attesa di contributi sull'argomento su cui si fonda la rivista, il fantastico nelle sue varie forme; in particolare storie e leggende su tre livelli; 1) un mondo immaginario, 2) storie e miti stranieri, 3) storie e miti italiani.
Ci piacerebbe molto ad esempio, in luogo delle storie e dei miti italiani, dar spazio a particolari località e paesi italiani, con le proprie storie e tradizioni.

Delirio.NET : Infine due parole sui racconti che si trovano alla fine della rivista, tutti portano la dicitura “liberamente tratti ed adattati da…” e si riferiscono a testi della metà del 1800. In che modo agite su questi testi? Vi limitate a dargli un linguaggio più attuale, li riscrivete completamente o ne prendete solo qualche spunto per creare opere del tutto nuove? Pensate, nel futuro, di destinare a questo spazio anche a acconti del tutto inediti e originali?

Antonio Mannoni: In realtà agiamo in tutti i i modi descritti, sia adattando sia riscrivendo varie parti.
Quella dei “racconti” è una sezione molto importante della rivista in quanto illustra narrativamente il tema “storie e leggende straniere ed italiane”, evidenziando poi punti di contatto relativi tra differenti tempi e culture. Si tratta di una linea editoriale che tende a mostrare che, alla fine, storie e tradizioni che ci sembrano spesso così distanti tra di loro, hanno tantissimi punti in comune, anche al di là di contatti concreti che delineano vari tipi e livelli di contaminazioni culturali. Ad esempio, nel primo numero della rivista la storia dei fratelli maghi, mostra che c'è in fondo una sorta di sottile linea narrativa che attraversa il mondo e la cultura di diverse nazioni, passando dalle tradizioni e storie Indiane, attraversando l'Oriente a ritroso su-su fino all'italiano Giambattista Basile che è del 1500, e alla Germania dei Fratelli Grimm. Nel secondo numero si parlerà anche di lirica provenzale, varcando le Alpi innevate per conoscere il libro di un francese che racconta del Giappone, e quindi dirigerci nel paese del Sol Levante, sulle ali della “recherche” proustiana, sempre in un paesaggio innevato.
Per noi la rivista “Legend!” risponde quindi anche al particolare intento di mostrare che non importa il modo, non conta il tempo; ciò che realmente importa è semplicemente il raccontare.
Per quanto riguarda l'ultima domanda, sì, c'è spazio.
Del resto, è lo stesso contesto della rivista a crearlo.

Delirio.NET : Bene Antonio, grazie dell’intervista e un caloroso in bocca al lupo a te e a tutta la redazione di “Legend!” da parte dello staff di Delirio.

Antonio Mannoni: Grazie a te per la cortesia.
Mi arrogo il diritto e il piacere di contraccambiare a nome di tutti i collaboratori, e da parte mia auguro Buon Natale e Buone Feste a te ed ai lettori, nell'auspicio che il nuovo anno possa portare Storie sempre più belle. E che ci possano vedere protagonisti.

 

   

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