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Mauro Marcialis
Sin da ragazzini Orlando e Davide hanno capito che la bellezza paga. E paga davvero, in denaro sonante, quello che loro ottengono in cambio di prestazioni che si fanno sempre più spregiudicate. Dalle compagne di scuola racchie, quelle con cui non vuole farsi vedere nessuno, alle donne, agli uomini. All'inizio si fa un po' fatica, ma poi il gruzzolo che cresce tacita il senso di nausea. Davide è la mente economica del duo, Orlando è la star. Piace al punto che arriva fino al ruolo di re dei tronisti in una trasmissione di successo: ha il potere di fare impennare l'audience, spopola quando si mostra, per lui donne mature e ragazzine vanno in visibilio. Ma la popolarità ha il suo prezzo. Coca e alcol per reggere la finzione in un mondo dove tutto è costruito, artefatto, piegato alle esigenze del copione. Ma poi, qualcosa in Orlando si spezza... Intervista all’autore di Io & Davide, Mauro Marcialis.
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Delirio.NET : Dalle ambientazioni noir di Reggio Emilia del tuo primo romanzo, alle atmosfere patinate, ambigue e oscure della Milano degli studi televisivi che contano: come nasce Io & Davide e come ti sei preparato per la scrittura?
Io & Davide nasce da due suggestioni. Una è prettamente “nera” e deriva dalla mia convinzione che vi sia una stretta correlazione tra alcuni fenomeni banditeschi (quelli legati alla consorteria politica/affari/crimine organizzato) e il sistema mediatico in genere. Ritengo esista una precisa linea editoriale che tenda a pregiudicare l’informazione relativa a tali fenomeni a beneficio di un vacuo intrattenimento. L’altra è invece una suggestione meno complottistica e si riferisce alla diffusa tendenza che mira a D&Gitalizzare le persone, a uniformale, rendendole meri utenti a codici a barre. In ogni caso, credo che un certo tipo di televisione possa sostanzialmente contaminare la consapevolezza e il giudizio del lettore o del telespettatore, riducendone lo spirito critico. Il mio intento era quello di parodiare, in modo feroce, l’edonismo e il materialismo del nostro tempo.
Avevo già scritto un racconto in merito (il sogno intitolato “smile”. Sono partito da lì, dopo aver ricevuto la “giusta” scossa assistendo ad alcune puntate della trasmissione “uomini e donne”, che ho ritenuto rappresentativa di questa videocrazia d’accatto, narcotizzante, dove perfino la bellezza viene normalizzata fino a divenire oscena.
Delirio.NET : Troni e tronisti sono argomenti molto affrontati dalla giovane letteratura italiana contemporanea: anche Zucca Gialla delle Edizioni Eumeswil, e Mamma mi sono innamorata di un tronista di prossima uscita per la Newton & Compton, trattano a loro modo questo tema. È una manifestazione dell’importanza che ha assunto la televisione nella vita delle persone, un modo per esorcizzarla, una spia del malessere generale o a tuo avviso vi sono altre motivazioni alla base di questo “successo del tema”?
Non so se esista un reale “successo del tema”, almeno a livello romanzesco; tuttavia rimane il fatto che la televisione è il mezzo più immediato e accessibile, ed è forse il più rappresentativo di questa società borderline. E se in qualche modo è appunto lo specchio de noartri, si può ben capire come lo “spessore” di questi apparecchi di nuova generazione si sia progressivamente ridotto, fino a diventare ultrasottile …
Delirio.NET : Sei uno scrittore, ma anche un padre: che cosa ne pensi dell’invadenza dei media nella vita quotidiana dei bambini? È solo questa la causa dello smarrimento infantile e giovanile e della mancanza di valori che si nota in questi ultimi anni nelle nuove generazioni?
Direi che vanno di pari passo, nel senso che laddove sono riscontrabili alcune mancanze di valori, s’inserisce, a coprire il vuoto, un certo tipo di televisione (coprire i vuoti con i vuoti, dice subito il bambino all’inizio del romanzo). Certo, quando vedo mia figlia di sette anni in versione parossismo-Winx, mi rendo purtroppo conto di non essere stato in grado di trovarle un’alternativa altrettanto seducente…
Delirio.NET : La parte dedicata ai sogni, o meglio agli incubi, del protagonista è molto significativa: secondo te i sogni e la loro interpretazione possono rivelare qualcosa in più di sé?
Sai che non so nulla di sogni, incubi e interpretazioni? Dal punto di vista narrativo, invece, m’interessano parecchio perché tramite questi espedienti, ho la possibilità di evadere da rigore formale e razionalità e (tentare di) plasmare allegorie funzionali alla storia, ai personaggi e al messaggio.
Delirio.NET : Un romanzo duro, incalzante, spietato, che fa arrivare un messaggio ben preciso e molto forte. Le ultime pagine a mio avviso sono straordinarie. Hai dei modelli letterari da cui sei in qualche modo aiutato a scrivere così?
Certo. Mi piace pensare che ci siano autori che, tra le righe delle loro opere, ti urlino contro: e allora?! Cosa aspetti?! Alza il culo e seguimi! Andiamo a prenderci una storia! Sono scrittori di un talento imbarazzante, dalla scrittura potentissima. Per il comparto noir, direi James Ellroy e David Peace; per quello più visionario e parodistico, Palahniuk, Welsh e B.E. Ellis.
Delirio.NET : Parliamo di tecniche e abitudini personali. Il tuo lavoro ti aiuta nel processo di scrittura? Quando scrivi segui dei riti particolari? Da che cosa scaturisce una buona idea? In che modo vivi la scrittura?
Il mio impiego è, al contrario, un fiero oppositore, perché il linguaggio adottato nel mio ambiente di lavoro è un burocratese denso di tecnicismi e la creatività è spesso (doverosamente) sostituita da una sorta di sistematicità da catena di montaggio (giuridico). Certo, nel mio primo romanzo, conoscere le pratiche e le tempistiche investigative si è rivelato vantaggioso anche se, per come interpreto io il noir, questi sono soltanto elementi accessori rispetto ai miei intendimenti (zoomare sul lato oscuro delle persone). Le mie condizioni ideali di scrittura sono: solitudine, musica in sottofondo (ultimamente Massive Attack o Guns o Virgin Suicides), portacenere ad altezza gomito e mente sgombra da impegni familiari e lavorativi, perché ho la necessità di immergermi totalmente nella storia e nei personaggi. Non è quindi casuale il fatto che riesca a scrivere praticamente solo durante le giornate di ferie. Ma proprio questa precarietà, rende il mio rapporto con la scrittura molto conflittuale, spesso triste.
Delirio.NET : Domanda di rito: la cosa più strana o delirante che ti è successa nella vita, sul lavoro o nell’ambiente letterario...
Che tristezza: assolutamente niente di delirante! E forse è proprio per questo che i miei personaggi sono così sconvolti e allucinati: sono costretti a compensare la mia normalità.
Delirio.NET : Sei già impegnato nella scrittura di un nuovo libro, o hai altri progetti letterari in previsione?
E’ in dirittura d’arrivo il mio secondo noir investigativo e ho almeno altre tre tracce di romanzi allucinati, sul modello di Io & Davide. La mia intenzione è infatti quella di alternare un noir puro con romanzi di altro genere, in modo da poter approfondire alcuni temi che m’incuriosiscono senza le “gabbie” del thriller. Ci sono in ballo anche un paio di progetti, ma, per scaramanzia, non ne parlerei…
Titolo: Io & Davide
Autore: Mauro Marcialis
Anno: 2008
Editore: Piemme
Prezzo: 11 euro
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