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Mini rassegna di Settembre

- Libri -


Mini rassegna di Settembre

Per lasciarsi alle spalle le vacanze, per carburare e riprendere il ritmo aspettando Ottobre, per inoltrarsi in questo azzurro Settembre, Delirio.NET propone una mini rassegna di novità editoriali da non perdere: La notte ha sempre ragione di Andrea Villani, Facciamo (un) casino? di Alessandra Del Prete e Rospi acidi e baci con la lingua di Cristiano Armati. Tre romanzi molto diversi tra loro raccontati dai loro autori in quattro domande/risposte di approfondimento. Buona lettura!

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La notte ha sempre ragione

È un Settembre afoso quello che fa da sfondo al ritrovamento del cadavere di Stefania Roveri, la miss Italia in carica. Proprio a Salsomaggiore, proprio durante le finali del concorso. E così la vita quotidiana della piccola cittadina emiliana viene sconvolta, nei bar si parla solo dell’omicidio, in consiglio comunale maggioranza e minoranza si affrontano sull’opportunità di continuare a ospitare lo storico concorso. Poi spunta un presunto colpevole...

Delirio.NET : Com'è nato il tuo secondo romanzo, La notte ha sempre ragione, e perché hai "ucciso" Miss Italia?

A.V.: "La notte ha sempre ragione" l'avevo "dentro" da un pezzo. Non si tratta di un omaggio dovuto ma di una dichiarazione d'amore, matura, per una terra dalla quale sono fuggito a vent'anni e che ho riguadagnato a quaranta. Da Jack Kerouak a Giovannino Guareschi. Questa è la storia della mia vita. Miss Italia poi deve morire, e con lei la visione storpiata che abbiamo della Bellezza. Insieme a tutte le veline, soubrettine, schedine, letterine e a questo trionfo dell' ottusità e del cattivo gusto. Certo non devono morire sul serio, fisicamente, ci mancherebbe, ma deve prima o poi essere ucciso il mito della "bellezza prona", della "bellezza supina" al volere degli altri. In tutti i sensi, anche in quello più comico e volgare.

Delirio.NET : Hai definito il libro un noir con sfumature gialle, ma in questo romanzo c'è molto di più. E' un omaggio appassionato alla tua terra, ai suoi personaggi e ai suoi artisti. Che cosa ti ha portato a toccare questi temi?

A.V.: Questa storia del "noir a sfumature gialle" è venuta fuori da un giornale e da lì dietro tutti gli altri. In realtà, se ci pensi, "noir con sfumature gialle" sembra una recensione fatta da un sommelier piuttosto che da un critico letterario. Bukowski diceva di scrivere racconti e poi di metterci dentro il sesso per vendere. Io scrivo romanzi e poi ci metto i morti... ma non sono cattivo. Come ti dicevo prima, sì, questo è vero amore per l'arte, la gente e anche per il cibo della nostra terra. Questa "fettaccia di terra" come la definiva, ma con affetto credetemi, Giovannino Guareschi. Appunto.

Delirio.NET : Meravigliosa è la figura del Professore, che racconta la storia di Salsomaggiore. C'è un personaggio del romanzo che ami di più?

A.V.: Sapevo che ti sarebbe piaciuto il Professore (che ho scritto apposta per te...) proprio perchè tu sei molto "Chiara" (l'amica del professore n.d.r.) o meglio la sei stata. Per questo ti ha conivolto di più. Il mio personaggio preferito forse è lo stesso Belfagor in cui mi trovo bene. Lui è stato bruciato dal fuoco io da altro. Ma in fondo ci si assomiglia. Bisognerebbe escludere il Principe dalla classifica perchè perchè esiste davvero e gli voglio troppo bene.

Delirio.NET : La prefazione è firmata da Andrea G. Pinketts: ce ne parli?

A.V.: Parlarvi di Andrea? Una volta diedi di lui la seguente definizione: uno che costrusce a se stesso un monumento e poi, sempre da solo, se lo piccona. Gli voglio bene e lo stimo. Persona scomoda e sincera non può certo piacere a tutti. Completamente fuori dalle righe. Giusto dieci minuti fa mi ha telefonato per gli ultimi accordi riguardo la presentazione a Salsomaggiore (piuttosto provocatorio durante il concorso stesso) che faremo insieme questo giovedi alle 18.00. Ne parliamo da mesi, gli avrò mandato una decina fax e mail per accordi vari, inoltre ci saremmo sentiti almeno altre dieci volte giusto per questa cosa. Ora mi chiama e mi fa - Ma come? Non era alle 21.00? - Questo è Pinketts. Genio e sregolatezza. E a me piace frequentare queste persone. Mica parlarne bene da morte o leggerle solo sui libri...

Titolo: La notte ha sempre ragione
Autore: Andrea Villani
Anno: 2007
Editore: Todaro
Collana: Impronte
Prezzo: 14 euro



Facciamo (un) casino?

Giulia fa l’assistente delle rockstar durante i concerti, Tilde è giornalista, Nina fa la modella.
Abbonate alle delusioni d’amore, le tre amiche decidono di rispolverare una vecchia idea dei tempi del liceo: mettere su una casa d’appuntamenti on-line. Sarà un casino a tema, improntato alle atmosfere e ai personaggi delle favole: da Biancaneve a Candy Candy. Sembra il gioco di una sera inventato attorno a un tavolo ma, per una serie di strampalate coincidenze, presto l’idea prenderà consistenza, diventando un rocambolesco business.
Ma per quanto tempo le ragazze riusciranno a tenere separate la vita di tutti i giorni e la loro nuova attività?
Come reagirà il mondo esterno quando il “doppio lavoro” diventerà di pubblico dominio?
Le loro vite sentimentali si sfasceranno definitivamente o si rimetteranno miracolosamente a posto?
Un romanzo-commedia divertente, paradossale, pazzesco, ma non privo di malinconia e di un pizzico di giallo.

Delirio.NET : Ci racconti di com'è nato il romanzo “Facciamo (un) casino?”?

A.D.P.: Da adolescente, al liceo, mi divertivo a proporre alle amiche l’alternativa ai soliti e precari lavori per il futuro. Chiedevo: “Apriamo un casino? Sai quanti soldi!” . Certo, era uno scherzo e tale è rimasto negli anni, nonostante sia spesso venuto fuori. Poi, un paio d’anni fa l’argomento è stato tirato in ballo, con altre amiche: un concesso di donne e tutte arrivate alla stessa giocosa soluzione: “L’unica cosa che ci resta è aprire un bordello, ma che sia allegro, magari a tema, ispirato ai personaggi dei cartoni animati! Niente cose cupe e tristi”. L’idea mi ha immediatamente fulminato ed ecco che è nato il libro.

Delirio.NET : Su chi hai "studiato" le tre protagoniste e come sono uscite dalla tua testa?

A.D.P.: I personaggi dei mie libri sono sempre un patchwork di varie persone che conosco o ho conosciuto. Nessuno è, per intero, qualcuno in particolare, un personaggio reale. La protagonista, Giulia, per esempio, ha di sicuro pensieri anche miei, ma la stessa cosa succede con Nina e Tilde. La parte “secchiona” di Tilde, invece, è mutuata da una mia compagna di liceo che era un “mostro” in greco. Persino Luca, l’uomo-fantasma di Giulia, per certi versi, un po’ mi somiglia.

Delirio.NET : Nel tuo primo romanzo si parla di abbandono e chat, nel secondo si parla di rete e case d'appuntamenti on-line: ci parli del tuo rapporto con internet e di quanto incide sulle tue storie?

A.D.P.: Internet è fondamentale e non solo per me, ma per tutti noi che viviamo in questo millennio. Oggi persino gli anziani si stanno avvicinando a questo mezzo che consente, tra le altre cose, di approfondire le conoscenze e, soprattutto, di comunicare in tempi ristrettissimi e a distanze oceaniche. Ormai fa parte della nostra vita e visto che racconto storie con un alto tasso di realtà, non posso prescindere da esso.

Delirio.NET : Cos'è cambiato in Alessandra Del Prete scrittrice da “Dimmi di no…” a ”Facciamo (un) casino?”?

A.D.P.: Diciamo che mi si è “sciolta la mano”. “Dimmi di no” è un libro più pensoso e meno “liscio” di “Facciamo (un) casino?”. Nasconde i piccoli difetti di un’opera prima e, in parte, racconta la sofferenza di una storia parzialmente vera. “Facciamo (un) casino?”, invece, è scoppiettante e pieno di ritmo, dove la mia fantasia ha trovato terreno libero e fertile. Mi sono divertita molto a scriverlo e spero lo stesso per chi deciderà di leggerlo. Al suo interno è conservata anche una piccola “morale”: il sesso è allegria e come tale dovrebbe essere vissuto, senza paturnie o stupidi sensi di colpa.

Titolo: Facciamo (un) casino?
Autore: Alessandra Del Prete
Anno: 2007
Editore: Aliberti
Collana: I lunatici
Prezzo: 15 euro



Rospi acidi e baci con la lingua


L'avventura di Cappa ha inizio quando un rospo gigantesco gli appare e gli predice il futuro. Peccato che Cappa, recuperata la lucidità, non ricordi assolutamente nulla del suo futuro. Inizia così un viaggio imziatico, un percorso di formazione, una storia di passione e di sesso, tra Catena, uno strano paese a nord di Roma, Londra, Parigi e Manchester. Cappa vivrà avventure di ogni genere, incontrerà personaggi stravaganti e incredibili, e inaspettatamente, scoprirà l'amore: quello che macina il mondo senza sosta, e che alla fine svelerà l'arcano del rospo gigantesco. Un romanzo duro e romantico come la vita, una cavalcata impietosa, divertente e tragica che attraversa nazioni e città, cuori e cervelli, per dichiarare che malgrado tutto siamo ancora in grado di conoscere, rischiare e sognare.

Delirio.NET : La storia di Cappa, in Rospi acidi, è una crescita, una ricerca: com'è nato il protagonista e qual è stata la genesi della storia?

C.A.: Il protagonista è nato di mattina, molto presto. Era domenica e, nello strano silenzio del giorno festivo, sentivo il rubinetto dell’acqua gocciolare sui piatti sporchi. Dalla finestra vedevo la strada, deturpata dal cadavere di un gatto finito sotto una macchina. Questa visione mi ha dettato l’incipit del romanzo: «Ogni debolezza merita il giusto trattamento…»; il resto è venuto fuori da solo, tutti i personaggi del libro – dai “bambini virus” alle signore che litigano tirandosi in faccia l’acido muriatico, da John, il portiere-guardone che lavora in un ostello femminile inglese fino allo stesso rospo acido che ha ispirato il titolo – sono presi “dalla strada” e, tutti insieme, contribuiscono a formare la trama del libro: un romanzo di formazione che non consentirà a Cappa, il protagonista, di trovare il suo posto nel mondo.

Delirio.NET : I luoghi raccontati, Roma Londra Manchester Parigi, quanto ti appartengono, nella realtà, e come li hai "utilizzati" nel romanzo?

C.A.: I luoghi in cui è ambientato “Rospi acidi e baci con la lingua” mi appartengono moltissimo: sono nato a Roma, ho vissuto a lungo tra Londra e Manchester, conosco molto bene Parigi. Nella scrittura mi piace parlare della realtà e questo non fa che rafforzare il mio senso di appartenenza nei confronti di ciò che racconto nel romanzo.

Delirio.NET : Un linguaggio potente, omaggi letterari a poeti, filosofi, scrittori: perché questa scelta?

C.A.: È vero, nel corso della lettura di “Rospi acidi e baci con la lingua” ci si imbatte in citazioni di Quasimodo, Engels, Pavese, Leopardi, Kant, Freud, Bukowski, Baudelaire ma anche in frasi pronunciate nella vita reale da persone che ho amato. La spiegazione di questa scelta, ancora una volta, è nascosta nelle pagine del romanzo: «Le parole degli uomini sono nella mia testa e non possono essere fermate».

Delirio.NET : Da quali autori senti di aver subito maggiori influenze, e a quali autori sei più affezionato?

C.A.: Gli americani John Fante e Charles Bukowski, il marocchino Muhammad Choukri, il maliano Yambo Ouologuem, il senegalese Abasse ‘Ndione, i torinesi Bruno Ventavoli, Francesca Genti e Primo Levi, i romani Andrea Carraro e Massimo Lugli: sono poeti e romanzieri ma, accanto a loro, metto “scienziati” dotati di una penna particolarmente felice come Claude Lévi-Strauss, Danilo Montaldi e Alessandro Portelli. Magari ho dimenticato qualcuno ma direi che sono questi gli autori che amo di più.

Titolo: Rospi acidi e baci con la lingua
Autore: Cristiano Armati
Anno: 2007
Editore: Coniglio
Collana: I calcestruzzi
Prezzo: 12,50 euro

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