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Febbraio in noir

- Libri -


Febbraio in noir

Rassegna tutta in nero questo mese di febbraio. A Delirio.NET, gli autori parlano dei loro libri rispondendo a tre domande: Loriano Macchiavelli e Via Crudes, Giorgio Fontana e Novalis, Barbara Baraldi e La casa di Amelia, Alessandro Zannoni e Biondo 901. Quattro autori, tre curiosità per saperne di più. Buona lettura.

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Biondo 901

Lui fa il parrucchiere, lei è una donna bellissima e biondissima. Lui se ne innamora, lei gli nasconde qualcosa. Quando entrano di scena gli altri, si capisce che è una storia che non si smetterà di leggere fino alla fine. L’autore è Alessandro Zannoni, che ha risposto alle nostre tre curiosità.

Delirio.NET : Com'è nata l'idea e come hai costruito "Biondo 901"?

A.Z.: Il Biondo ha una nemesi – passami la parola, è per darmi l’aria da intellettuale – articolata: il germe fu un racconto scritto per partecipare ad un concorso, ma era talmente brutto che non ebbe storia e mi procurò solo appunti negativi; ma tra quelle righe sapevo che c’era del buono, perciò mi sono messo al tavolo e l’ho rivoltato, smembrato e riscritto. È nata così la storia di Giordano che ha visto la luce dentro una stracazzo di antologia senza capo né coda né distribuzione, di quelle antologie senza futuro a cui aderisci perché – ti convinci, anche se sai che non è vero – fanno o potrebbero fare curriculum.
Gli altri personaggi di Biondo 901 (Letvania, Doppiopetto e Fabio B.) li ho costruiti dopo quasi due anni, su suggerimento di una amica che trovava Giordano soggetto interessante per il cinema ma da sviluppare.
Sarebbe stato facile scrivere anche gli altri personaggi con la stessa metrica e lo stesso linguaggio accattivante di Giordano ma sarebbe risultato falso e monocorde; allora mi sono impegnato a rendere unico ogni attore, dotandolo di voce assolutamente personale, così come accade nella vita.

Delirio.NET : Quattro personaggi, quattro punti di vista: per inquadrarli a chi ti sei ispirato?

A.Z.: Mi sono ispirato a gente che conosco, gente qualunque, gente normale – Giordano esiste davvero, fa il parrucchiere e combina casini con le clienti; Fabio B. è veramente un muratore e come puttaniere non è proprio incallito ma se la cava; per gli altri due personaggi ho preso spunto da due amici che nella vita sono e fanno tutt’altro, ma hanno il phisique du role ideale su cui incastrare i miei personaggi – e li ho scaraventati in pasto a un destino crudele.

Delirio.NET : Come sei arrivato a Perdisa e qual è stato il tuo percorso?

A.Z.: Sono approdato in Perdisa grazie a Luigi Bernardi: mi doveva pubblicare quando curava la collana di narrativa per un’altra casa editrice, ma il destino si è messo di traverso. Quando è arrivato in Perdisa mi ha chiamato chiedendo se avevo qualcosa di breve e fulminante per la collana di novelle che stava varando, e proprio in quei giorni stavo lavorando ai nuovi personaggi di Biondo 901
Il mio percorso come scrittore? Come tanti ho sempre avuto la mania di scrivere ma il mio lavoro – l’antiquario – non mi lasciava tempo per farlo seriamente né ci pensavo; poi ho scritto un romanzo per ripicca (è una storia lunga), in un luglio afoso in cui la notte non riuscivo a dormire, un amico me lo ha impaginato e stampato e, cristosanto, ne ho venduto 500 copie in pochi giorni. Allora ho detto cazzo, fare lo scrittore autoprodotto funziona. Quindi mi sono pubblicato 4 romanzi senza mandare manoscritti a case editrici perché non avevo voglia di perdere tempo e sonno ad aspettare risposte lunghissime; e poi perché sono un inguaribile romantico fessacchiotto che sperava di essere scoperto, negli scaffali di una piccola libreria persa in culo al mondo, da un editore accorto.
Bè, poi è successo davvero.

Titolo: Biondo 901
Autore: Alessandro Zannoni
Anno: 2008
Editore: Perdisa Pop
Collana: Babelesuite
Prezzo: 9 euro


Via Crudes

Un pellegrino intraprende il suo viaggio per arrivare alla città nascosta, un luogo “dove la ricchezza è il solo fine sia dei ricchi che dei poveri e dove, perciò, i delitti si nascondono dietro ogni angolo e i misteri sono la regola di vita”. Del suo cammino ci parla l’autore, Loriano Macchiavelli.

Delirio.NET : I tempi cambiano, la natura umana no: perché "Via Crudes"? Esiste o no un modo per interrompere il cortocircuito della Storia e imparare dagli errori passati?

L.M.: Rispondere perché si scrive un romanzo, se pure breve come Via crudes, non è facile. Si scrive. Via crudes è nato respirando le atmosfere del passato in un ambiente dove il passato sembra non essere tale. Per imparare dagli errori del passato si dovebbbe ricordarlo, quel passato, ma l'umanità sembra avere la prerogativa di dimenticare. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale ci sembrava che l'orrore appena vissuto non dovesse mai più cancellarsi dalla nostra memoria. Oggi, chi se lo ricorda più quell'orrore? Temo che il cortocircuito non si possa interrompere.

Delirio.NET : Un eremita, un viaggio di conoscenza, una città, tante storie: un percorso iniziatico attraverso il tempo. Come ha scelto le storie da raccontare e come ha affrontato la documentazione?

L.M.: Ho ascoltato molta gente parlare di loro, della loro terra, dei loro sogni. Il resto è invenzione, fantasia e sogni miei.

Delirio.NET : "Via Crudes" e le sue potenzialità: ritroveremo il pellegrino protagonista di nuove storie?

L.M.: In origine avevo in mente tre piccoli volumi che comprendevano l'intero viaggio del pellegrino, fino al suo arrivo alle porte della città nascosta. La seconda parte del viaggio è già pronta nella mia mente, ma non so quando riuscirò a scriverla. E poi? Che ne dice il lettore? Vuole conoscere come proseguirà il viaggio? Vorrei che i lettori mi rispondessero.

Titolo: Via Crudes
Autore: Loriano Macchiavelli
Anno: 2009
Editore: Perdisa Pop
Collana: Babelesuite
Prezzo: 9 euro


La casa di Amelia

Dopo La collezionista di sogni infranti, ritorna la triste e incantevole Amelia per vivere un nuovo sogno di dolcezza e orrore. Un libro seducente sulla memoria che distorce i ricordi attraverso il filtro della paura, dell’angoscia, del senso di colpa. Ce ne parla l’autrice Barbara Baraldi.

Delirio.NET : Come e perché nasce "La casa di Amelia"?

B.B.: Per rispondere alla tua domanda vorrei citare una frase della triste e malinconica Amelia, già protagonista de “La collezionista di sogni infranti”: “Dovevo tornare qui, dove tutto ha avuto inizio, per scrivere la parola fine”. Come per lei anche per è stato un bisogno, quasi una necessità, tornare a esplorare la sua complessa fragilità, ripercorre i luoghi dove il trauma si è compiuto nel primo capitolo di questa favola nera e ritrovarla persa nel buio della mente, chiusa in un bozzolo di dolore a combattere con i fantasmi del suo passato. Mentre “La collezionista di sogni infranti” si può definire, semplificando, un libro sull’identità, “La casa di Amelia” è un racconto orrorifico sulla memoria e i ricordi deformati dal filtro della paura, del senso di colpa e dell’angoscia. Anche i lettori chiedevano un seguito, forse perché Amelia ha una voce lieve ma insinuante come un desiderio inappagato.

Delirio.NET : Nel nuovo capitolo, le sfumature sembrano ancora più oscure e gotiche: è per seguire l'evoluzione del personaggio?

B.B.: Proprio così. Ne “La collezionista di sogni infranti” la vicenda si tingeva di nero man mano che la storia si sviluppava. Una discesa agli inferi della mente, il precipitare degli eventi fino al finale tutt’altro che consolatorio. Come in ogni fiaba che si rispetti regalava un “e vissero felici e contenti” seppur visto in una prospettiva distorta. Di fatto è proprio da qui che comincia “La casa di Amelia”, che si può leggere indipendentemente dalla prima parte, ma che ne eredita le conseguenze. Il dramma della protagonista è un fluido denso che toglie il respiro e, per sopravvivere agli orrori del ricordo, la principessa triste deve tuffarsi nel pozzo delle sue paure. Qualcuno dal passato è tornata a perseguitarla. Una voce che la ghermisce e non le lascia sosta: “Che cosa hai fatto, Amelia?”

Delirio.NET : Quali sono i tuoi nuovi progetti?

B.B.: Sono molto superstiziosa e tendo a parlare poco del futuro perché, soprattutto in questo periodo, è quanto mai incerto. Parteciperò ad alcune importanti antologie edite da Mondadori e poi c’è un nuovo romanzo, ma lo dico sottovoce.

Titolo: La casa di Amelia
Autore: Barbara Baraldi
Anno: 2009
Editore: Perdisa Pop
Collana: Babelesuite
Prezzo: 9 euro


Novalis

Giovane musicista dal passato dolente, di fronte allo sfacelo della sua band e a una famiglia in pezzi, reagisce accettando ogni cosa con rabbia e rassegnazione. Una notte però incontra Sara, una ragazza che si prostituisce online e trova amanti scrivendo il proprio numero sulle pareti dei bagni pubblici. È il suo segreto a frantumare il sistema di Alex: come un virus che si espande, come un modo nuovo di bruciare la rabbia.

Delirio.NET : Come e da quali suggestioni nasce "Novalis"?

G.F.: Dunque, Novalis nasce da un doppio retroterra: narrativa americana di un certo taglio (soprattutto Rick Moody e Chuck Palahniuk, ma anche DeLillo), e soprattutto una grande quantità di musica estrema (dai Celldweller ai Tool passando per i Circle Takes the Square eccetera).
Quanto alla trama, non sapevo bene in cosa mi stessi andando a ficcare quando lo inizia a scrivere. Avevo solo questa pulsione in testa: raccontare di un gruppo di suicidi per arte. Tutto il resto venne di conseguenza, in modo rapido e anche un po' caotico. Credo, a distanza di ormai quasi tre anni dalla stesura, che la musica sia stata la vera chiave del lavoro: e infatti rimane parte integrante della sua ossatura narrativa e poetica. Determinate frasi sono strutturate come un assolo, e l'ideale del rock (insieme celebrativo e fortemente autodistruttivo) rimane come leitmotiv per tutta la durata del romanzo. Tuttavia, parte della sfida era quella di mostrare la musica invece di dirla (per metterla con Wittgenstein). La prima stesura conteneva riferimenti molto precisi a questo o a quel gruppo. Con la revisione, li ho tagliati tutti: invece di far intendere precisamente al lettore di cosa si stesse parlando, ho preferito evocare direttamente il suono. Descriverlo. (Nota: questo non significa che Novalis sia un romanzo che parli di musica. Ma, credo, è un romanzo profondamente musicale).

Delirio.NET : Sul tuo blog offri delle bonus track sul romanzo: scelta personale o richiesta dei lettori?

G.F.: Scelta personale, decisa insieme al mio editor. L'idea era quella di fornire uno spazio per il dialogo sul libro, e mostrare un po' il backstage della sua nascita ed evoluzione. Soprattutto, cerco di mettere in chiaro quali sono i concetti fondamentali del romanzo: le sue tematiche di dannazione e salvezza, il problema del suicidio estetico come soluzione a un problema etico, il tema del palco, eccetera.

Delirio.NET : Sei soddisfatto della copertina? Credi che rispecchi lo spirito del romanzo?

G.F.: La copertina è fantastica, e credo rispecchi in pieno tutto quanto volevo esprimere. (Da questo punto di vista, quanto a libertà di scelta, la Marsilio è stata encomiabile). Il punto è che gran parte delle copertine dei gruppi che ascoltavo durante la stesura del libro erano state disegnate da questo artista, Travis Smith. E io pensavo che sarebbe stato fantastico avere un suo lavoro anche per Novalis, in modo da chiudere il cerchio ispirazionale di canto e controcanto — di musica, parola e immagine. Così ho contattato Travis e gli ho chiesto se fosse disponibile. Lui ha risposto con il solito pragmatismo americano, fissando già una deadline e mandando in poco tempo cinque o sei drafts. Gli avevo spiegato più o meno quello che desideravo, e nel giro di un paio di giorni scegliemmo quella che sarebbe stata la copertina definitiva. Massima soddisfazione!

Titolo: Novalis
Autore: Giorgio Fontana
Anno: 2008
Editore: Marsilio
Collana: Marsilio X
Prezzo: 15 euro

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