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I libri di ottobre

- Libri -


I libri di ottobre

Letture d’autunno secondo Delirio.NET. Ospiti della rassegna letteraria di ottobre sono Manila Benedetto con Donne e altri animali feroci, la raccolta Oltre l’orizzonte di Fiorini-Ori-Sorrentino, Remo Fuiano col fumetto Secsi irina e Heman Zed con La Zolfa. Quattro interviste con tre domande agli autori per saperne di più.

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Donne e altri animali feroci

Dieci racconti (anzi nove più uno) che, sullo sfondo comune di delitti, si addentrano nelle vicende quotidiane e presentano la realtà che spesso soggiace ad eventi misteriosi. Il libro è costruito come un cd, con la musica che ricorre nelle pagine, e con un bonus track finale (l’ultimo racconto, appunto). E come un cd bisogna ascoltarlo: la musicalità delle parole scelte e il tema portante – donne assassine e animali feroci, alla fine si mescolano e non sai più chi sia l’una e chi l’altro – ne fanno un prezioso pamphlet sulla dinamica della vita che, spesso, passa per la morte. Ce ne parla l’autrice, Manila Benedetto.

Delirio.NET : Il titolo: "Donne e altri animali feroci". Che cos'è la ferocia, per te?

M.B.: La ferocia non è affatto cattiveria. E' la capacità di chiamare le cose con il loro nome, di non aver paura di dire la verità, di essere quello che si è. Un po' come i miei "santi" che si rifugiano, con le loro giustissime motivazioni, in un bordello a Lecce, insomma.

Delirio.NET : Racconti brevi, cattivi, surreali, dissacranti: come ti trovi nella dimensione racconto?

M.B.: E' la mia dimensione. Sono per le passioni brevi ed intense, perché rappresentano la perfezione della narrazione: la capacità di sviluppare una storia in un intervallo (temporale e di parole) breve, limitato.

Delirio.NET : Perché questa raccolta, e qual è stata la sua gestazione?

M.B.: La raccolta nasce postuma alla stesura dei singoli racconti. Quasi un caso (o un destino?).
Sono racconti scritti in momenti diversi e con motivazioni diverse. Alcuni per delle riviste, altri semplicemente per un'idea che mi passava per la testa e che volevo lasciar su carta. In seguito, quando questi singoli racconti sono diventati un insieme, mi sono accorta che in effetti un filo comune pervade tutti gli scritti, seppur nati in spazio-tempo differenti: sono tutti ricchi di "animali feroci", pieni della mia personale presa in giro ed condanna verso la società, un vero e proprio un surreale e dissacrante panorama di storie ambientato tra il paese e il mondo. Dove ce n'è davvero per tutti. Il titolo è nato da solo: contando gli animali feroci presenti, l'han fatta da padrona le donne.

Titolo: Donne e altri animali feroci
Autore: Manila Benedetto
Anno: 2009
Editore: Coniglio
Collana: I lemming
Prezzo: 5 euro


Oltre l’orizzonte

Storie che si muovono sul labile confine tra la dimensione reale e quella soprannaturale; dimensioni che, in un continuo gioco di specchi, si guardano, si fondono e si confondono. Gli autori modenesi Daniela Ori, Gabriele Sorrentino e Manuela Fiorini firmano un’antologia di 12 racconti, alcuni con tratti squisitamente noir, horror, altri a sfondo storico, un altro annoverabile come “fantascienza”. Ce ne parla uno degli autori, Gabriele Sorrentino.

Delirio.NET : Come nasce la raccolta "Oltre l'orizzonte"?

G.S.: Nell’ormai lontano 2007 incontrai Daniela Ori che partecipò, come me, all’evento Spazi d’Arte 2007, organizzato dall’ Associazione Artegenti. Chiacchierando, ci siamo accorti di essere entrambi attratti dalla dimensione onirica del racconto, anche se affrontata da angolazioni diverse. Io avevo da poco pubblicato tre racconti nella raccolta 18 Racconti di Sogno ed Ombra (Il Foglio 2006) assieme ai membri del Laboratorio di XOmegaP con un taglio decisamente noir. Daniela, al contrario, aveva pubblicato diverse poesie in numerose raccolte e aveva all’attivo l’antologia personale L’Ala nord del castello (Montedit, 2004). Aveva, inoltre, scritto per l’associazione di scrittori modenesi I Semi Neri alcuni racconti che, partendo da un avvenimento storico reale, lo trasfigurano cercando di mostrare i sentimenti dei vari personaggi, prediligendo soprattutto figure femminili. Dalla fusione di queste due esperienze è nata l’idea di un libro che avesse come sfondo storie e luoghi riconoscibili, ma li rielaborati attraverso il mito, la favola, il sogno per raggiungere così una dimensione diversa, dove è possibile raccontare più agevolmente i sentimenti umani, che sono poi quelli che muovono tutte le storie. Io ho avuto esperienze di romanzo storico (Francigena Novellario a.D. 1107, Filios 2007) e ho scritto anche qualche saggio di storia medievale (Il Duca Passerino, TEI 2007); mi viene quindi naturale, per così dire, ricercare la dimensione arcaica degli eventi. Infine, nella nostra idea abbiamo coinvolto anche Manuela Fiorini, che abbiamo conosciuto sfilando in abiti d’epoca alle Serate Estensi di Modena. Di Manuela avevo presentato Il Crepuscolo dell’Anima (Giraldi 2007), thriller psicologico e soprannaturale. Leggendo il Crepuscolo e altri racconti di Manuela, ci siamo resi conto che le sue tematiche si sposavano bene con le nostre e così l’abbiamo coinvolta in questa nuova avventura artistica.

Delirio.NET : Un'antologia, dodici racconti, tre autori con percorsi differenti e molto personali: come si costruisce un progetto di questo tipo?

G.S.: La cosa più difficile in un’antologia di racconti è mantenere un fil rouge che li leghi, senza però imprigionare la vena creativa di chi li scrive. Nel nostro caso, questo minimo comune denominatore è un non-luogo, cioè la dimensione del sogno, un po’ delirante, che è simboleggiata dal titolo Oltre l’Orizzonte. L’Orizzonte, infatti, è un luogo cui si tende sempre, ma che è impossibile da raggiungere in quanto quando cerchiamo di raggiungerlo, esso si allontana. Idealmente, grazie al potere che, a mio parere, ha solo la narrativa, abbiamo tentato non solo di conquistarlo, ma anche di superarlo, per vedere cosa c’è dopo. Nella pratica, poi, dietro Oltre l’Orizzonte c’è un fondamentale lavoro di editing e di reciproci consigli, che hanno permesso non solo a tutti noi di crescere, ma di affezionarci a ogni singolo racconto come fosse nostro. Anche la copertina ha un significato preciso. E’ il dipinto di una bravissimo amico pittore romagnolo Maurizio Delvecchio Maurizio Delvecchio che s’intitola SFIDA, una gara di barche che si affrontano, come in una battaglia tra il bene e il male, tra la notte e il giorno. Questo dipinto rappresenta il dualismo della vita, il reale e l’irreale, il vero e il sogno, la quotidianità e la fantasia, in una danza che disegna il continuo desiderio di far emergere qualcosa, oltre quello che si vede, come una sfida, come nella vita. Questo dipinto è lo specchio del nostro libro, che per noi ha costituito una sfida, l’idea di rompere gli schemi e di raccontare storie tra il reale e l’irreale.

Delirio.NET : Per parlare del soprannaturale, come si pone il rapporto con la dimensione racconto?

G.S.: Alcuni dei più grandi autori fantastici come Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft hanno scritto soprattutto racconti. A mio modestissimo avviso, infatti, il racconto si addice più del romanzo a profonde escursioni nel soprannaturale. Trattandosi di un’opera breve, esso viene scritto di getto, senza il grande lavoro preparatorio che è fondamentale in un romanzo, nel quale è necessario poter gestire una trama complessa e un numero notevole di personaggi. In poche parole, il racconto è una trasposizione più immediata dell’ispirazione dell’autore, mentre il romanzo è più “ragionato”. Per questo motivo, a mio avviso, il racconto è più adatto a trasmettere le emozioni della dimensione onirica. Esso si colloca in un certo senso tra la poesia, che è pura ispirazione, e il romanzo, che è ispirazione meditata. Se mi passate una metafora ardita e semplificata, la poesia è forse paragonabile all’arte informale (dove il pittore esprime le sue emozioni senza preoccuparsi troppo dei canoni), il racconto a un quadro impressionista o macchiaiolo (dove poche pennellate raggiungono subito i sensi dello spettatore), il romanzo è la grande volta affrescata di una chiesa quattrocentesca (dove si apprezza non solo l’ispirazione, ma anche il grande studio filosofico e tecnico che c’è alla base).

Titolo: Oltre l’orizzonte - Racconti tra sogno e realtà
Autore: Daniela Ori, Gabriele Sorrentino, Manuela Fiorini
Anno: 2009
Editore: Montedit
Collana: I salici
Prezzo: 15 euro


Secsi Irina

Secsi Irina è una coatta dei nostri tempi: belloccia, incolta, borgatara, dall’improbabile accento ciociaro, fan del kitsch anni 80, di Amici e X Factor, è una sgangherata “consulente” di storie di cuore e sesso: ha un sacco di cose da dire… solo che non ci riesce. Secsi Irina riassume in sé le fattezze (e le fattanze) di innumerevoli cubiste, troniste, veline, letterine, paperine e ochette della tv. E, come a loro, anche a Irina interessano soldi, notorietà e tanto, tanto sesso. Ce ne parla l’autore, Remo Fuiano.

Delirio.NET : Come nasce il personaggio di Irina?

R.F.: Per caso.
Una volta, con una mia amica, entriamo nella chat di Tor Bella Monaca.
E facciam finta di essere due donne.
D'istinto scelgo un nickname: “Secsi Irina”.
Mesi dopo sono in treno.
Tragitto Roma-Firenze.
E un dipendente di Trenitalia parla con un pesantissimo accento ciociaro.
“Informiamo li cliendi che nella vettura numero cingue è presende la carrozza rishtoro”.
Unisco le due cose.
E in due pagine di “Temporary Road” appare questa coatta.
Che nasce per caso e diventa una delle cose più apprezzate dell'albo.

Delirio.NET : Parodia di una certa generazione, o semplice fotografia della realtà di oggi?

R.F.: Da un lato la generazione di oggi, con questo “obbligatorio” culto dei vasi cinesi.
Vasi cinesi che parlano tanto, a sproposito:
opinionisti, tronisti, qualunquisti.
Dall'altro lato, la realtà italiana di oggi che è tristissima:
e allora ci rido su.

Delirio.NET : Quali sono i tuoi modelli artistici e come hai iniziato a occuparti di fumetto?

R.F.: Modelli : Carlo Peroni. Come artista e persona.
Ho iniziato ad occuparmi di fumetti perchè è quello che ho sempre voluto fare.
Disegno e scrivo da quando sono bambino.
E mentre quasi tutti sognano di fare gli astronauti, io sognavo di fare il disegnatore.
Ma da bimbo mi limitavo a disegnare le facce di Gigi la Trottola e Forza Sugar.
Oggi invece osservo tantissimo, cerco di uscire più possibile, di vedere sempre gente nuova.
Ed è questo il bello: dare il tuo sguardo sulle cose che accadono intorno a te.
Uno sguardo da eterno Peter Pan.
Che un po' è cresciuto.
E cerca di sorridere.

Titolo: Secsi Irina
Autore: Remo Fuiano
Anno: 2009
Editore: E.F. Edizioni
Prezzo: 12 euro


La Zolfa

A San Pinerlo, paesino della provincia italiana, tutto gravita attorno alla Zolfa, un'ex fabbrica di fiammiferi adibita a residence. Popolato da squinternati inquilini, che fanno capo al cav. Pistone, il piccolo mondo vivacchia fino all'arrivo del nuovo portinaio, Sulfo. Sulfo si integra nella comunità, barcamenandosi tra i quotidiani intrighi dei suoi abitanti. Quando la Zolfa rischia di scomparire per essere trasformata in un centro commerciale, i bizzosi figuri fanno fronte comune: il cav. Pistone ordisce un colpo di Stato e, in un delirio di onnipotenza irrefrenabile, proclama la Repubblica Comunale di San Pinerlo. In un crescendo di ambizioni secessionistiche lo scontro - trasmesso in diretta Tv - coinvolge i più alti vertici istituzionali e religiosi italiani. Tra cruente rappresaglie, sparizioni improvvise e machiavellici stratagemmi, la valorosa Zolfa respingerà gli attacchi di cui è vittima? Ce ne parla l’autore, Heman Zed.

Delirio.NET : Come nasce il romanzo "La Zolfa"?

H.Z.: La Zolfa nasce, più che dalla necessità, dall’impellenza di dover fare uscire dalla mia testa i due personaggi principali del libro, Amilcare Sulfo IV Fusillo e il cavalier Pistone. Era da un po’ che mi vivevano addosso e a un certo punto ho dovuto collocarli altrove per liberarmene. Una vecchia fabbrica di fiammiferi abbandonata ai margini di una statale torinese mi era sembrato il posto giusto. Poi, man mano che procedevo alla ristrutturazione virtuale dello stabile, l’ex fabbrica si è popolata di tutti gli altri figuri della compagine Pistone, l’ossatura del romanzo. Originariamente l’ambientazione era in Inghilterra, poi ho spostato tutto in un classico paese della provincia nord italiana.

Delirio.NET : Tratti temi importanti: nasce prima il romanzo o l'esigenza di raccontare determinate tematiche?

H.Z.: I personaggi (un contabile disoccupato, un reduce della guerra che gira ancora in uniforme, un inuit, una ex entreneuse, un improbabile killer, tutte figure che in qualche modo o per ragioni diverse hanno fallito) si trovano ad essere ultimi e quasi invisibili in un non luogo ai confini della provincia. Volevo raccontare le loro storie e poi ho voluto dar loro una possibilità di riscossa nel momento in cui alcuni cosiddetti poteri forti hanno cercato di schiacciarli, di sradicarli dalla loro casa comune, la Zolfa, nel tentativo di convertirla nell’ennesimo centro commerciale. Perciò direi che la genesi e il profilo stesso dei personaggi hanno suggerito determinate tematiche che, intrecciandosi, hanno fornito poi la struttura narrativa. Per raccontare il tutto ho voluto poi riportare in vita uno stile che, a mio giudizio, dal punto di vista letterario era stato in parte o del tutto abbandonato: la farsa, la giullarata del teatro di strada. Ho provato a tracciare un filo conduttore che nella narrazione e nel linguaggio partisse dalla commedia del Ruzante, passasse attraverso il mistero Buffo di Dario Fo, fino al Brancaleone di Monicelli.

Delirio.NET : Hai avuto una vita da viaggiatore, sei al tuo secondo libro: quanto aiuta l'esperienza nella scrittura?

H.Z.: Più che una vita, un largo periodo da viaggiatore in cui ho attraversato l’Europa. Questo è il secondo libro e un terzo è prossimo all’uscita, sempre per Il Maestrale. Sì, l’esperienza di viaggio è sempre un grosso serbatoio da cui attingere persone e situazioni. Però a volte l’intuizione, il viso, l’idea giusta si possono trovare anche nell’atrio condominiale o dal panettiere sotto casa. Credo dipenda molto dal grado di attenzione che si riserva a tutto ciò che normalmente ci circonda. Salgari non era mai stato in India, in Malesia o nel Borneo eppure…

Titolo: La Zolfa
Autore: Heman Zed
Anno: 2009
Editore: Il Maestrale
Collana: Narrativa
Prezzo: 15 euro

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