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La rassegna di Marzo

- Libri -


La rassegna di Marzo

La primavera è in anticipo nel calendario del 2007: Delirio.NET vi consiglia delle letture da affrontare nei caldi e soleggiati giorni che hanno aperto il mese di Marzo. Lista variegata come sempre: Curriculum atipico di un trentenne tipico, Massime di un minimo , Pork Soda , Amore e disamore e Benvenuti in casa Simpson. Un nuovo spazio dedicato a un e-book scelto da Marco Giorgini. E continua la video rubrica letteraria Deli(b)rando che in questa quarta puntata si occupa di Baby Vogue il libro di Sarah Felberbaum, la nuova erede di Elisa di Rivombrosa.

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Curriculum atipico di un trentenne tipico

Che cos'è un curriculum vitae, quale la sua reale utilità? E quanti ne abbiamo spediti e spediremo ancora, nella speranza che qualcuno li legga prima di cestinarli? Cosa ci dice a proposito della persona alla quale appartiene? Molto poco: dati asettici in fila. Fabrizio Buratto ha dato voce non solo alle voci comuni, ma soprattutto a quelle bandite da un normale curriculum, le più importanti per conoscere un individuo. Voci che si fanno pensieri, emozioni, ricordi. Servendosi di un amaro umorismo come antidoto a una situazione drammaticamente attuale, Buratto ci parla di una generazione che si sente ingannata a vari livelli. Una generazione senza santi né eroi, senza ideali forti e schiacciata da una situazione economico-sociale che non si lascia cambiare, nemmeno utopisticamente. La prima, dal dopoguerra, ad avere un futuro molto meno roseo di quello dei suoi genitori.
Delirio.NET : Un curriculum atipico: perché l’hai scritto? Il contratto di pubblicazione era più redditizio di un contratto a tempo determinato?

F.B.: L'ho scritto per un'esigenza fisiologica. Per me scrivere è come mangiare o andare in bagno; una necessità. Ad un certo punto, nel 2003, estenuato delle decine e decine di curricula inviati senza risposta, ho incominciato a scrivere questo mio curriculum allargato. Partendo proprio dal nome e dal cognome. Dati che non decidiamo, come non decidiamo quando nascere, dove e da chi. Aspetti che mi sembrano abbastanza importanti... eppure sono lasciati al caso, come gran parte della nostra vita. Anche quando scegliamo siamo sicuri di scegliere?
Prendo l'8 per cento sui diritti di copertina, ovvero neppure un euro a copia. Fate i vostri conti... e compratelo! Costa solo 11 euro ed è su carta riciclata, nessun albero è stato abbattuto, nessun uccellino sfrattato.

Delirio.NET : Ti definisci un trentenne tipico: ci descrivi in tre parole i trentenni tipici?

F.B.: Disorientati, disillusi, con pochi euro in tasca.

Delirio.NET : Ma, in definitiva, questo tuo “Curriculum atipico” ti ha permesso di trovare un lavoro a tempo indeterminato oppure no?

F.B.: No. Ma ormai i lavori a tempo determinato sono ormai molto rari. Quello che dobbiamo pretendere di diritto sono più garanzie, pur nella flessibilità. Quelle garanzie, privilegio di pochi, che offrono i contratti di una volta. Contratto atipico o a progetto significa: niente ferie, mutua, tredicesima, quattordicesima e tfr. Conquiste ottenute in 50 anni e finite nel cesso in poco meno di un decennio.

Titolo: Curriculum atipico di un trentenne tipico
Autore: Fabrizio Buratto
Anno: 2007
Editore: Marsilio
Collana: Le maschere
Prezzo: 11 euro
Sito web: Fabrizio Buratto

 


Massime di un minimo

Tra riflessioni e anatemi, un’analisi puntuale delle storture dell’Italia contemporanea scandita da un sarcasmo salutare. Ecco lo sconforto di un popolo, perennemente alle prese con lamentele gratuite, corruzione a ogni livello e un rispetto per il cittadino che rasenta il paradossale. Ma non ci si arrende, almeno finché si ha la forza di riderci su.
Delirio.NET : Massime di un minimo: un titolo che centra il contenuto. Il tuo punto di vista. Da quali esigenze nasce questo libro?

G.C.: Regole, principi forse consigli, che non penso di avere inventato io, ma mi andava di mettere insieme, di parlarne brevemente, perchè alcuni giorni più di altri si avrebbe bisogno più che mai di una buona parola, di un po’ di comprensione, di una bella dose di coraggio, ma per un motivo o per l’altro, non sempre si ha qualcuno al proprio fianco in grado di darci quello di cui abbiamo bisogno. Tra le righe di questo libro forse si può trovare un po’ di tutto questo, si può avere una spinta iniziale, uno spunto per ripartire o forse per cambiare, chi lo sa. Sarebbe davvero bello se, attraverso questo libro, potessi nel mio piccolo, essere d’aiuto a qualcuno. Molte persone hanno idee, opinioni, buoni consigli per vedere, migliorare e vivere la vita. Persone che non sono importanti, conosciute o famose, “persone piccole”, minime appunto, io mi reputo una di queste. Ho cercato di esprimere il mio punto di vista, raccogliendo i miei pensieri in questo libro e ci tengo a dire che questo non fa di me una persona migliore di qualcun altro. Ho cercato di mettere nero su bianco dei pensieri, per evitare che il vento portasse via le mie parole. Credo che la gente non debba guardare, subire e tacere in silenzio. Diverse persone non sono pienamente soddisfatte di come alcune cose si svolgono. Alcuni si sfogano a casa con i familiari o al bar con gli amici, altri alzano la voce con un commesso o un impiegato, c’è persino chi aspetta il rosso di un semaforo per sfogare la propria rabbia. Altri ancora fingono di essere indifferenti e si rassegnano che niente migliorerà, autoconvincendosi che non è poi così male ed allo stesso tempo condizionano il loro stato d'animo, l’umore, la propria vita ed anche quella di chi gli sta intorno. Questo libro nasce dalla necessità di spingere la gente ad esternare le proprie idee, il proprio consenso o il proprio dissenso, così forse si scoprirà di non essere i soli a pensarla in un certo modo, come si dice l’unione fa la forza no! Ma nasce anche dal bisogno di capire che la vita è unica e stupenda, non ci si deve rassegnare e fare stravolgere solo dalle cose negative, bisogna sforzarsi di vedere o cercare anche e soprattutto quelle positive. Così facendo non dico che tutte le cose brutte o meno belle scompariranno, ma credo che forse si imparerà ad apprezzare di più quello che si ha e ad affrontare le situazioni che si incontrano in maniera diversa.

Delirio.NET : Ci racconti la tua esperienza di emergente? Come sei giunto alla pubblicazione?

G.C.: Quando ho iniziato a raggruppare i miei pensieri in questo libro, non pensavo di pubblicarlo e tanto meno che mai sarei riuscito a farlo. Una volta finito di scrivere, ho trovato un indirizzo su un giornale ed ho provato ad inviargli il mio manoscritto. Dopo diversi mesi sono stato contattato dalla casa editrice che mi ha fatto una proposta editoriale. L’emozione era grande e la gioia ancora di più, così ho accettato ed ho deciso di contribuire alla pubblicazione del libro perché credevo e credo in quello che ho scritto. Dopo svariati mesi di attesa, la mia “creatura” è stata pubblicata, così ho iniziato a muovere i primi passi in un mondo a me prima totalmente sconosciuto ed ho avuto anche il piacere di entrare a contatto con molte persone gentilissime e disponibili. Come emergente è difficile “farsi notare ed attirare l’attenzione della gente”. In Italia ci sono molte persone che hanno la passione per la scrittura e non tutti sono così bravi da trasformare questa passione nel loro lavoro. Non è facile trovare uno spazietto negli scafali tra nomi conosciuti o case editrici potenti. E’ dura, ma le sofferenze e le piccole sconfitte vengono sopportate e messe in secondo piano quando qualcuno legge quello che noi abbiamo scritto e sì, delle volte basta così poco. Io penso che se qualcuno mi ha dedicato un po’ del suo preziosissimo tempo, per leggere quello che ho scritto, mi sento ripagato di tutte le volte che qualcun altro non mi ha voluto neanche dare una semplice risposta. Tutto è rapportato al livello di gratificazione ed ambizione personale, ma chi coltivava la passione della scrittura per diventare ricco e famoso, dovrebbe trovarsi un altro hobby.

Delirio.NET : “Più si cresce più si diventa saggi, o almeno si dovrebbe”: per te questa massima sta funzionando?

G.C.: Con l’andare del tempo e lo scorrere degli anni, tutti vivono ed accumulano esperienze e lo stesso è capitato a me. Fino ad ora ho avuto l’opportunità di vivere direttamente ed indirettamente, ma anche di vedere svariate situazioni, che ho interpretato a mio modo, cercando di trarre insegnamento, per evitare di ripetere uno sbaglio o una situazione poco piacevole. Ho cercato di capire che compiere uno sbaglio inconsapevolmente è una cosa poco intelligente, ma ripeterlo di proposito sarebbe una cosa stupida. Probabilmente non tutte le persone danno la stessa importanza ad una situazione o ad una esperienza, non tutti crescono e maturano allo stesso modo. Io mi sento sicuramente più saggio di 10 anni fa, ma mi sento anche più responsabile, aperto ed è anche il caso di dire meno stupido. Detto questo, non vorrei che la gente pensasse che io sia un Santo, perché state pur certi che non lo sono. Sono diverso da come ero a 20 anni, ho altre idee, altre priorità, un altro modo di comportarmi, di essere, di fare, di vedere le cose, ma non spetta a me giudicare se sia meglio o peggio di quello che ero prima. Una cosa è certa, oggi sono diverso da quello che ero ieri e domani sarò diverso da quello che sono oggi.

Titolo: Massime di un minimo
Autore: Gianmario Camboni
Anno: 2006
Editore: AndreaOppureEditore
Collana: Narrativa
Prezzo: 7 euro
Sito web: Gianmario Camboni

 


Pork Soda

La confezione è quella di un film in dvd, ma l'interno custodisce un romanzo e un cd con la versione audio in formato mp3, interpretata da un funambolico attore teatrale, con tanto di effetti sonori e sottofondi musicali. La trama si svolge anfetaminica tra vicoli romani, stanze annebbiate di fumo, rave party e bar di periferia. I protagonisti sono cinque ragazzi, cinque antieroi accomunati da pillole colorate e coltellini nascosti nei pantaloni. Una storia in cui non c’è posto per i buoni sentimenti né per qualsivoglia analisi di coscienza. Anche la punteggiatura si mette da parte per lasciare libero sfogo all’ansia e alla paura, alla frenesia del vivere, all’ironia legata a doppio filo con la violenza. Uno stile narrativo martellante e velocissimo, con quel pizzico di originalità che lo distingue da qualsiasi già visto e ci porta a fare il tifo, sotto sotto, per quei “cattivi ragazzi”. Ce ne parla l’autore Gianluca Colloca.

Delirio.NET : Pork Soda, libro + cd, il primo romanzo in mp3: perchè questa scelta? Ci racconti un po’ la sua genesi?

G.C.: In origine Pork Soda era “solo” un romanzo, e tutto avrei pensato tranne che un giorno lo avrei trovato in bella mostra nelle librerie accoppiato a un cd. Le cose invece sono andate più o meno così: firmato il contratto, dalla casa editrice mi dicono che Pork Soda li entusiasma talmente tanto che pensano di farne un audiolibro, che sarebbe diventato appunto il primo romanzo in mp3. A me sembra proprio una bella idea, e dico ok. L’unico problema è nato quando loro hanno cercato di convincere me a leggere il testo, in sala di registrazione. Ammetto che sarebbe stato bello e il mio ego era solleticato dall’idea, ma onestamente non è che io sia ‘sto grande performer. A una presentazione, a un reading, me la posso pure cavare. Ma incidere un romanzo intero, beh, sarebbe stato troppo, soprattutto per i lettori/ascoltatori, costretti ad ascoltare ore della mia voce incapace. Così alla fine è stato ingaggiato un attore teatrale, Fabrizio Parenti, che è bravissimo e recita ogni capitolo proprio con le pause, gli accenti, i toni e le inflessioni che avrei usato io, se fossi capace a recitare.

Delirio.NET : Che risposte hai avuto a questo esperimento da parte dei lettori/ascoltatori?

G.C.: Direi ottime. È una formula nuova, ma i riscontri sono positivi. C’è chi mi dice di ascoltare direttamente il cd, chi di alternarlo col libro, chi di aver letto prima il libro e poi essere passato all’audio, e anche chi ascolta gli mp3 seguendoli riga per riga sulle pagine. Insomma, il romanzo si ascolta o si legge, o si ascolta e si legge, ma la cosa ricorrente e importante è che, indipendentemente dal tipo di fruizione, Pork Soda è piaciuto a chi l’ha comprato.

Delirio.NET : Cinque antieroi, una storia intrigante, una scrittura originale: chi consideri i tuoi riferimenti letterari?

G.C.: Io vado molto a periodi. In certi momenti mi piacciono alcuni autori, alcune scritture, in altri cambio completamente genere e stile. Sicuramente quando ho scritto Pork Soda leggevo molto il primo Tondelli, quello di ‘Altri libertini’, e Andrea Pazienza, che non era uno scrittore ma resta senza dubbio un punto di riferimento per chi ambisce a raccontare delle storie. Chissà che in qualche modo non mi abbiano influenzato, nella stesura, nello stile. Mi piacciono parecchio anche autori come Carver e Ellis. Ammiro chi riesce a coniugare concetti profondi e una scrittura all’apparenza semplice. E poi sì, ho una certa predilezione per gli antieroi, nei libri che leggo e nei film che guardo, quindi immagino che scriverne sia una conseguenza inevitabile. In fondo la vita non è quasi mai bella o serena, e con questa consapevolezza bisogna fare i conti.

Titolo: Pork Soda – Stronzi si nasce
Autore: Gianluca Colloca
Anno: 2006
Editore: Unwired media
Collana: Scrittomisto
Prezzo: 14,90 euro

 


Amore e disamore

"Amore e disamore" è un romanzo in venti puntate, venti istanti, venti fotografie. Venti attimi e innumerevoli amori: amori sbagliati, amori brevissimi, amori intensi, amori soltanto sognati, amori mai accaduti. Venti frammenti di vita in cui il giovane protagonista, Francesco, attraverso i suoi amori, le sue donne, la sua potente solitudine e il suo disperato bisogno d'amore, cerca e si cerca, fantastica e sogna, si perde e si ritrova. Venti episodi in cui le storie d'amore di Francesco nascono, finiscono, si perdono, s'intrecciano e si rincorrono. Francesco è un ragazzo come tanti, come tutti. E come tutti annaspa, si dibatte, passa notti insonni cercando e cercando, annega, risorge, in un percorso di cadute e risalite, corse e rincorse, amori e disamori. Ce ne parla l’autore Riccardo Lestini.

Delirio.NET : Ci parli di Amore e disamore e di com'è nato?
R.L.: "Amore e disamore" è prima di tutto una storia semplice, che parla di un ragazzo, Francesco, come tanti, comune e speciale al tempo stesso, semplicemente complicato, tanto per usare un'espressione a effetto. Un ragazzo che, come tanti e come tutti, cade e si rialza, vince e perde, cerca il suo posto nel mondo, si dibatte e non si lascia stare. E che, soprattutto, cerca di crescere. E la sua è una crescita che avviene attraverso le storie d'amore, attraverso le donne che incontra nella vita, le donne di cui s'innamora, le donne che cerca, che lo cercano, quelle in cui s'imbatte, quelle che perde e quelle che ritrova. Amori che spesso e volentieri sono illusioni, e per questo dall'amore si finisce sempre al disamore, alla solitudine, che è appunto la grande protagonista del romanzo. Illusioni comunque necessarie per crescere, scoprire e scoprirsi. È una storia che non ha un andamento narrativo classico, ma ha una struttura, per così dire, "epica". Cioè la narrazione non è logica e consequenziale, ma è frazionata in episodi, venti per l'esattezza, che corrispondono ad altrettanti frammenti fondamentali della vita del protagonista, venti storie d'amore e di disamore. Per questo il romanzo può essere letto anche come una raccolta di racconti indipendenti l'uno dall'altro.
L'ho scritto in un tempo relativamente breve, in tre mesi, nel tempo di un'estate. Originariamente era, appunto, solo un racconto, che è poi il primo dei venti episodi, quello che dà il titolo al romanzo. Poi è successo che mi sono letteralmente innamorato di Francesco, del personaggio che avevo creato. Così gli ho scritto un'altra storia, poi un'altra, poi un'altra ancora…e tutte parlavano d'amore e di disamore. Più o meno al quarto racconto è nato il progetto organico del romanzo, che è nato così, allargandosi a macchia d'olio, senza una meditazione realmente cosciente. Francesco mi si è imposto senza che io potessi oppormi. È stata un'urgenza, un bisogno istantaneo. E credo che lo stile di scrittura del romanzo confermi questa immediatezza, questa non meditazione…
Se devo riconoscere un pregio al mio lavoro, direi proprio questo: la sincerità e l'onestà, il non essere costruito a tavolino…
Delirio.NET : Scrivere è un privilegio smisurato". Raccontaci come vivi questo privilegio.

R.L.: È il privilegio più enorme che mi abbia concesso la vita, senza dubbio. Scrivere è una straordinaria forma di comunicazione dove, paradossalmente, attraverso storie inventate, riesci a far arrivare la tua visione del mondo in una maniera assolutamente più autentica, più vera, più viscerale. Quella frase che hai citato, "scrivere è un privilegio smisurato", credo sia in assoluto la più sentita dell'intero romanzo.
Ho sempre scritto, prima di tutto, per me stesso. Nel senso che, scrivendo, non ho mai pensato a chi potesse leggermi…cioè, non ho mai cercato di costruire storie furbe, studiate, seguendo la moda o i gusti di chissà chi. Ho sempre scritto seguendo il mio stomaco, la mia rabbia, i miei sogni e i miei amori. A chi possa leggermi ci penso adesso, a romanzo pubblicato. Ma durante la scrittura no, non l'ho mai pensato. Questo è il privilegio. Spero di conservarlo in eterno. È un'autenticità intellettuale e artistica senza cui la mia vita sarebbe arida.

Delirio.NET : Il tuo rapporto con l'editoria e il mondo degli scrittori esordienti: ce ne parli?

R.L.: Come per quasi tutti gli scrittori esordienti, anche il mio rapporto con l'editoria è stato difficile, tortuoso, molto spesso frustrante. Sicuramente è stato un incontro scioccante. Stamattina sulla prima pagina di "Repubblica" c'era un annuncio molto accattivante: un premio letterario per opere inedite di narrativa e poesia, consistente nella pubblicazione dell'opera vincitrice, una targa ed un congruo anticipo sui diritti d'autore. Si tratta in realtà di una truffa costruita ad arte, fatta apposta per speculare sui sogni e sulle smanie degli aspiranti scrittori. Spedisci il tuo sudato manoscritto e poco dopo ti rispondono proponendoti una pubblicazione a pagamento…e che pagamento! Tremila euro come minimo…Ecco, il mio rapporto con l'editoria è cominciato così. Alcuni anni fa trovai, sempre su "Repubblica", lo stesso annuncio. Spedii allora la mia opera, e tempo venti giorni ottenni risposta: un contratto editoriale già firmato dall'editore in cui mi si chiedeva di "partecipare" alla stampa del libro con un contributo di quattro milioni delle vecchie lire. Mi veniva fatto presente che anche Montale e Moravia avevano pagato per pubblicare la loro opera prima, quindi… Nella mia ingenuità di ventenne pensai che le cose andassero effettivamente così. Per fortuna non avevo una lira in tasca, i miei ne avevano ancor meno e quindi non se ne fece nulla. Ecco, io devo davvero ringraziare la mia perenne precarietà economica: è solo grazie a lei che non sono mai caduto nelle trappole dell'editoria a pagamento! A parte gli scherzi, pian piano ho capito tutto il marcio che stava dietro queste "sedicenti" case editrici e me ne sono tenuto alla larga il più possibile. Il problema è che l'esordiente, nella situazione attuale, si trova stretto in una morsa: da una parte editori/truffa che gli chiedono soldi, dall'altra i grandi editori che nemmeno rispondono, o se rispondono lo fanno con fredde lettere prestampate. Di isole felici ne esistono pochissime, ed è difficilissimo trovarle. Il Foglio Letterario di Gordiano Lupi è una di queste, una delle poche realtà editoriali che ancora leggono i manoscritti con attenzione, che si innamorano delle opere, che seguono gli autori, che fanno di tutti per promuoverle in un mercato così difficile come quello librario. Gordiano è capitato sulla mia strada proprio quando stavo iniziando a pensare che non ci fosse posto per me nel mondo dell'editoria… gliene sarò grato in eterno: ha ridato fiducia al mio lavoro.
Per quanto riguarda invece il mondo degli scrittori esordienti, bè… vorrei che ci fossero più possibilità di contatto e di incontro. Per quanto mi riguarda seguo con attenzione, e per quanto possibile, le nuove uscite. Però ho l'impressione che ognuno prosegua per la sua strada, in una chiusura abbastanza preoccupante. Una buona parte è certamente colpa dell'egocentrismo degli stessi scrittori, ma nel mondo in cui viviamo c'è anche un sinistro e oggettivo restringimento degli spazi di discussione, di scambio di idee. Per la scrittura tutto questo ha effetti devastanti… del resto, la storia della letteratura parla abbastanza chiaro: i grandi autori si inseriscono quasi sempre in grandi contesti, grandi movimenti, grandi fermenti culturali che oggi, purtroppo, non ci sono più.

Titolo: Amore e disamore
Autore: Riccardo Lestini
Anno: 2007
Editore: Il Foglio
Collana: Autori contemporanei
Prezzo: 12 euro

 


Benvenuti in casa Simpson

Gialli, eccessivi, irriverenti, sconclusionati, corrotti ed oziosi. Stupidamente affascinati da tutto ciò che è kitsch, dal trash, dal consumismo sfrenato, dalla pubblicità volgare, dai beceri luoghi comuni. Probabilmente i più ordinari ¬ senza mai esserlo sul serio ¬ e meno politically correct protagonisti animati di una sit-com celebre a livello mondiale. Questo sono I Simpson: Francesca Barbolini conduce fra vizi, virtù e meschinità di una famiglia americana sui generis, valutandone il fenomeno mediatico attraverso l'analisi critica del cartoon, del linguaggio visivo e verbale, delle tematiche sociali affrontate, dello smisurato merchandising derivante. Un saggio competente, che sorprende soprattutto per l'amorevole, sincero tributo ai geniali personaggi creati da Matt Groening. Con la prefazione di Antonio Genna, cultore di serial televisivi statunitensi, articolista per "Tv Sorrisi e Canzoni" e "Telefilm Magazine", nonché ideatore del sito web Simpsoniana.

Delirio.NET : Come ti sei appassionata alla saga dei Simpson?

F.B.: È stato amore a prima vista. Nel 1989, facendo zapping davanti alla TV, mi sono imbattuta in quegli sgraziati ometti gialli dal parlare poco raffinato. Sono rimasta letteralmente folgorata. Il format innovativo, i colori decisamente pop, l’ironia dei dialoghi e i comportamenti eccessivi dei 5 protagonisti mi hanno subito conquistata. Da allora li ho seguiti in tutti i loro spostamenti di orario e di rete collezionando tutto ciò che li riguarda. Da oltre 15 anni l’appuntamento quotidiano con i Simpson è un momento irrinunciabile della giornata.

Delirio.NET : Una vera e propria “vivisezione” della famiglia più divertente d’America: come hai proceduto al lavoro per questo saggio così attento e minuzioso?

F.B.: Tutto questo amore e questa passione per i Simpson doveva portare a qualcosa di concreto. Così, quando ho dovuto scegliere l’argomento della mia tesi di laurea in Lingue e Culture Europee all’università di Modena e Reggio Emilia, non ho avuto dubbi: i Simpson sarebbero stati l’oggetto del mio lavoro. Il linguaggio non propriamente televisivo, la critica alla società contemporanea, la grafica e i colori in controtendenza e le tematiche affrontate dalla serie (religione, ruolo della famiglia, corruzione, solo per citarne alcune…) mi fornivano gli elementi giusti per una tesi fuori dal comune, capace di incuriosire e stimolare.
La ricerca, che ho circoscritto alla prima serie dei Simpson, è stata lunga, faticosa e dispendiosa. Un anno di duro lavoro per reperire articoli, oggetti, commenti, critiche e tutto ciò che poteva essermi utile per consacrare i Simpson a qualcosa di più che un semplice cartoon.
L’obiettivo è stato raggiunto. La curiosità ha superato i confini del mondo accademico. La mia fatica letteraria “Benvenuti in casa Simpson –fenomenologia di una famiglia media americana” è approdata tra le mani dell’editore Gordiano Lupi (Edizioni il Foglio di Piombino), che dopo averla letta ha deciso di pubblicarla.

Delirio.NET : Qual è a tuo avviso il segreto del successo di questa serie?

F.B.: Uno dei segreti del successo della serie è senza dubbio la stratificazione dello spettatore. Il fatto di essere un cartoon, rende i Simpson un prodotto che può sembrare solo per bambini, riprende però il tema e la struttura della sit-com e questo fa sì che sia fruibile da un pubblico di adolescenti e di giovani. Se però prendiamo in esame le tematiche trattate e la critica che attraverso queste si fa alla società contemporanea, il target della serie può diventare un telespettatore adulto.
Lo stesso accade se prendiamo in esame il bagaglio culturale di ogni singolo spettatore. Chi possiede conoscenze che vanno al di là di quelle scolastiche, ha un’infarinatura di cultura generale e nozioni di storia e cultura americana, è in grado di apprezzare la maggior parte delle battute ironiche e del sarcasmo che permea in tutta la serie. Percepisce le critiche più o meno velate rivolte alle istituzioni in ogni episodio, e riesce a rivedere portati all’esasperazione e al paradosso gli stessi atteggiamenti che si ritrovano nel quotidiano e a ridere di questi proprio perché cosciente del fatto che le cose non sono proprio così come si vede nei Simpson, ma non sono nemmeno tanto diverse. Un bambino invece, guardando la serie, non andrà al di là delle gag dei vari personaggi; sarà divertito dalle gesta di Bart o dall’espressione di Homer che, dandosi una violenta pacca sulla fronte, esclama: “D’oh!”, e nulla di più. Così come i bambini, anche chi non possiede le nozioni necessarie per fare un’analisi approfondita, coglierà comunque il lato comico ed umoristico della serie, riderà delle disavventure del capofamiglia e degli scherzi vivaci di Bart.
Ognuno insomma, guardandoli percepisce diversi livelli, dà diverse interpretazioni e coglie sfaccettature diverse.
Il motivo di un riscontro così duraturo si deve però soprattutto all’attualizzazione della serie. I Simpson sono collocabili come tempo in una realtà contemporanea sempre in evoluzione. Nonostante per i protagonisti il tempo non passi, noi percepiamo comunque lo scorrere del tempo. Il fatto di trovare Clinton, Liz Taylor, Fidel Castro, Bill Gates o gli U2 far parte, per un episodio, del cast dei Simpson, data la serie e la porta ai giorni nostri.

Titolo: Benvenuti in casa Simpson. Fenomenologia di una famiglia media americana
Autore: Francesca Barbolini
Anno: 2006
Editore: Il Foglio
Collana: Fumetto
Prezzo: 12 euro

 


La Radiosveglia

Se, come è da intenzioni, questo spazio dedicato al "mondo e-book" riuscirà ad essere costante - mensile - vi prometto che non sarà una rubrica dedicata esclusivamente alle produzioni della KULT Virtual Press. Almeno, diciamo, non completamente. Nel piano d'azione, infatti, c'è già una bella lista di cose a mio parere molto interessanti tra l'altro non tutte, per forza, in italiano, non tutte, per forza, di narrativa. Gli e-book sono un mondo variegato almeno quanto quelli dei libri tradizionali e ci sono chicche che magari necessitano solo di un download per essere fruite.
Ma, e se vorrete biasimarmi fate pure, io qui ora inizio col parlare di un libro virtuale che arriva dritto dritto dagli scaffali KVP, ovvero con La radiosveglia. Di tale Raffaele Gambigliani Zoccoli. Che tutti quelli che hanno avuto il buon gusto e l'avventura di sfogliare la piccola antologia L’Ombra del Duomo ricorderanno (forse) per Ossa. E vi svelo un segreto. Questa antologia è nata - a livello di idea, più che di progetto - anche grazie a La Radiosveglia. Perché ci sono storie che hanno una ambientazione più importante di altre. Storie che, mentre le leggi, raccontano ai tuoi occhi, prima che alla mente. E non, forse, per una particolare abilità nella scrittura (abilità che comunque trovo Gambigliani abbia in abbondanza), ma per un insieme di piccoli fattori anche ambientali che, sommati, sanno piazzarti lì, davanti agli occhi, giusto solo i puntini colorati che servono perché a te, alla fine, tutto sembri una pennellata uniforme.
Se guardate nella Collana Narrativa Contemporanea (nome, lo ammetto, non particolarmente originale) vedrete che il modenese Gambigliani Zoccoli è presente con altre due opere. Ma questa, è inutile, è in assoluto la mia preferita.
Un racconto lungo una mezz'ora che si infarina di fantascienza più che involontariamente. Che richiama un certo stile comune nei noir e che ha al suo interno abbastanza rappresentanti delle forze dell'ordine per sembrare un giallo. Ma che alla fine è un caso a sè - perché la storia (bella) ti trattiene giusto il tempo di scivolare in mezzo ai dialoghi (carichi di verve e ironia) e di destreggiarti tra i personaggi (accattivanti) - lasciandoti la sensazione (ottima) di esserti fatto fregare. Perché, dai, vuoi che qualcosa continui. Vuoi di più. Ma tutto inizia e finisce nel time-frame di una puntata di Friends e ti tocca poi cercare altro. Convinto che ci sia qualcosa che di sicuro ti è sfuggito - in mezzo a tutti questi nomi così locali che ti ci perdi - ma consapevole che ormai è andata e sì - toh - magari l'altro e-book, Dieci Racconti, vale la pena di prenderlo in considerazione. Poi si vedrà. Poi si vedrà. Su KULT Underground (negli archivi degli anni ottanta-novanta) - dicono - c'è pure altro dello stesso autore.
Certo - non tutto è a questo livello - ma quella che io considero la sua vera forza, ovvero la capacità di fondere il grottesco e il paradossale all'interno di situazioni apparentemente normali, non è certo nata dal nulla nel 2004. Qui, semplicemente, l'impiegato di banca che parla (anche) di un impiegato di banca ricorda altri nomi importanti - forse un poco Avoledo. Forse un certo Masali. Ma i paragoni si fanno sempre perché qualcuno li possa trovare imperfetti.
Dal punto di vista "tecnico" l'e-book si propone (come quasi tutta la produzione KVP) in molti formati diversi, tra cui il PDF o LIT. Per un testo così rapido - se avete un cellulare che supporta un lettore pdb - potete fare un pensiero di provare la cosa in questo modo. Il testo cattura e non ha praticamente orpelli di formattazione e quindi anche il disagio di uno schermo piccolo non dovrebbe farvi gustare nel modo sbagliato la lettura. Ma se invece siete amanti del feeling da ufficio sappiate che la versione EXE (il formato e-paperback - proprietario) esporta anche in RTF - formato apribile da Word (o da OpenOffice - a seconda delle vostre preferenze informatiche).

Marco Giorgini

Titolo: La Radiosveglia
Autore: Raffaele Gambigliani Zoccoli
Editore: Kult Virtual Press
Collana: Narrativa Contemporanea
Link diretto: La Radiosveglia


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