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Rassegna di Marzo
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Rassegna di Marzo
Torna la rassegna letteraria di Delirio.NET, con quattro titoli e quattro autori che rispondono alle nostre domande: Il ruolo dei gatti di Felice Muolo, valeANA di Martita Fardin, Anni 70 for dummies di Valerio Biagi e Un paio di schiaffi di Amanda Nash. Buona lettura e buon inizio primavera!
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 Il ruolo dei gatti
Soldi, sesso, rancori familiari, solitudini: è lo spettacolo che quotidianamente si offre al protagonista di questo romanzo breve, Franco Narracci, un sornione, disincantato quasi-direttore d’albergo. L’Hotel Torre Diroccata, nella cornice splendida e misera della costa pugliese, è il suo osservatorio sul mondo e sulla gente. Tra mogli fedifraghe, amici infidi, figli ingrati da un lato, e dall’altro due suicidi di colleghi, si narra qui di una terza via. O meglio, del tentativo, da parte del protagonista, di trovare un’alternativa radicale alla logica del sopraffare o essere sopraffatto. Sarà possibile vivere un’esistenza placida, indifferente, come quella dei numerosi gatti che Franco ospita in casa sua, dopo la misteriosa morte dei loro padroni? A meno che quei gatti non abbiano un ruolo ben preciso in quegli strani suicidi, e adesso non sia lo stesso Franco a rischiare la vita. Ne parla l’autore Felice Muolo.
Delirio.NET : Come e da quali suggestioni nasce il romanzo breve “Il ruolo dei gatti?”
F.M.: Dalla voglia di scrivere, prima di tutto. Poi dall’osservazione del regno animale confrontato con il regno degli umani. Dalla considerazione che i componenti del primo confermano la loro immutabilità naturale di sempre mentre gli umani non riescono, come dovrebbe essere loro compito, a elevarsi più di tanto, pare addirittura che regrediscano.
Delirio.NET : Prima sul web, poi l’approdo alla carta: qual è il percorso del romanzo?
F.M.: Molto breve e senza difficoltà. Avevo chiesto a Bartolomeo Di Monaco di pubblicare l’incipit del romanzo sulla sua rivista letteraria on-line. Mi ha proposto di pubblicare l’intero romanzo a puntate, inaugurando per l’occasione una nuova sezione, e ho accettato. Contemporaneamente, avevo anche inviato l’incipit del romanzo all’editore Azimut. Guido Farneti, l’editore, ne è rimasto entusiasta e si è offerto di pubblicare il romanzo prima di leggere l’intero manoscritto.
Delirio.NET : Questo è il tuo quinto romanzo: cosa rappresenta per te la scrittura?
F.M.: Quasi l’unica ragione di vita. Quasi perché non si può vivere solo per la scrittura. Ma per scrivere ho abbandonato precocemente ogni attività lavorativa, causandomi un danno economico non indifferente. Come si sa, ogni passione ha il suo costo. Quando è sincera, in qualche modo ripaga.
Titolo: Il ruolo dei gatti Autore: Felice Muolo Anno: 2008 Editore: Azimut Collana: Facies Prezzo: 10 euro
 valeANA
Valentina, detta Vale, ha diciotto anni e vive in una villa vista lago con sua madre, suo padre e una tata filippina. Figlia della borghesia comasca, ha in apparenza tutto: ottimi voti a scuola, bellezza, benessere, un blog di successo frequentato da migliaia di ragazze, ma c'è qualcosa che non và. Il dolore vero, la gioia vera, sembrano scivolarle addosso come acqua di rubinetto. Così come il cibo, il poco cibo che manda giù, le casca dall'esofago al water senza trattenersi un attimo. In poco tempo il suo corpo diventa scarnificato, uno scheletro ricoperto da pochi millimetri di pelle, simile a quello di Cristo, a cui lei vuole assomigliare. Suo padre, un imprenditore tessile posseduto e travolto dal lavoro, sua madre, con il brillantino al naso e il suo umore oscillante, e anche uno psiconutrizionista, cercano di aiutarla, ma Vale schiva tutto e tutti e s'incammina sul martirio dell'autodistruzione lenta e feroce. Ne parla l’autrice Martita Fardin.
Delirio.NET : Come nasce la voglia di raccontare la storia di Valentina?
M.F.: Sono partita da un’immagine: il lago. Un’immagine meravigliosa e tremenda. Poi sono nati i personaggi e la storia.
Delirio.NET : Quali ricerche hai affrontato per scrivere il romanzo?
M.F.: Ho fatto uno scavo, più che una ricerca, dentro di me. Ho riportato alla luce gli scheletri famigliari sepolti sotto palate di terra grassa.
Delirio.NET : Come vivi il tuo esordio letterario?
M.F.: Come un sogno, come un incubo.
Titolo: valeANA Autore: Martita Fardin Anno: 2009 Editore: Elliot Collana: Heroes Prezzo: 12,50 euro
 Anni 70 for dummies
Anni 70 for dummies è un manuale d'uso sui generis, una sorta di scanzonato vademecum per affrontare con ironia un eventuale ritorno degli anni Settanta in Italia. Ne parla l’autore Valerio Biagi.
Delirio.NET : Come nasce "Anni 70 for Dummies" e l'idea di raccontarli in 29 lezioni?
V.B.: Anni 70 doveva chiamarsi Sussidiario Illustrato dei miei anni 70. Era il mio tazebao dei segreti. Il mio cofanetto, mai incartato, dei ricordi. Aveva una copertina bellissima ed evocativa e conteneva le mie memorie più dolci e mai sopiti della mia infanzia e prima adolescenza. Poi, a libro terminato mi sono detto: come si potrebbe rendere "di tutti" qualcosa che è solo mio, ma che tutti si ricordano? E' nata l'idea di un manuale per annisettantisti e quindi si è pensato di denominarlo "for dummies" che è la linea di manuali per apprendisti più famosa del mondo. Le 29 lezioni sono del tutto casuali. Avrei potuto farne trenta. Ma non so spiegarmi il perchè non l'ho fatto. Spesso non mi chiedo il perchè le cose avvengono o non avvengono.
Delirio.NET : Gli anni Settanta hanno una grande influenza sul contemporaneo: quali sono i motivi?
V.B.: Il motivo è semplice e complesso nel contempo. Il motivo semplice è che chi controlla i media ha esattamente la mia età, con i miei ricordi, le mie sensazioni e i miei desideri di riproporre ciò che anche a loro ha fatto trascorrere il periodo più bello della vita. Di conseguenza ecco che ci troviamo Carlo Conti che propone gli anni 70 in Tv, Fabio Fazio che presenta Che tempo che fa (liberamente tratto dal titolo del programma meteo del colonnello Bernacca che tutti noi settantisti ricordiamo come il metereologo per antonomasia) e tanti altri che adesso non ricordo. Ed ecco quindi che riemerge il riflusso degli anni 70. Il motivo complesso sta nella natura delle cose studiate e proposte negli anni 70. Tutto ciò che è stato ideato e prodotto in quel decennio era fatto per durare nel tempo. Mode, usi, costumi, oggettistica, prodotti solidi, robusti, talvolta coreograficamente tossici. Adesso tutto è scadente, deteriorabile, microscopico, tecnologico ma labile. E della microtossicità delle cose di oggi... E' meglio un biscotto senza grassi, senza zuccheri e senza colesterolo immerso nel latte senza OGM e con Omega3 o una fetta di pane con la nutella? Inoltre c'è un'altra componente che oggi si invidia ai 70. La libertà. Libertà di leggersi un libro, di poter spegnere la TV, di non avere computer e cellulare sempre addosso, di essere sempre rintracciabili e intercettabili ovunque. Di raccontarsi e canticchiarsi l'ultima canzone di Lucio Battisti. Adesso io ascolto il mio Ipod e tu il tuo.
Delirio.NET : Se dovessi segliere, cosa recupereresti degli anni Settanta?
V.B.: Tutte le trasmissioni TV e i valori educativi che trasmettevano a noi bambini di allora. E riporterei la pubblicità ai livelli stilistici di Carosello. Non amo gli spot con scoiattoli scoreggianti. Meglio la TV bacchettona dei 70 che la TV spazzatura dei duemila.
Titolo: Anni 70 for dummies Autore: Valerio Biagi Anno: 2008 Editore: Il Foglio Collana: Alterpop Prezzo: 12 euro
 Un paio di schiaffi
L'universo delle donne. Tacchi a spillo e scollature generose dentro le quali si intravede la lingua biforcuta della serpe in seno di turno: la migliore amica. Incapaci di slanci sinceri, né verso le loro simili con le quali sono in continua competizione, né verso gli uomini che mirano ad accalappiare per il loro conto in banca o per soddisfare le proprie voglie, le donne che popolano l'universo di Amanda Nash sono inesorabilmente oche, invidiose, ipocrite e puttane, perse tra diete e palestre massacranti, creme miracolose e shopping compulsivo. Amanda Nash, blogger controversa e senza peli sulla lingua, non nasconde la sua misoginia, ne fa anzi la sua bandiera e sferra schiaffi impietosi su guance accuratamente spolverate di fard, senza risparmiare nessuna: forse per scuotere le "belle addormentate" della nostra società, o forse solo per togliersi una piccola soddisfazione.
Delirio.NET : Una riflessione sulla donna a 360 gradi che non risparmia nessuna: da cosa nasce l'esigenza alla base del tuo blog?
A.N.: Il blog amandanash.blogspot.com nasce e si sviluppa dall’esigenza di portare a livello di consapevolezza collettiva alcune “spigolature” sulle donne d’oggi. I traguardi raggiunti nel secolo scorso - in termini di emancipazione – sono innegabili, ma è pur vero che abbiamo iniziato a percorrere una pericolosa curva discendente che ci riporta “irrazionalmente” indietro nel tempo. La donna di oggi, nella lotta per l’emancipazione (o in quello che lei crede sia emancipazione) risulta restia a sacrificare alcune prerogative culturali, e dirò di più: agisce attivamente verso una cristallizzazione dei ruoli. Avendo lavorato nelle pari opportunità per molti anni, mi sono accorta che la suddetta parità non interessa a nessuna. Quello che le donne vogliono è essere solo delle super donne, vogliono solo la supremazia totale su tutto. Il problema è che continuano a portare i tacchi a spillo e ad incipriarsi il naso. Ecco, se dovessi pensare ad una donna che sintetizza il mio pensiero direi senza dubbio Sarah Palin.
Delirio.NET : Ci racconti l'iter della pubblicazione? Come sei passata dal blog al libro?
A.N.: Direi che nel mio caso, è successo esattamente l’opposto. Mentre scrivevo il libro, ho realizzato che mi occorreva in realtà uno strumento per rendere attuali e contestuali le mie idee. Il libro, infatti, ruota su quattro temi principali (il rapporto della donna col suo corpo, l’amore, il rapporto con una società che mitizza le pari opportunità e infine il luogo comune della solidarietà tra donne), ma in certo qual senso trascende i fatti di attualità, concentrandosi maggiormente sui paradossi culturali intrinseci a certe scelte d’azione. Il blog invece segue gli eventi di attualità, ponendo in evidenza il carico di contraddizioni e di involontario umorismo che portano in sé.
Delirio.NET : Moda, costume, psicologia, società, il tuo libro non risparmia nessun tipo di donna e nessun campo: quali sono state le reazioni delle donne alle tue parole?
A.N.: Bella questa domanda! Le reazioni sono state negative, ovviamente, e questo conferma la mia ipotesi che non siamo capaci né di auto-ironia né di autoanalisi... e tantomeno di autocrtica. Non siamo capaci di vedere i nostri errori e, a ancora peggio, ci sentiamo legittimate, da una sorta di “rancore culturale”, a procedere in questa direzione senza nessun ragionevole dubbio. E questo ci porterà alla deriva.
Titolo: Un paio di schiaffi. Da donna a donna ovvero un paio di autocritiche disinteressate Autore: Amanda Nash Anno: 2008 Editore: Pendragon Collana: Varia Prezzo: 15 euro
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