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I libri di Aprile

- Libri -


I libri di Aprile

Nella rassegna letteraria di Aprile Delirio.NET propone una rosa di titoli interessanti: Segreti di Stato, Orrori tropicali, Appartamenti, Coito e Ventisette Martore e Quattro Caffè. Lo spazio e-book curato da Marco Giorgini si occupa di I mille volti dell'immaginario medioevale. Infine, la rubrica filmata Deli(b)rando parla del nuovo romanzo di Lisa Massei La lingua batte dove il cuore duole. Buona lettura e buona Pasqua dallo staff di “deliranti”.

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Guarda DeLibrando di Aprile 2007 - Flash 8 - 400kbps

 



Segreti di Stato

Negli anni della strategia della tensione in Italia, un giovane incursore della Marina Militare, Antonio Mela, sta collaborando con i servizi segreti allo scopo di infiltrarsi e raccogliere informazioni su un gruppo chiamato brigata no-global, responsabile di attentati dinamitardi contro le istituzioni. Mela, dopo svariati tentativi riesce a stabilire un contatto con Fabrizio Conti, presunto affiliato alla brigata. Il ministro dell'interno, Francesco Nero, non fidandosi dei servizi segreti, chiede all'ammiraglio comandante del reparto speciale della Marina Militare, Oscar Scanio, di essere messo in condizioni di ricevere informazioni direttamente da Mela, senza far insospettire il coordinatore dei servizi segreti. Ci parla del suo romanzo Massimiliano Passamonti.

Delirio.NET : Come nasce il tuo primo romanzo “Segreti di Stato”?

M.P.: Nasce dal desiderio di raccontare come potrebbero essersi svolti alcuni episodi della nostra storia. Dal punto di vista di chi li ha vissuti. I fatti sono naturalmente inventati, o quasi... quello che invece è autentico, è il modo con cui alcune situazioni sono state affrontate. Perché Francesco Cossiga, quando era ministro degli interni, affidò agli incursori della marina il compito di liberare Aldo Moro? Perché non si è rivolto alla Polizia o ai Carabinieri? Cosa voleva ottenere che gli altri non potevano dargli? Sono fatti come questi che mi hanno portato a sviluppare la trama del libro.

Delirio.NET : Una storia avvincente e molto attuale, una grande verosimiglianza con luoghi e fatti contemporanei: come hai lavorato per ottenere questo risultato?

M.P.: Le ambientazioni e le vicende sono frutto di sopraluoghi ed esperienza personale. Le cose più fantasiose sono proprio quelle realmente accadute. Ho cercato di scrivere aggiungendo alla storia colori, profumi... mi sono messo nei panni di un lettore che vuole vedere ciò che legge.

Delirio.NET : Come stai vivendo il tuo esordio letterario?

M.P.: Tanto lavoro, mi piacerebbe ricominciare a scrivere, ma per il momento devo seguire questo primo romanzo. Tra poco uscirà la terza ristampa, il libro sta andando molto forte. Un successo se consideriamo che ha pubblicarlo è stata una piccola casa editrice. Una piccola casa editrice, la Editing edizioni di Treviso, fatta di grandi persone, coraggiose, che amano il loro lavoro e hanno creduto nelle mie idee.

Titolo: Segreti di Stato
Autore: Massimiliano Passamonti
Anno: 2006
Editore: Editing Edizioni
Prezzo: 15 euro
Sito web: Segreti di Stato

 



Orrori tropicali

Vampiri gelidi nelle solitudini andine, lupi mannari tra le fronde di foreste pluviali, possessioni, riti notturni, amori perversi, Dei vendicativi. Sotto la pelle abbronzata di un Sudamerica da cartolina turistica si nascondono atrocità innominabili, benedette da un onnipresente sole crudele. Col suo stile chirurgico e lineare, scavando ancor più in profondità nella carne dei tropici, Gordiano Lupi porta alla luce le contraddizioni di una terra remota e selvaggia, violentata da dittatori spietati e sotto l'assedio di multinazionali assetate di sangue. L’autore ci parla di questa raccolta.

Delirio.NET : Una raccolta di storie dal sapore tropicale, un sapore contaminato da quello della paura: come sono nate, nel tempo, queste storie?

G.L.: Questa antologia parte dalla volontà di raccogliere in un volume unico alcuni miei racconti di ambientazione tropicale caratterizzati da una medesima atmosfera misteriosa, sia che le storie parlino di malefici vudù (haitiane) che di palo mayombe e santería (cubane). Orrori tropicali - storie di vudù, santería e palo mayombe si pone come continuatore di un discorso narrativo aperto con Nero tropicale (Terzo Millennio, 2003) e idealmente cerca di completare il quadro di fondo. Il racconto principale è Encrucijada, un romanzo breve già pubblicato in volume autonomo come Il mistero di Incrucijada (Prospettiva, 2000), ma ha subito un’operazione di restauro e un editing feroce da parte di Vincenzo Spasaro che hanno contribuito a migliorarlo. Ho riletto Encrucijada a distanza di sei anni dalla prima stesura e non mi è sembrato da gettare, per questo ho pensato di ripubblicarlo e renderlo di nuovo fruibile ai miei pochi lettori, visto che sono tornato in possesso dei diritti. Prima o poi spero di poter fare la stessa operazione anche con Il giustiziere del Malecón, altro romanzo cubano edito da Prospettiva nel 2001 e al momento esaurito. Gli altri racconti sono tutti inediti in volume ma sono stati pubblicati più volte nel corso degli anni su varie riviste e antologie. Fratelli di Satana e Il gatto nero sono due storie cubane e il secondo si caratterizza come remake caraibico del racconto del grande Edgard Allan Poe. Il vampiro delle Ande è una storia sudamericana legata a una leggenda e anche a una situazione sociale vissuta da certi popoli amazzonici. La pelle bruciata è ispirato alla leggenda haitiana del loupe - garou, una sorta di vampiro - licantropo. Un terribile rimpianto e Baron Samedí ci portano ancora ad Haiti e alle storie leggendarie sugli zombie - uomini schiavi che vagano senza una meta. I racconti brevi sono stati scritti tra il 2001 e il 2005 e anche loro hanno subito un’operazione di riscrittura e di editing coordinata sapientemente dall’ottimo Vincenzo Spasaro, che dirige la collana Fantastico e altri orrori. In appendice ristampo volentieri il fumetto tratto dal racconto Sangue tropicale (2000), che Oscar Celestini ha reso con bravura seguendo la sceneggiatura del sottoscritto e di Dargys Ciberio.

Delirio.NET : Quanto influisce il cinema su quello che racconti?

G.L.: Amo molto il cinema horror, soprattutto quello italiano che non esiste più, il cinema di Joe D'Amato, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Dario Argento, Mario Bava, Umberto Lenzi, Sergio Martino e molti altri che adesso dimentico. Credo che molte pellicole di quel periodo mi abbiano influenzato e che forse cose come Vudù Baby, Sesso Nero e Antropophagus di Joe D'Amato hanno un po' di colpa per certe ambientazioni e situazioni narrative.

Delirio.NET : C’è un brano a cui sei più legato?

G.L.: Encrucijada credo che sia la cosa migliore che ho scritto come narrativa lunga. Si tratta di un classico romanzo del brivido, un horror di atmosfera che sarebbe piaciuto a Mario Bava, per niente splatter, molto lovercraftiano, un autore che da ragazzo ho amato molto. Encrucijada racconta in poco più di cento pagine una leggenda cubana che ha per protagonista una strega e fornisce un affresco sulla vita in campagna alla perfiferia dell'Avana. Sono legato a Encrucijada perché è il mio primo romanzo cubano che narra usi e costumi di un paese che è diventato per me una seconda patria.

Titolo: Orrori tropicali. Storie di vudù, santería e palo mayombe
Autore: Gordiano Lupi
Anno: 2006
Editore: Il Foglio
Collana: Fantastico e altri orrori
Prezzo: 12 euro
Sito web: Casa Editrice Il Foglio

 



Appartamenti

La ricerca di una forma narrativa altra rispetto all’esperienza audiovisiva del cinema. Un romanzo irriducibile ad una traduzione filmica. Un film che in qualche modo può accadere solo su carta stampata. Appartamenti è un testo da vedere e da ascoltare in una dimensione intima, interiore. È un tentativo di portare la ricerca poetica oltre i suoi confini, i suoi limiti. Ce ne parla Giuseppe Signorin.

Delirio.NET : Un romanzo sperimentale diviso in quattro parti: si possono definire atti? Com'è nato questo libro?

G.S.: Preferisco chiamarli "movimenti". I riferimenti vanno cercati più nella musica e nel cinema, che nel teatro. Mi piace pensare ad Appartamenti come a un film, o a un disco, che accade su carta stampata. Si entra nella testa di un personaggio e dopo un paio d'ore l'esperienza finisce, lasciando al lettore le immagini viste e le parole sentite. Ma torniamo ai "movimenti" e alla musica. È un romanzo in cui il ritmo e i suoni giocano un ruolo centrale. Per ritmo intendo anche un ritmo "visivo", e per suoni voci interiori, intime, mentali, non parole da recitare. Ogni "movimento" è a sua volta diviso in brani numerati, un misto fra prosa e poesia. Per quanto riguarda la genesi del libro, si inserisce in un discorso più generale. È stato scritto fra il 2003 e il 2004, periodo in cui ho realizzato anche alcune videopoesie. Il tentativo, in entrambi i casi, era di trovare nuove forme di poesia, più contemporanee. Nel caso di "Appartamenti", il risultato è un romanzo a tutti gli effetti, ma con un'attenzione al ritmo, ai suoni e alla disposizione grafica tipica del verso poetico.

Delirio.NET : Quanto influisce sulla tua scrittura il tuo background artistico?

G.S.: Influisce molto la dimensione legata all'arte contemporanea. Non a caso cito un'installazione di Bas Jan Ader, in apertura del libro (Thought unsaid, then forgotten, 1972). L'artista oggi (mi riferisco innanzitutto all'arte visiva, al mondo delle gallerie, dei musei, delle biennali ecc.) si esprime con mezzi diversi. C'è chi gira film, chi fa musica, installazioni, foto ecc... Io ho scritto un libro. Non saprei se definirmi uno scrittore che si occupa di arte contemporanea, o un artista che ha scritto un libro. Non è poi così importante, sono solo definizioni. Nello specifico, per quanto riguarda Appartamenti, l'operazione più evidente è stata riprendere i modi della poesia visiva e inserirli all'interno di una narrazione contemporanea, utilizzandoli a livello diegetico e ritmico. Frasi interrotte, spazi bianchi, righe nere, echi di un certo tipo di arte visiva recuperati e utilizzati in un altro modo, in un altro contesto.

Delirio.NET : Quando scrivi, qual è il tuo obiettivo? La ricerca di una forma linguistica quale posto ricopre?

G.S.: Il mio interesse in generale è rivolto più alla ricerca linguistica che allo sviluppo di una trama. Non che quest'ultima sia assente, tutt'altro, ma agisce in qualche modo da sfondo. Il mio obiettivo è sviluppare dei temi con uno stile di scrittura adatto. Ma non vorrei separare forma e contenuto, non è possibile una distinzione netta.
Quando parlo di ritmo del discorso, mi riferisco ad una ricerca formale che allo stesso tempo veicoli dei contenuti, delle sensazioni, delle atmosfere che arrivino al lettore tramite quel ritmo specifico.
La stesura di Appartamenti è stata un work in progress durato a lungo, soprattutto nella fase di "lima", di montaggio, di riscrittura.
Il materiale di partenza ha subito tagli, cancellature, innesti ecc.
La versione finale, il momento in cui ho deciso di fermarmi, mostra i segni di questa riscrittura.

Titolo: Appartamenti
Autore: Giuseppe Signorin
Anno: 2006
Editore: Arcipelago Edizioni
Prezzo: 10 euro
Sito web: Giuseppe Signorin

 



Coito

"Se c’è un tema ricorrente in questa silloge esso è senza dubbio il precipizio (la caduta, l’immersione nel profondo, il dirupo): i personaggi di questo abisso metropolitano si “buttano” sulla vita, le vanno incontro, e facendolo rischiano di morire. L’autore dunque scava, affonda le dita nel racconto poetico fino a farsi male, fino a toccare i nervi vivi della poesia (le sue radici)" (dall’introduzione di Maria Paola Sambusetti). Ce ne parla l’autore Gabriele Iarusso.

Delirio.NET : Ci spieghi il titolo, e le motivazioni che sottendono a questa scelta?

G.I.: Coito è un termine che indica non indica una unione semplicemente tra due corpi, ma due aspetti. Quindi racchiude una sorta di dualismo: uomo/donna come sensualità/carnalità. Qualcosa di visionario che si alterna con qualcosa di concreto, reale. Il mio verso viaggia proprio su entrambi gli aspetti. Infatti, c’è chi ha parlato, della mia, come di una poesia schizofrenica e visionaria; mentre qualcuno ne ha sottolineato la sua fisicità. Si alternano momenti che sfiorano il racconto a veri e propri shock.

Delirio.NET : Un abisso, un precipizio, la caduta: cosa ti affascina di queste tematiche?

G.I.: Non le vedo come tematiche… più che altro vengono fuori dai miei versi come sensazioni; credo. Questa è una cosa che in realtà tocca al lettore dire. Sono uno che passeggia e si guarda intorno. Quindi evoco cose, situazioni, stati d’animo, sensazioni… magari in chi legge arriva un senso di sospensione. Il mio senso di sospensione. Alla fine guardandomi intorno cosa posso dare se non un senso… come dal precipizio?

Delirio.NET : Hai ricevuto buone critiche per quest’opera, che è la tua prima raccolta: come ti sei accostato alla poesia?

G.I.: La scrittura cosciente, cioè il momento in cui ho iniziato a scrivere con l’intento e la speranza di creare qualcosa che aspirasse a dare e lasciare un segno in letteratura, è esplosa a sedici anni. Iniziavo a cercare confronti con la scrittura passata e, nel possibile, con quella contemporanea, per rendermi conto se quello che scrivevo riusciva a dire qualcosa. La mia scrittura è sempre stata molto spontanea, ma come tutti bisogna studiarsela, e bisogna confrontarsi con i vari stili poetici, per farlo; anche per avere conferme sulla strada che si è scelto di percorrere. Credo che lo stimolo a sviluppare la mia scrittura sia venuto anche dal fatto che negli anni Novanta il mio paese, Circello, visse un periodo di interessante ispirazione artistica. C’era un gruppo punk, gli Sniffin’gas, che incidevano demo e scrivevano pezzi veramente interessanti; c’era chi dipingeva e chi come me tentava la scrittura. Ci riunivamo, senza limiti di età, chitarre e bevande in un parchetto… i caffè del primo Novecento a Parigi o Roma non erano niente al confronto. Il paese era un enorme caffè. Un grande localone che ci riuniva tutti. La sera progetti e “scenette” varie… Era bello. Sono convinto che se avessimo avuto le possibilità della città (eravamo in tutto solo tremila abitanti) nessuno sarebbe rimasto uno sconosciuto.

Titolo: Coito
Autore: Gabriele Iarusso
Anno: 2006
Editore: Il Filo
Collana: Nuove voci
Prezzo: 12 euro

 



Ventisette Martore e Quattro Caffè

E' il dialogo tra un dannato e Lucifero che, incontrandosi nell’ufficio del Signore degli Inferi, discutono tra un caffé e l’altro del perché non si possa fare carriera nell’Antro Oscuro. L’antefatto al racconto è invece il dialogo tra uno scrittore e la sua Musa, la quale sembra piuttosto stanca di ispirare gli artisti secondo i metodi tradizionali, così fuma hashish e assolda una gentile signorina che faccia trovare al suo protetto l’ispirazione giusta sulla quale scrivere di demoni, dannati e caffé. La conclusione dell’opera si svolge ancora nell’ufficio di Lucifero, questa volta faccia a faccia con la Morte per una partita a scacchi dall’esito esilarante.

Delirio.NET : Situazioni surreali, dialoghi irriverenti: come nasce 27 martore e 4 caffè?

M.B.: L'ispirazione ce l'ha data il concorso letterario dell'Associazione Culturale Caffé Moak. Dopo innumerevoli tazzine di caffé abbiamo deciso di partecipare all'Edizione del 2006, portando la parte centrale del racconto. Non è andata bene, così abbiam creato la Musa e lo scrittore, la Morte e la Signora in Rosso, partorendo un racconto lungo decisamente più strutturato della versione precedente. In realtà, come gli scrittori nell'antica Grecia, siamo stati invasati per i mesi della stesura dai personaggi che troverete nella lettura!

Delirio.NET : Com’è stata la collaborazione e l’esperienza di una stesura a quattro mani?

M.B.: Direi che è stato il gioco più divertente! Durante la stesura nessuno dei personaggi era vincolato ad un copione preimpostato. Di volta in volta un personaggio era obbligato a tener testa al suo interlocutore, nel tentativo di portar fuori le proprie ragioni e guadagnare i propri obiettivi. Possiamo dire che gli autori effettivi di 27 martore e quattro caffè sono il Dannato e Lucifero. Questo vale anche per tutti gli altri personaggi.
In definitiva la collaborazione si è presto trasformata in un divertentissimo gioco di ruolo. Gli autori si sono convinti d'esser sul serio un dannato e un demonio, una musa e uno scrittore, per dar vita al gioco la cui posta in palio era la ragione sull'altro. Divertente e stimolante.

Delirio.NET : Autopromozione e perseveranza: come vi trovate nel ruolo di autori emergenti?

M.B.: Dal punto di vista più personale, bene! Per il momento la scelta dell'autoproduzione è quella che ci mette più a nostro agio. Non abbiamo titaniche aspettative quindi preferiamo gestire il progetto autonomamente. In verità a momenti ci imbarazza presentarci come autori. Giustamente abbiamo paura delle critiche, ma non se ne può fare a meno, per noi sono indispensabili. Inoltre curare anche l'aspetto promozionale è, anche questo, una sfida divertente, è la possibilità di inserirci in canali nuovi, arricchire le nostre esperienze.
Certo allargando l'inquadratura su una visione più generale, si scopre immediatamente che non è facile. Non è certo una terra vergine, quella in cui stiamo approdando ed è sicuramente regolata da leggi (il più delle volte non scritte) e meccanismi difficili da comprendere e far propri. Nella mischia i nostri nomi tarderanno a spiccare senza l'etichetta giusta, ma per il momento preferiamo ancora esser padroni in toto del nostro progetto.

Titolo: Ventisette Martore e Quattro Caffè
Autore: Emiliano Billai e Michela Meloni
Anno: 2007
Editore: Lulu.com
Prezzo: 13 euro
Sito web: Ventisette Martore e Quattro Caffè

 



I mille volti dell'immaginario medioevale

E' già passato un mese, ed eccoci qua di nuovo, ancora a parlare di e-book. Anche questa volta il testo in digitale di cui intendo trattare ha in qualche modo a che fare con KULT Virtual Press, ma nel caso di questo piccolo capolavoro il legame che c'è tra la casa editrice KVP e l'"oggetto libro" in questione, è puramente tecnico. I mille volti dell'immaginario medioevale è infatti un e-book creato sì con il motore ipertestuale delle KULT Virtual Press, ma è prodotto da Zona Holden [1] per la collana Scritture Metropolitane, è sponsorizzato dal Comune di Modena, dal Settore Istruzione Memo, dall'Istituto d'arte Venturi eccetera eccetera eccetera, ed è stato realizzato da un duo particolarmente efficace, ovvero Patrizia Curti e Federico Manicardi - entrambi supervisionati da Antonella Battilani.
A dire il vero ci sono altri nomi in ballo in questa opera virtuale, ma tenendo conto che i riferimenti ci sono tutti all'interno del volume, vi invito a scoprire chi ho dimenticato direttamente per conto vostro. Cosa che potete fare in tranquillità perché anche in questo caso, come per La Radiosveglia citata il mese scorso, tutto quello che vi serve è un browser, una connessione a internet e la voglia di fare un click su un link in una pagina web (nello specifico questa).
Questa volta - però - la connessione ad internet bisogna che sia proprio una ADSL - perché il "peso" di questo libro varia tra i 7 e i 16 MEGA a seconda della qualità che vi interessa avere. Ma come fa, vi chiederete, un e-book (tra l'altro di sole 60 pagine) ad essere ALMENO 7 mega?
Beh - facile. Questo volume è sì un e-book scaricabile gratuitamente, ma è stato pensato come un libro per ragazzi cartaceo e di conseguenza è (quasi) interamente in (ottima) grafica. Integrato poi solo in appendice da tutto il contenuto presente anche in "solo" formato testo - in italiano e anche tradotto in inglese - in modo che sia possibile l'esportazione e/o la ricerca.
Ma se questa scelta è magari un po' discutibile per un'opera che si propone fin da subito in multiformato e per una fruizione a video, è indubbio che una volta iniziata la lettura, scorrendo le splendide note sulla realizzazione del Duomo di Modena e gustando le efficaci immagini di bassorilievi e di mostri medioevali (la maggior parte delle quali sature di colori vividi e accattivanti - in contrasto con il bianco e nero degli schizzi e di altre parti più "storiche") è difficile, davvero, lamentarsi per il tempo speso nel download.
Il testo - che come ho scritto prima è opera di un'espertissima Patrizia Curti, che almeno in zona non ha bisogno di presentazioni - è stato studiato e curato nei minimi dettagli in modo che sia fruibile anche da ragazzi molto giovani, le notevoli immagini di Federico Manicardi catturano per il loro gusto davvero originale, e all'interno dell'e-book troverete anche due momenti "ludici" (ovvero le Jeu d'Adam - sorta di gioco dell'Oca a tema) e l'Inventamostri (traccia per un gioco da fare disegnando) che completano ottimamente questo primo volume (di una serie di tre - l'ultimo dei quali sarà presentato questo novembre), dimostrando come le tecniche di pubblicazione digitale stiano trovando spazio anche all'interno di iniziative culturali importanti, curate da enti pubblici.
Ultima due note prima di lasciarvi fino al prossimo appuntamento: questo libro ha una prefazione di Walter Martinelli (Servizio Biblioteche e uno dei padri di Zona Holden/Scritture Metropolitane) ed esce sotto la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5. Il che vuol dire che può essere sì distribuito liberamente (a patto di farlo senza scopo di lucro) MA che non può comunque essere usato come base per un opera più ampia.

[1] nel caso ve lo stiate chiedendo, vi anticipo: Zona Holden NON ha nulla a che fare con la Scuola Holden, ma è invece legata al concorso, organizzato dal Servizio Biblioteche di Modena, "Il Sogno di Holden", ispirato al personaggio di Salinger, concorso di cui sentirete di nuovo parlare molto a breve...

Marco Giorgini

Titolo: I mille volti dell'immaginario medioevale
Autore: Patrizia Curti e Federico Manicardi
Anno: 2006
Editore: Zona Holden
Collana: Scritture Metropolitane
Link diretto: Documentazione e saggistica


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