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La rassegna di fine Maggio
Torna la rassegna mensile di Delirio.NET dedicata ai libri caldi, in preparazione all’arrivo dell’estate. A fine Maggio, interviste a Luigi Guicciardi, Andrea Malabaila, Giuseppe Foderaro e Lorenzo Mazzoni, che ci raccontano le loro opere: La belva, L’amore ci farà a pezzi, Ho un incontro di lama per te e Porno Bloc. Buona lettura!
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 La belva
Modena, all’alba di un’estate che si annuncia incandescente. Il primo cadavere è quello di una prostituta, alla periferia industriale della città: sembra uno squallido delitto come tanti altri, maturato nel racket della prostituzione. Senonché, solo due giorni dopo, una professoressa del Tasso, il liceo più prestigioso della zona, viene ritrovata priva di vita, anche lei seviziata e strangolata. Evidentemente c’è all’opera un serial killer di diabolica astuzia; e come se non bastasse, il movente appare semplicemente inspiegabile. Quale può essere, infatti, il filo rosso che unisce il sordido ambiente della prostituzione alle aule ovattate di un liceo classico della "Modena bene"? Tornano le avventure del commissario Cataldo, dalla penna di Luigi Guicciardi.
Delirio.NET : Come nasce “La belva”, il nuovo caso per il commissario Cataldo?
L.G.: La belva è una storia che accosta due mondi in apparenza incompatibili, quello della scuola e quello della prostituzione: vengono orribilmente uccise, infatti, prima una prostituta, poi una professoressa, poi una seconda prostituta, seguita da un’altra insegnante dello stesso liceo della prima, il Tasso, tra i più prestigiosi di Modena, e il commissario avrà il difficile compito di scoprire cosa colleghi tra loro vittime tanto diverse. Dunque, dato il mio mestiere di docente in un liceo scientifico della città che si chiama Tassoni, è più che evidente – fin dalla trasparenza dell’indicazione onomastica – come “La belva” sia nata da una realtà autobiografica, cioè dalla mia esperienza diretta di vita e di lavoro. Altra ispirazione mi è poi venuta da fatti reali, accaduti anni fa tra le province di Modena e Reggio Emilia (il serial killer delle prostitute, mai identificato, su cui si dice che lo stesso Lucarelli abbia svolto un suo apprendistato di cronista), ma il grosso della storia, in fin dei conti, si deve unicamente a quel fenomeno psicologico che è la fantasia di ogni giallista.
Delirio.NET : Come vive lo scrittore un viaggio così lungo insieme a un suo personaggio?
L.G.: Lo vive con piacere, attribuendo al personaggio una parte di sé, del suo carattere, dei suoi gusti (nel mio caso, l’origine siciliana, la pazienza, la curiosità, i libri che legge, la musica che ascolta…) e, insieme, molte cose quasi opposte (l’aspetto fisico, le esperienze sentimentali, le indagini che affronta…). In altre parole, in questo modo, ritrovo sempre in lui qualcosa di piacevolmente consueto (che è abituale e rassicurante anche per il lettore fedele), senza precludermi mai, al tempo stesso, la possibilità di vivere con la fantasia “sperimentazioni” nuove: che è un buon antidoto narrativo all’eventualità di noia o stanchezza. Non va dimenticato, del resto, che Cataldo è un personaggio da noir, in evoluzione, che invecchia e modifica il proprio vissuto libro dopo libro (si innamora, si disamora, si sposa, diventa padre, ecc.), di pari passo coi mutamenti della città stessa in cui s’è trasferito.
Delirio.NET : Il romanzo giallo funziona anche come specchio della società?
L.G.: Assolutamente sì. Per troppi anni il giallo è stato una gara enigmistica, una sfida ludica fra lettore e scrittore per vedere chi arrivava per primo a scoprire il colpevole. Alla fine però, da Scerbanenco a Dürrenmatt almeno, ci si è resi conto sempre più lucidamente che il giallo poteva servire anche a rispecchiare il nostro tempo, a mostrare come si vive male nelle nostre città, a radiografare la nostra provincia (penso al Veneto di Carlotto, alla Bologna di Macchiavelli, alla Sardegna di Fois, al Po di Varesi…). In tutti i miei romanzi, per esempio, Cataldo s’è sempre misurato con gli ambienti reali di una città vera e moderna, dai rancori accademici alle comunità di recupero dei tossicodipendenti, dalla Modena ricca degli industriali a quella colta dell’editoria, dal mondo dei night e degli immigrati a quello delle gallerie d’arte e della scuola. A proposito della quale, proprio nella Belva, ho cercato di mostrarne – pur nelle pieghe di un’indagine poliziesca tecnica e incalzante – la vera dimensione realistica, nei luoghi e nelle persone, inconciliabile con gli stereotipi da commedia di tante fiction televisive.
Titolo: La belva Autore: Luigi Guicciardi Anno: 2009 Editore: Hobby & Work Collana: Giallo & Nero Prezzo: 18 euro
 L’amore ci farà a pezzi
Lui ha ventisette anni ed è stato una promessa (non mantenuta) del tennis italiano. Lei è una tennista tedesca che ha deciso di allenarsi per un anno in Italia. Lui è bloccato dalle aspettative degli altri e dalle occasioni mancate. Lei è curiosa e vive ogni giorno come una nuova opportunità. Le loro vite si incrociano con la complicità di Internet e prendono entrambe una direzione inaspettata: quello che lui vede come il proprio possibile riscatto, per lei è un bivio tra la sicurezza di un rapporto consolidato da anni e il desiderio di non accontentarsi mai. Ne nasce una storia in cui il gioco del tennis sembra funzionare perfettamente come metafora della vita e dell’amore. Ce ne parla l’autore, Andrea Malabaila.
Delirio.NET : Come nasce il tuo nuovo romanzo, "L'amore ci farà a pezzi"?
A.M.: "L'amore ci farà a pezzi" nasce da un'esigenza fortissima, molto più che in passato. Sentivo che dovevo raccontare questa storia per liberarmene. Ci ho messo tantissimo di me e mentre scrivevo non riuscivo a capire se questo sarebbe stato un punto a favore o a sfavore: da una parte c'era una sincerità di fondo che va d'accordissimo con la mia visione della narrativa (e della vita), dall'altra temevo di non mantenere il giusto distacco. E' stato come rimanere sott'acqua, in apnea, per lunghissimo tempo, ma quando sono risalito in superficie mi sono reso conto che ne valeva la pena. Anche perché nel frattempo il protagonista, che è un mio alter-ego, si è allontanato da me, è diventato un tennista, anzi una promessa mancata del tennis, e molte altre cose che io non sono. La scrittura ha davvero un potere spaventoso, ti permette di ricreare la realtà e di plasmarla a tuo piacimento.
Delirio.NET : Dai tuoi romanzi precedenti è trascorso qualche anno: è cambiato qualcosa, nel frattempo, nel tuo modo di affrontare la scrittura?
A.M.: Decisamente sì. I miei primi due romanzi erano storie di formazione, che risentivano dell'influenza di molta narrativa giovanilistica in voga negli anni Novanta. Questo, invece, potrebbe essere definito un romanzo di formazione al contrario, visto il processo di autoannullamento che intraprende il protagonista. Dopo "Bambole cattive a Green Park" ci ho messo un po' per trovare la via giusta, ma è stato un periodo in cui preferivo fare tentativi e magari sbagliare strada piuttosto che andare dove andavano tutti gli altri. Questo romanzo è sicuramente più maturo dei precedenti, anche se di base vorrei mantenere una leggerezza pop e non prendermi mai troppo sul serio.
Delirio.NET : Come affronti il lavoro di editore che sceglie manoscritti di giovani autori, con l'essere scrittore a tua volta?
A.M.: Questo, in effetti, mi ha aiutato molto. Mi ha dato una panoramica di che cosa si scrive oggi in Italia. I romanzi pubblicati danno una visione parziale e troppo spesso influenzata dalle mode (parola terribile quando è abbinata ai libri). Mi ha fatto conoscere ragazzi di grande talento (e scarsa visibilità) ma soprattutto mi ha fatto capire che il credito non te lo dà l'aver scritto un romanzo (lo fanno in tantissimi), ma solo l'aver scritto un buon romanzo. Per cui bisogna impegnarsi ancora di più. Dall'altro lato, lo scrivere mi aiuta nella scelta dei manoscritti, a patto naturalmente di non giudicare mettendo se stessi come metro di paragone: quasi mai le storie che abbiamo scelto di pubblicare per Las Vegas sono storie che avrei scritto io, ma questo non mi ha impedito di apprezzarle al punto da scommetterci sopra.
Titolo: L’amore ci farà a pezzi Autore: Andrea Malabaila Anno: 2009 Editore: Azimut Collana: Facies Prezzo: 11 euro
 Ho un incontro di lama per te
Londra con le sue vie, la sua atmosfera e le sue mille, affascinanti contraddizioni diviene il teatro della storia di un legame mai scisso, un legame che muta prospettiva e angolazioni seguendo l’imprevedibilità del cuore umano. Con uno stile ironico, brillante e una prosa che colpisce il lettore per la sua originalità, Giuseppe Foderaro ci descrive il presente di Frankie ed Elis, due giovani uniti sin dall’adolescenza, che la vita con le sue dinamiche imperscrutabili ha diviso, seppur mai realmente allontanato emotivamente, e che ora sembra riunire. Sarà così o nuovamente il destino, sottoforma delle pulsioni umane, prenderà il sopravvento? Ce ne parla Giuseppe Foderaro.
Delirio.NET : Da quali suggestioni nasce il tuo primo romanzo?
G.F.: "Ho un incontro di lama per te" nasce sostanzialmente dal mio amore viscerale per la metropoli, coi suoi elementi caratterizzanti, che per me costituiscono dei veri e propri feticci (la metropolitana, che è il mio mezzo di locomozione per antonomasia... io ci vivrei nel metrò!, e poi i fast-food, l'asfalto, il cielo "desaturato"...). Contrariamente a quanto cerco di far credere attraverso i booktrailer, e a dispetto del titolo del libro, il romanzo non è affatto un noir, nonostante esso assuma leggermente i contorni del "giallo" (be', il morto c'è, ma non è la cosa più importante della storia). Credo che quando a uno scritto si dà una parvenza di giallo, quasi sempre si attira un po' di più l'attenzione dei lettori. È come quando si mettono sulla copertina di una rivista le donnine nude. "Ho un incontro di lama per te" non è altro che un misunderstanding, un fraintendimento. L'"austerity comprenditiva", come l'ho definita nel libro, è l'elemento di tensione della storia di Frankie ed Elis. L'idea che sta alla base, tuttavia, è che alcuni rapporti sono indissolubili, e bypassano a pie' pari le incomprensioni, piuttosto che le scelte formative e professionali intraprese da ciascuno di noi, o le location, e addirittura l'andirivieni di terze persone (terzi incomodi) nella nostra vita.
Delirio.NET : Si nota la forte ricerca in un linguaggio "tuo", nel romanzo: quali strade hai percorso per trovarlo?
G.F.: Sì, il linguaggio adottato è in realtà l'elemento su cui faccio perno (la trama, infatti, è parecchio lineare). Il mio è un linguaggio ricercato: un misto di slang urbano e idioma "erudito", condito con una punta di quella poliglossia che ormai appartiene al mondo globalizzato. Il mio stile di scrittura risente molto dei miei trascorsi nella poesia contemporanea. Sono affascinato dai movimenti letterari d'avanguardia italiani, come il Futurismo, ma soprattutto la Neoavanguardia (adoro Edoardo Sanguineti, così come l'opera degli altri appartenenti al "Gruppo 63", come Balestrini, Eco, Palazzeschi...). Mi piace lavorare sul corpo sonoro dei lemmi, usare nonsense e calembour. Credo che la parola abbia una vita propria, una sua forza e autonomia, e che essa stessa sia in grado di generare, come nel caso del mio libro, una storia. Quando ho iniziato a scrivere "Ho un incontro di lama per te" mi trovavo a Londra (la mia culla, il mio rifugio), nella Piccadilly Line, in direzione Earls Court, e sfogliavo uno dei miei inseparabili Moleskine sul quale, qualche mese prima, ad Amsterdam, avevo scritto la frase "Cominciammo a parlare di un temporale". Da lì ho iniziato a sviluppare il plot del libro, a cerchi concentrici, senza avere la minima idea di dove mi stesse portando. Ascoltavo semplicemente le parole che man mano mi venivano in testa. Altro elemento che condiziona il mio modo di scrivere è la Metafisica, che apprezzo molto anche nell'arte figurativa di De Chirico, o del neometafisico nostrano Antonio Nunziante, o anche nelle tele di Marcello Scuffi: insomma, quella sensazione di tempo sospeso, che amo in maniera perversa, e che al contempo odio ("è appena successo qualcosa o sta per succedere?"). Sono un ansioso patologico, e la mia ansia l'ho trasmessa anche a Frankie, l'io narrante.
Delirio.NET : Quanto e come incide la musica sulla tua scrittura?
G.F.: La musica incide parecchio su ciò che scrivo, e sul mio stile. Sono un ex musicista, fino a qualche anno fa suonavo le tastiere con una indie rock band, e ora che non ho più il tempo di vivere la sala-prove e/o il palco, cerco, a modo mio, di fare musica con le parole, talvolta mettendo un po' da parte il loro significato intrinseco, e puntando soprattutto al suono che deriva dall'accostamento di due o più lemmi. Sono malato di jazz, e questo "giustifica" certe mie forzature lessicali e le licenze che mi concedo. Comunque, quando scrivo, ci dev'essere silenzio. Che è un genere musicale che amo almeno alla stessa stregua del jazz. 
Titolo: Ho un incontro di lama per te Autore: Giuseppe Foderaro Anno: 2009 Editore: Gruppo Albatros Il Filo Collana: Nuove voci Prezzo: 12,50 euro
 Porno Bloc
In una Bucarest estiva, calda e caotica, un oscuro personaggio in balia dei propri vizi e delle proprie debolezze, dovrà partecipare a una ‘misteriosa conferenza’. Durante i suoi allucinati pellegrinaggi metropolitani incontra una ragazza e inizia con lei un gioco di per- versione e follia. Attraverso bambini di strada, bloc di periferia, locali notturni e un’umanità in disfacimento, l’uomo muove i suoi incerti passi fino al tragico, inevitabile finale. Un libro dove fotografia e testo si rincorrono e si intrecciano, creando uno strano e morboso roto- calco contemporaneo, su una realtà, quella della capitale romena, inedita e fascinosa. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista. Ce ne parla Lorenzo Mazzoni.
Delirio.NET : La narrazione che incontra, e si intreccia, con la fotografia: da quali suggestioni parte "Porno Bloc"?
L.M.: "Porno Bloc" è nato in modo abbastanza ludico. Ci siamo trovati a Bucarest per un concerto di Manu Chao, poi siamo rimasti in Romania a vagare. Marco ha iniziato a scattare foto e io a prendere appunti su quello che vedevo. Le suggestioni ce le ha fornite la città. I suoi palazzi, il decadimento della follia ceauceschiana, la folla. Ne è nato un noir dove fotografia e testo si rincorrono non a freddo ma seguendo un filo conduttore diretto dato dal plot narrativo. Abbiamo messo dentro riflessioni su Bucarest, echi di un passato radioso (quello degli anni '30) e di un passato grottesco e assurdo (il periodo "comunista"), sequenze di rapporti sessuali in androni metropolitani, descrizioni della città notturna e globalizzata. I due protagonisti, il "conferenziere" Boris dal presente patologico e Zoia, la ragazza di buona famiglia che sgranocchia psicofarmaci come fossero noccioline, si muovono attraverso la Bucarest che noi abbiamo osservato e appuntato. La finzione è nata su uno scheletro di vita vissuta.
Delirio.NET : Com'è nata la collaborazione Belli-Mazzoni?
L.M.: E' nata durante "Mala vida" (ritornando a Manu Chao). Scherzi a parte, è nata mentre osservavamo Bucarest. Marco ha una conoscenza diretta della Romania. Ha studiato e abitato lì per diversi anni, è uno studioso della filosofia romena, è, in qualche modo, rodato. Per me Bucarest è stata una novità, ho iniziato a scrivere da osservatore novello. Siamo arrivati a "Porno Bloc" attraverso un percorso diverso che si è unito nel momento in cui abbiamo iniziato a lavorare seriamente al libro. Un gioco di inseguimenti e rimpalli e riflessioni comuni.
Delirio.NET : Quali sono state le reazioni al vostro libro?
L.M.: Reazioni buone direi: otime recensioni sulla stampa nazionale e internazionale, interventi a RadioRai, recensioni su stampa locale, moltissimi inviti per presentazioni. Non ci sono state polemiche ("Porno Bloc" è uscito nello stesso periodo in cui in Italia non si faceva altro che parlare dei romeni come stupratori assatanati, in un clima abbastanza teso). E' un libro forte, ma sincero. La magnificamente orrenda Bucarest in qualche modo viene omaggiata e non offesa , non si è voluta fare una provocazione tanto per fare. La gente ascolta con curiosità quello che abbiamo da dire (la nostra visione parziale) sul "rotocalco". Credo sia un modo interessante per saperne qualcosa di più su un Paese che in fondo ci è molto più vicino di quanto possiamo pensare.
Titolo: Porno Bloc Autore: Marco Belli, Lorenzo Mazzoni Anno: 2009 Editore: La Carmelina Collana: Lineabn Prezzo: 12 euro
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