Acquisti online
Ecstasy Love

Eliselle
"Ecstasy Love."

Eumeswil Edizioni



Laureande sull'orlo di una crisi di nervi

Eliselle
"Laureande sull'orlo di una crisi di nervi."

Fabrizio Filios Editore


Links
LaPecoraSclera.it
Eroxè
Brividogiallo
Eliselle WebSite
Liberaeva
Factory - libero diario sulle discipline artistiche
Bruscocartoons.it
Bardamù
XoMeGaP
Prospektiva
Spigolature.it

Google AdSense
Rassegna di libri per l’estate

- Libri -


Libri per l’estate

Qualche suggerimento per le vostre letture vacanziere da Delirio.NET. I gialli Malinconico Leprechaun e Uno di troppo, il delicato Attraversami, le due raccolte di racconti La conquista dello spazio e Veterano di guerre psichiche , il divertente Condominio reale e la raccolta di poesie Liriche sospese. Per la rubrica filmata Deli(b)rando, lo straordinario Pan di Francesco Dimitri. Buona lettura e buona estate!

Leggi tutto


Guarda DeLibrando di Giugno 2008 - Flash 8 - 400kbps

 


Malinconico Leprechaun

Il male, si sa, può annidarsi e proliferare ovunque. Persino tra i vialetti e i prati di St. Stephen Green, quieta oasi verde nel pieno centro di Dublino. Il commissario Cardona, in Irlanda per partecipare a un convegno presso la Garda (la polizia locale), assiste a un omicidio perpetrato a pochi passi da lui e seguendo il proprio istinto di cacciatore, si precipita sulle tracce dell'assassino. Una situazione che si risolverà per il Leone in una strana avventura intessuta di sottili passaggi psicologici e colpi di scena, condita con un pizzico di magia. Ne parliamo con l’autore Patrizio Pacioni.

Delirio.NET : Una nuova avventura di Cardona in “Malinconico Leprechaun”: ti sei affezionato a questo personaggio, ma lui quanto ti ama?

P.P.: Il commissario Leonardo Cardona, noto agli amici (ma soprattutto agli avversari) come il "Leone", non è un tipo molto discreto. Cominciamo col dire che nelle mie intenzioni iniziali avrebbe dovuto essere solo un personaggio di contorno in una storia corale il cui protagonista era tutt'altro soggetto. Con la sua personalità per così dire "esuberante", invece, man mano che andavo avanti con la scrittura si è imposto, diventando assoluto mattatore di quel romanzo (che tra parentesi uscirà in libreria tra qualche mese per le stampe di Edizioni di Latta) e proponendosi prepotentemente come nuovo personaggio seriale. Adesso ce l'ho in casa, si è appropriato della poltrona più comoda del mio "salotto", e sarà molto difficile scalzarlo via di lì. Mi chiedi quanto mi ami... Che dire, posso risponderti che ogni personaggio letterario ama il suo creatore finché questi si dimostra in grado di fargli vivere storie appassionanti, ben scritte e ben strutturate. Un amore egoista, che però, puoi capirlo da sola, mi auguro duri il più a lungo possibile.

Delirio.NET : La location che hai scelto è la verde Irlanda. un amore particolare per questa terra o semplici esigenze di scena?

P.P.: Se ho ambientato la seconda avventura di Cardona, proprio in Irlanda è solo ed esclusivamente perché sì, lo confesso, della magica isola del trifoglio, delle pecore, della Guiness, del verde più assurdamente verde che ci sia e -appunto!- dei folletti dispettosi, mi sono innamorato senza rimedio. A parte che nel mio nome proprio (Patrizio), che ricorda il grande patrono, porto sin dalla nascita un segno del destino, il colpo di fulmine è scoccato nel corso di un viaggio all'inizio dell'estate 2007. L'atmosfera cosmopolita di Dublino, coi suoi parchi e gli artisti di strada, la deliziosa confusione di Temple Bar, l'incredibile concentrazione di grandi scrittori che in quella città sono nati e cresciuti, il Writer's Museum, nel quale ho trascorso un'intera giornata come Pinocchio nel Paese dei Balocchi, e poi il richiamo delle sterminate distese Oceaniche, le colline dell'interno, le Bad Lands, le suggestioni celtiche della musica... come pensare soltanto di resistere? In più, il mistero del Leprechaun, amato e al tempo stesso temuto dal popolo irlandese per il suo carattere scorbutico e vendicativo, costituiva uno spunto fantastico per una storia piuttosto particolare com'è quella che mi è venuto in mente di raccontare, sospesa a metà tra dramma e magia tra estremo degrado e riscossa morale. Un'occasione per far entrare i lettori, e anche me stesso, nell'autentica personalità del "Leone", che qui dimostra di possedere un cuore, oltre a un carattere di ferro e a una mente dotata di prodigiosa capacità investigativa.

Delirio.NET : La dimensione gialla è quella dove ti vedi più a tuo agio, o ci sono altri generi che esplorerai prossimamente?

P.P.: Il giallo mi diverte, mi permette di dare sfogo con grande fluidità e libertà d'espressione al mio innato desiderio d'avventura. In più, credo che attraverso la narrazione poliziesca, o anche attraverso la costruzione di thrilling e noir, sia più facile fare passare anche altri messaggi più profondi. Una specie di intruglio dal gusto più difficile, a volte magari anche piuttosto amaro, servito su una zolletta di zucchero, come si faceva una volta per convincere i bambini ammalati ad assumere le medicine senza fare troppi capricci...
In ogni caso, se mi fermassi solo a una scrittura di puro “genere", suppongo che alla lunga finirei inevitabilmente per sentirmi in qualche modo costretto e limitato. Quindi, fermo restando che al giallo e all'avventura non rinucerò mai, farò il possibile per esprimermi anche diversamente: è in corso di avanzata lavorazione, per farti un esempio, un romanzo che sto scrivendo insieme a una giovane scrittrice (di cui mi guardo bene dal farti il nome, altrimenti che giallista sarei?): prendendo spunto da un fatto di cronaca che ha colpito molto la sensibilità del grande pubblico, abbiamo costruito una storia romantica e altamente drammatica al tempo stesso, sul tema della difficoltà di integrazione tra culture e religioni diverse. Un altro impegnativo romanzo (sempre a 4 mani, ma con diverso partner), che avrà invece chiari riferimenti agli intrecci perversi affari/politica/malavita che turbano il decollo di zone ancora produttivamente arretrate del nostro paese, procede verso la parola fine della prima stesura con passo sicuro, anche se un po' più lento...
Insomma tanta carne a bollire in pentola, sperando che il condimento sia buono e la cottura sia quella giusta.

Titolo: Malinconico Leprechaun
Autore: Patrizio Pacioni
Anno: 2008
Editore: Sampognaro & Pupi
Prezzo: 10 euro
Acquistabile sul web: http://sampognaroepupi.it/moduloacquisti.html


Attraversami

Cosa succede quando l’amore viene improvvisamente proibito dalla legge? Un bacio punito con la prigione, una carezza con la tortura e l’affetto per i figli diventa solo un senso di colpa? Nei grigi giorni del Regime, la ragazza della libreria e il ragazzo dallo sguardo di lupo ferito custodiscono la chiave per salvare gli abitanti di Silence dalla tristezza di una vita senza sentimenti. Christian Mascheroni ci accompagna in un mondo in cui le stelle cadono, ma solo per ricoprirci di luce, in una favola moderna che ha gli occhi trasparenti di Husky e i capelli di seta di Cljo.

Delirio.NET : Come nasce il tuo secondo romanzo Attraversami?

C.M.: "Attraversami" nasce in un momento in cui cercavo una storia per tornare a scrivere. Ne avevo a centinaia, scrivevo una pagina o due, e poi rinunciavo. Finchè un giorno ero in metrò e ho notato che un ragazzo ed una ragazza si sono attraversati con uno sguardo. Non era chiaro se stessero insieme o se fossero stati colpiti da un fulmine, ma il loro sguardo aveva superato una barriera fisica, la porta a vetri del metrò, che si era chiusa. Quando il metrò è ripartito, ho capito che volevo raccontare la loro storia. Era come se avessi l'incipit in testa, e, allo stesso tempo, mi era chiaro che non avrebbe avuto i toni di una storia d'amore attuale. Volevo raccontare la vicenda di due innamorati divisi da un ostacolo, da una barriera.
Ho riletto allora decine e decine di fiabe e di favole ed ho trovato la chiave per narrare questa storia. Scrivere questo libro è stato divertente e mi arricchito perchè ho ritrovato un mondo straordinario, quello dei libri per l'infanzia. Sembra paradossale, ma è stata proprio questa riscoperta a guidarvi verso la stesura di romanzo adulto, per un pubblico di giovani adulti.

Delirio.NET : Ti rigiro la domanda del retro copertina: tu che cosa faresti se un giorno ti vietassero di amare?

C.M.: Probabilmente mi arresterebbero ogni giorno. Non posso smettere di amare. Non solo le persone, ma anche i libri, la scrittura, la musica, l'arte, quello che mi circonda. Nella vita ho conosciuto barriere ed ostacoli, sottoforma di grandi dolori, ma non ho mai smesso di amare.
La scrittura è stata la mia ribellione. Mi ribello continuamente al disamore, anche se non è facile restare innamorati della propria vita.

Delirio.NET : Il tuo lavoro di autore televisivo quanto influisce sulla tua scrittura?

C.M.: Negli ultimi tempi ho avuto l'occasione di poter "pucciare" la televisione nell'inchiostro della scrittura. E' una bellissima sensazione. Nel senso che il lavoro di autore televisivo deve sempre far conto con le esigenze di una televisione generalista. Non si può scrivere ciò che si vuole o come si vuole. E' necessario lavorare con attenzione al prodotto, capendo bene qual'è il pubblico e qual'è la linea editoriale del programma stesso. A volte è esaltante, perchè lo sento come una sfida. Altre volte è snervante, perchè riduce la creatività. Ma quando trovo, come in questo periodo, persone che amano anche la parola scritta, allora ho l'occasione di proporre il mio stile di scrittura e mi sento felice. La cosa positiva della televisione è che mi ha insegnato ad essere stringato e diretto. La mia scrittura è di solito copiosa ed ogni tanto mi tocca arginarla. La tv è una buona palestra.

Titolo: Attraversami
Autore: Christian Mascheroni
Anno: 2008
Editore: Las Vegas
Prezzo: 10 euro


La conquista dello spazio

Sono otto storie che scorrono come lava incandescente attraverso le righe. I racconti di Ettore Malacarne percorrono come una scossa elettrica lo scheletro degli anni ‘80, quasi a resuscitare un passato che vorrebbe tornare. Ci sono i luoghi, Londra e Vienna, i miti, la musica e i sogni di un generazione ribelle. Ci sono le utopie che sono rimaste. Un caleidoscopio che ti accarezza fino a farti del male. C’è tutta la dolcezza dell’infanzia, tutta l’istintività della gioventù, tutta la follia del crescere in una sorta di unico momento narrativo, condito da un’ironia a volte dissacrante. Ne parliamo con l’autore.

Delirio.NET : Come nasce la raccolta La conquista dello spazio e in quanto tempo hai scritto i racconti?

E.M.: L'idea della raccolta nasce poco tempo dopo la pubblicazione del racconto Londra a casa mia nell'antologia Best Of curata da Antonio Pascale. Mi telefonò Nicola La Gioia, che allora dirigeva la collana Nikel per Minimum Fax, e mi chiese se avevo altri racconti come quello per fare una raccolta. Ho risposto che di racconti ne avevo, li ho stampati e spediti. Purtroppo, poco tempo dopo, lui ha smesso di curare quella collana e del libro non si è più parlato. Così mi sono trovato con un “quasilibro” ed ho cominciato a crederci pure io, ho cercato di migliorarlo, l'ho parzialmente riscritto, ho tolto un racconto ed altri li ho aggiunti, fino a renderlo così come lo vedi.
Per il tempo che ho impiegato a scrivere la raccolta faccio fatica a risponderti. Londra a casa mia l'ho scritto nel 2004 e l'ultimo nel 2007, quindi potrei dirti circa tre anni ma non sarebbe esatto perché la prima stesura di Innocenze risale al 85.

Delirio.NET : Il tuo background ricchissimo di letteratura e arte ti ha guidato nella scelta del racconto come forma espressiva privilegiata?

E.M.: Mi piace il tempo limitato in cui si compie un racconto, è un meccanismo che non può permettersi debolezze. Una paio di righe inutili in un romanzo possono sfuggire, sfuggono dei capitoli, ma in un racconto le noti subito. Se possiamo paragonare il romanzo ad una battaglia il racconto è come un corpo a corpo, e questa cosa mi piace. Poi penso alle storie sentite, magari in treno, su una panchina, o in un bar, e dico che è naturale per un individuo raccontare qualcosa. Tutti hanno dei racconti. Non saprei come dire in modo differente ma trovo che il romanzo abbia qualcosa di artificioso che per ora non mi interessa.
Il fatto che in Italia sia considerata una forma di letteratura minore è solo una convinzione immotivata, molti autori sono diventati famosi per i loro racconti, penso adesso a Chiara, a Buzzati , Moravia o anche Tondelli. Kafka è un autore fondamentale per i suoi racconti. Solo che i parametri di giudizio sono altri : non molto tempo fa, parlando con un agente editoriale interessato alla mia scrittura, ho sentito una frase tipo questa “se tu scrivessi un romanzo sarebbe un successo” . Il fatto è che confondiamo la qualità con le copie vendute. Provano adesso a riabilitarlo con il festival del racconto a Cremona, invitando autori come Ammaniti, Faletti e Moccia. Questo è stato il primo anno, speriamo che dal prossimo facciano sul serio e diventi un appuntamento seguito.

Delirio.NET : Ci sono autori in particolare a cui sei maggiormente debitore per il risultato finale de La conquista dello spazio?

E.M.: Se intendi dal punto di vista stilistico non ti saprei rispondere. Vi sono alcuni autori che prediligo, ma mi sembra che la mia scrittura somigli poco alla loro. Quando ho iniziato a scrivere mi accadeva di trovare somiglianze con gli autori che amavo ma mi sono allenato a tenere fuori dalle mie pagine le suggestioni letterarie, cercando però di mantenerne il senso e l'effetto. Per esempio consideriamo Le cave, mentre lo scrivevo avevo in mente le atmosfere di un racconto di Pancake precisamente I trilobiti. Se leggi i Trilobiti poi ti accorgi che è molto diverso, ma se ti soffermi ad ascoltare quello che ti lascia dentro quel racconto, e poi lo confronti con Le cave magari scopri il legame. Pancake per esempio quando scrive non è mai ironico invece io lo sono sempre , fino a diventare comico. Mi piace molto l'ironia, penso a Kurt Vonnegut o Mordecai Richler. Sorridendo di può dire qualsiasi cosa.
Se invece intendi autori che, in qualche modo, hanno contribuito alla realizzazione dei racconti contenuti nella raccolta ti rispondo di si! Sono gli stessi che ringrazio alla fine del libro.

Titolo: La conquista dello spazio
Autore: Ettore Malacarne
Anno: 2008
Editore: Eumeswil
Collana: Mille Bolle Blu
Prezzo: 13,50 euro


Condominio reale

L’indolente Ale, la bella Amanda e il misterioso signor Denti sono gli unici a non aver esultato alla proposta di finire in tv. L’intero condominio ha invece accettato con entusiasmo di diventare il set di un reality show, aprendo le porte di ogni appartamento alle telecamere che racconteranno la quotidianità del “Condominio reale”. Un palazzo invaso dai microfoni e dalle telecamere, l’agghiacciante umanità che lo popola e i giochi feroci a cui si sottopone fanno da sfondo alla storia del protagonista ribelle, che si è sottratto all’occhio indiscreto del pubblico. La televisione descritta da Vito Ferro è regista di una competitività senza limiti e senza pietà, le cui regole implacabili suggeriscono all’autore il sagace calambour homo homini tv colours. Qualche domanda all’autore.

Delirio.NET : Da che suggestioni ed esigenze nasce Condominio reale?

V.F.: Condominio reale parla di tv, ma in realtà parla di realtà. Le cose, ormai, si confondono, e mi piaceva l'idea di provare a capire quanto la televisione abbia influenzato la vita o se invece sia la vita ad essere televisiva di per sè. Non l'ho capito fino in fondo, ma sentirmi dire da molti lettori che le cose che ho scritto, e che io ritengo fortemente grottesche, sono in fondo plausibili mi ha stupito.

Delirio.NET : Una serie di personaggi che più variopinti non si può: come li hai creati?

V.F.: La maggior parte di essi è la fauna umana che abita il mio di condominio. Li conosco da anni, da sempre, ed ho sempre pensato che sarebbe stato un peccato non fissarli sulle pagine di un libro. Abito in un quartiere popolare di Torino, un posto particolare per molti aspetti, nel quale è possibile fare incontri davvero suggestivi. I miei vicini di casa non sanno del libro, spero. Altrimenti mi scassano di brutto.

Delirio.NET : La trama ha anticipato i meccanismi dell'ultima edizione del Grande Fratello: veggenza di scrittore o prevedibilità di un sistema che necessità un continuo autorinnovamento?

V.F.: In realtà non credo di essere stato un grande veggente, era tutto sommato prevedibile che in tv i confini del pudore e del lecito e della dignità umana si spostassero sempre di più. E' un'escalation che cerca continuamente di risvegliare una coscienza, la nostra, intorpidita, annoiata, smaliziata (nel senso peggiore dle termine, quello che si associa all'atarassia cattiva, all'indifferenza cinica).
Ma a me premeva utilizzare il condominio, luogo e sede di conflitti umani tremendi, nella sua accezione più crudele, nel suo essere alveare che tiene insieme cellule che si detestano e, se possono, si fanno la guerra. Un condominio particolare, ovviamente, dove gli odi non sono taciuti e silenti ma manifesti e sotto gli occhi del paese intero, dove vengono premiati e incentivati a crescere. La faida al posto del dialogo, la tribalità dove potrebbe e dovrebbe regnare la serenità domestica. Il tutto in favore di telecamera.

Titolo: Condominio Reale - Le telecamere dal buco della serratura
Autore: Vito Ferro
Anno: 2008
Editore: Edizioni di latta
Collana: Acqua Corrente
Prezzo: 12 euro


Veterano di guerre psichiche

È un libro curioso, questo di Giacomo Scalfari. I suoi racconti sono popolati di uomini cosmici, archeologhe russe, cavalieri erranti, saggi vegliardi e bamboccioni indolenti. È un libro fantasioso e straniato, dove capita di incontrare il dio Thor in persona seduto su una panchina, dove sogni ricorrenti e a volte un po’ angoscianti tentano di invadere una realtà che si rivela troppo ristretta per contenerli, dove alienazione e inadeguatezza sono sconfitte a colpi di penna. Ci parla di malesseri che attanagliano senza ragione e che senza ragione si dissolvono, di occasioni irripetibili irrimediabilmente sprecate, di castelli in rovina e di armature a brandelli: armate fantasma che si possono affrontare con la sola arma, efficacissima, dell’ironia. Ce ne parla l’autore.

Delirio.NET : Dopo un saggio e due romanzi, una raccolta di racconti: come mai questa scelta?

G.S.: In realtà il racconto è la prima forma narrativa in cui mi sono cimentato: ho scritto infatti la maggior parte di quelli raccolti in Veterano di guerre psichiche prima di dedicarmi alle altre opere. Io ho una predilezione per le storie lunghe, i cicli, le saghe, ma credo anche che il racconto breve si adatti meglio ai tempi veloci, frenetici e... sintetici in cui viviamo oggi.

Delirio.NET : Il libro raccoglie racconti scollegati tra loro: si può dire il sogno fa comunque da filo conduttore?

G.S.: Sì, il sogno e tutto ciò che va oltre la realtà immediata che ci circonda - e che spesso ci imprigiona - è senz'altro il filo conduttore di Veterano. D'altronde credo che, bene o male, sia anche il filo conduttore della mia vita! Cosa farei senza sogni? Come vivrei senza draghi, unicorni e chimere? No, impossibile.

Delirio.NET : Qual è il background di Scalfari come lettore e quali sono i libri che lo hanno influenzato di più?

G.S.: il mio background ha un cuore fantasy e braccia che spaziano in tanti universi differenti. Ecco i libri che mi hanno segnato: La mia parola è no di Par Lagerkvist, Fame di Knut Hamsun, Notizie da nessun luogo di William Morris, Maledetti da Dio di Sven Hassel, Il cavaliere, la morte e il diavolo di Jean Cau, Dissipatio H. G. di Guido Morselli, Scritto sotto la forca di Julius Fucik, I dieci giorni che sconvolsero il mondo di John Reed, Memorie di un rivoluzionario di Victor Serge, Il ciclo della Torre Nera di Stephen King, Il ciclo di Lupo Solitario di Joe Dever, Il ciclo di Elric di Melniboné di Michael Moorcock, e altri ancora...

Titolo: Veterano di guerre psichiche e altri racconti
Autore: Giacomo Scalfari
Anno: 2008
Editore: Pendragon
Collana: Linferno
Prezzo: 12 euro


Uno di troppo

In una comitiva di inglesi in viaggio a Firenze si trova Hodel, un fine osservatore, attento ai meccanismi e alle dinamiche dei rapporti fra tutti i suoi compagni di viaggio. Una serena gita diviene lo sfondo di un crimine. Nove persone rinchiuse in un antico castello, intrappolate da una pioggia scrosciante, si ritrovano di fronte al cadavere di una giovane ragazza, con un assassino da smascherare. Tutti sembrano interpretare una parte nel mosaico che va a tessere una pericolosa trama: nessuno si presenta com'è veramente e scoprire la verità diventa quasi impossibile. Ognuno ha un movente per aver ucciso e il viaggio a poco a poco non somiglia più a un semplice divertimento, ma sembra programmato per dar vita a un terribile piano, un piano escogitato da una mente acuta e calcolatrice, da un traditore con in mente un unico obiettivo: accusare una precisa persona. Ed è proprio quando Hodel si accorge di essere il principale accusato che deve cominciare a indagare sui suoi compagni di viaggio e anche su se stesso... qualche domanda all’autore Marco Tiano.

Delirio.NET : Un giallo classico, di sapore squisitamente inglese: come nasce Uno di troppo?

M.T.: “Uno di troppo” nasce grazie alla mia passione per i romanzi gialli classici inglesi e ad una vacanza estiva. Tutto ha inizio durante l’attesa nella biglietteria di un famoso castello medievale. Come nel romanzo, pioveva a dirotto e il veder riunite tante personalità diverse sotto lo stesso tetto mi ha intrigato. Mi sono sentito il personaggio di un libro della Christie. Il pensiero di trasmettere su carta le mie sensazioni mi assillava, così, durante il viaggio di ritorno in treno, ho iniziato a scrivere il primo capitolo su un blocco notes. L’idea è nata per caso e come una sfida con me stesso. Quando ho cominciato non avrei mai immaginato di riuscire ad arrivare sino alla fine. Sul treno aveva già scritto i primi tre capitoli e, arrivato a casa, cominciai a pensare alla struttura vera e propria. È stata una bella sensazione trovarmi dall’altra parte della scena. Non più semplice lettore, ma autore.

Delirio.NET : Un esordio che ha ottenuto ottime critiche: quanto lavoro c'è dietro al tuo romanzo?

M.T.: Come è mia abitudine, quando inizio qualcosa tendo a finirla in fretta e a dedicargli tutto me stesso, e anche per “Uno di troppo” è stato così. La prima stesura l’ho terminata in appena quattro mesi ma, fra tagli, revisioni, correzioni e modifiche, la bozza finale è giunta al termine dopo un anno. Il lavoro più duro è stata la fase di editing con la casa editrice. Dato che avevo apportato una grossa modifica al testo, c’erano molte variazioni da effettuare.

Delirio.NET : Quali sono i tuoi autori di riferimento e quelli che ami di più?

M.T.: Sicuramente, da grande appassionato di mistery inglese, gli autori che preferisco sono Artur Conan Doyle, Wallace, John Dickson Carr e, prima fra tutti, Agatha Christie. È stata lei il riferimento che mi ha guidato nello scrivere “Uno di troppo”. La mia formazione dipende sicuramente dai suoi gialli: la lettura scorrevole e semplice che nasconde complicatissimi enigmi.
Come da tradizione, il giallo deve essere una sfida leale con il lettore. Lo scrittore deve fornire tutti i dati necessari a risolvere l’enigma, ma deve, più di ogni altra cosa, essere scaltro nel celarli sotto false piste.

Titolo: Uno di troppo
Autore: Marco Tiano
Anno: 2008
Editore: Il Filo
Collana: Nuove voci
Prezzo: 16 euro
Sito web dell'autore: http://www.marcotiano.mrw.it/


Liriche sospese

Una silloge poetica a quattro mani. Il senso del tempo che passa, il sapiente uso delle immagini, tese a regalare fotografie dell'anima, sono le prime sensazioni stimolate dalla lettura delle liriche di Francesca Panzacchi. La paura di non riuscire a cogliere al pieno le sfumature della vita è lo stimolo a godere di ogni regalo della natura e del destino. Il sapiente uso della metafora rende gradevole e a tratti emozionante la lettura delle liriche di Michele Stuppiello. Un viaggio nel proprio inconscio, alla ricerca di archetipi, di radici a cui aggrapparsi e alimentarsi. Qualche domanda rivolta ai due autori.

Delirio.NET : Come nasce l'idea di una "sinfonia poetica a due voci" e come avete affrontato la scrittura?

Francesca: Nasce da una sensibilità comune, da emozioni differenti ma al tempo stesso complementari.
Michele: L’idea è nata dopo aver fatto una lettura comparata dei nostri versi, scritti autonomamente ed in tempi diversi, nei quali abbiamo trovato un substrato spirituale comune. La decisione di pubblicare una raccolta in tandem è poi venuta spontanea.

Delirio.NET : La comunione artistica e la fiducia sono importanti per un progetto poetico comune?

Francesca: Fondamentali. La comunione artistica in particolare è una preziosa occasione di crescita individuale.
Michele: Sono fondamentali poiché rappresentano quell’energia che rende effettivamente concreti progetti che altrimenti rimarrebbero solo potenziali. Nel nostro caso hanno rappresentato l’incipit di quest’avventura poetica e se fossero mancate la silloge “Liriche sospese” non sarebbe mai stata concepita.

Delirio.NET : Poesia e fotografia: che differenze e che punti in comune hanno?

Francesca: Più intima e personale la prima, più immediata e d'impatto la seconda, Poesia e Fotografia catturano delle emozioni, eternandole.
Michele: Poesia e Fotografia sono entrambe espressioni “artistiche”, quindi facenti parte della nostra sfera più intima. La cosa che più le accomuna è l’emozione immediata che provocano, poiché entrambe percepibili con un “colpo d’occhio”, al contrario, per esempio, di forme d’arte come la narrativa in prosa o il cinema. La differenza è che la Fotografia spesso penetra in noi come una saetta, poiché venata di una preponderante oggettività , mentre la Poesia, pur nell’immediatezza del suo svelarsi, lascia implicazioni più profonde che si ramificano anche molto lentamente nell’anima dell’io lettore.

Titolo: Liriche sospese
Autore: Michele Stuppiello - Francesca Panzacchi
Anno: 2008
Editore: Vitale Edizioni
Collana: I quaderni divini
Prezzo: 10 euro


Immagini appartenenti ai rispettivi proprietari


News precedente - HOME PAGE - News successiva

Mailing List
Resta aggiornato con la mailing list di Delirio.NET.

E' gratis e basta un indirizzo e-mail funzionante.

Iscriviti ora!
 
Nome  
 
E-Mail  
 
   
code  


Google AdSense

Banners

Admin Panel
 
User  
 
Pass  
 
   

Contatti

Joe
Eliselle
Fulvio
Simone C.
Chiara B.
Daniele Pelliccia


Google AdSense

Valid XHTML 1.0!