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Intervista a Nikka Dimroci

- Foto -


Janet Fischietto for Nikka

Nikka Dimroci è nata a Piacenza nel 1981. Dal 2008 si dedica a tempo pieno alla fotografia con esposizioni e collaborazioni davvero affascinanti. Un tocco forte e deciso ma allo stesso tempo delicato e sublime: nei sui lavori si evince nel contempo una forte sensibilità e un approccio graffiante alla vita quotidiana. Delirio.NET l'ha intervistata. Con una piccola gallery dell'artista.

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Delirio.NET : Com'è nata in te la passione per la fotografia e come ricordi i tuoi primi passi da fotografa?

Sin da piccola ho avuto una curiosità per la fotografia: ho iniziato con il ribaltare i cassetti pieni di fotografie di mia mamma, che è da lei che ho preso questa passione; mi piaceva curiosare e guardare le persone come cambiavano nel corso degli anni. Poi ho cominciato a scattare per pura passione, portando avanti i miei studi: sono laureata in DAMS ARTE, e da lì, con lo studiare proprio la storia della fotografia ho capito cosa avrei voluto fare, sebbene con tutte le difficoltà che comporta questo lavoro.

Delirio.NET : La tua creatività ti ha portato a esporre i tuoi scatti nelle capitali del mondo, Milano, Roma, New York: trovi una differenza tra l'Italia e l'estero per quel che riguarda le occasioni agli artisti?

Ho avuto la fortuna di aver occasioni di esporre sia in Italia che all'estero, sia in collettive che mostre personali, e purtroppo devo ammettere che c'è tanta differenza per i giovani artisti. L'Italia fa scappare tanti creativi: non c'è posto, o non ci sono soldi, sono sempre le parole che ci si sente dire. Trovo che sia davvero ridicola una situazione simile nel nostro paese che ha di per sè il più grande patrimonio artistico del mondo. Ma io sono innamorata dell'Italia, e quindi per ora sono qui. Ma viaggio molto e l'idea sarebbe di fare un periodo a New York.

Delirio.NET : Modelle professioniste, ma anche persone comuni. Che cosa ti colpisce nei soggetti che ritrai?

Quello che sta alla base della mia fotografia è l'uomo in tutte le sue sfacettature: mi piace ritrarre tutti indistintamente, trovo che chiunque di noi sia UNICUM, e attraverso la macchina fotografica cerco di elevarlo proprio per la sua unicità, le sue particolarità.
Cerco di fare un lavoro il più democratico possibile: dare momenti di gloria a chiunque perché in cambio cerco di estrapolare qualcosa di suo che a parole non mi direbbe. È un lavoro molto voyeristico, di introspezione psicologica: si crea un legame, ci deve essere un rapporto di fiducia, lo trovo estremamente positivo e creativo.

Delirio.NET : Qual è fin'ora, tra le cose che hai fatto, quella che hai trovato più stimolante a livello creativo e/o professionale?

Ogni set per me è un'avventura e una nuova sfida con me stessa: cerco di confrontarmi con cose nuove e cose che alle volte avrei paura a guardare se non avessi con me la macchina... che come dice Diane Arbus "è una specie di scudo, una licenza".
Le più stimolanti sono il reportage e penso che la giornata più bella da quando fotografo è stata una domenica a CONEY ISLAND a New York da sola l'estate scorsa: giravo da sola sulla spiaggia e il lungo mare, e tra un bagno e un altro rubavo scatti ai passanti o mi fermavo con loro scattavo foto mentre si improvvisavano in balli o in karaoke... è stato bellissimo stare in mezzo a tantissime persone di tutti i colori e di tutte l'età. Adoro New York, la mia grande babilonia.

Delirio.NET : Ti è mai capitato qualcosa di strano o delirante durante una sessione di foto?

Ogni volta che scatto succede qualcosa di imprevisto, è anche il suo bello: l'ultimo set che ho fatto penso sia stato uno dei più particolari, abbiamo scattato in stazione centrale a Milano con una modella MEDEA; volevamo fare qualcosa di provocante di vedo non vedo, giocare sulla sensualità femminile, oltre ai passanti che non mancavano di stazionare, siamo finiti negli uffici di impiegati statali a scattare foto con loro che lavoravano. Penso che queste cose succedano solo in Italia.

Delirio.NET : Hai dei modelli di riferimento, dei guru che ti ispirano in particolar modo?

Ho dei soggetti che prediligo: in primis alla mia classifica c'è LISA che è una mia cara amica, che mi segue nelle mie bizzarre scenografie; poi altra musa è Janet Fischietto, che adoro sia come persona sia come esteriorità con i suoi 11 tatuaggi. Ma quello che mi interessa sono persone che in qualche modo cercano di non omologarsi alla massa, che vogliono apparire per quello che sono e non per come la società vorrebbe omologarci. La serialità mi spaventa, è per questo che i miei MANICHINI rientrano negli scatti vicino a persone "diverse". Ma per me diverso non è necessariamente la ragazza tatuata: diverso è chi ha la coscienza e il coraggio di vivere la propria vita, le proprie passioni per quello che è.

Delirio.NET : Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho diversi progetti in mente che però richiedono tempo e modi per essere realizzati. Adesso uno a cui sto lavorando riguarda l'iconografia religiosa.
Sono per formazione culturale molto sensibile alle tematiche religiose: da piccola ho studiato all'Orsoline, e continuando poi a studiare storia dell'arte ci si rende conto che fino all'età contemporanea l'arte non è totalmente esente di fini religiosi, per cui mi interessa la potenza della religione e trovo che sia un tema al momento attualissimo. Purtroppo ancora oggi molte guerre sono per scopi religiosi: per me è impensabile una cosa del genere, "la religione è l'oppio dei popoli", ma invece di essere solo oppio ha effetti devastanti. E così parte tutto il discorso di desacralizzazione dell'icona: viviamo in una società dove l'icona è diventata la velina, il calciatore, la gente commette stragi umani come ricompensa di una vita eterna in paradiso, un mondo sottosopra.
Il progetto però non vuole avere esiti anticlericali o posizioni contro una o altra religione, è solo una mia riflessione sulle ICONE, su ciò che ora sono le nuove icone, e pensare non a se stessi e alla nostra vita eterna, ma alla vita terrena che conduciamo qui, all'essere noi stessi, allo stare insieme agli altri e accettarli per quello che sono per davvero.


Nikka Dimroci Official Website

 

   

   
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