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Ecstasy Love

Eliselle
"Ecstasy Love."

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Laureande sull'orlo di una crisi di nervi

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"Laureande sull'orlo di una crisi di nervi."

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Libri sotto l’albero

- Libri -


I libri sotto l'albero secondo Delirio.NET

Nei deliranti e frenetici giorni che precedono l’arrivo del Natale, negozi di ogni genere si imbottiscono di gente stressata, agitata, in preda alla disperazione, alla faticosa ricerca dei regali giusti da fare a parenti e amici. Un dispendio di energie di cui molti farebbero volentieri a meno. Per aiutarvi a combattere questo tipo di stress, vi suggeriamo un’ottima medicina: regalare libri. Se non volete cadere nel banale, se volete essere originali ma non sapete come fare, Delirio.NET ha cercato solo per voi alcune chicche, opere che meritano di stare sotto all’albero perché particolari, intriganti, divertenti, da scoprire. Descritte dalle parole dei loro autori. I magnifici sette, idee in più che vi doniamo per darvi un personalissimo buone feste: Cartomante per necessità, Tutti i musicisti devono morire, Piccoli stupri tra amiche, Liberami dal male, A cena con Lolita, Sole & baleno, L’attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi. Tutti i Libri sotto l’albero secondo Delirio.NET.

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Cartomante per necessità

Un’umanità che ha un quotidiano bisogno di maghi, cartomanti e imbonitori di ogni specie per reggersi appena in piedi, più diffusa e vicina a noi di quanto si immagini. Un mondo delirante di illusioni, inganni e desideri inconfessabili, che però sviluppa un ricco volume d’affari, grazie al futuro predetto tot al minuto. Il medioevo al telefono attraverso i grotteschi resoconti di chi lo racconta da dentro. La storia è inverosimile e, soprattutto, vera. Lino Agrò, poliedrico quarantenne palermitano, scrive questo romanzo anomalo, ironico e spiazzante, a volte crudele e toccante, un libro verità, una denuncia a sfondo sociale. Diverte e fa riflettere, due caratteristiche importanti che rendono interessante quest’opera, uscita per Stampa Alternativa. A chi regalarlo? Alle zie e alle nonne che si fanno leggere i tarocchi, agli amici e ai parenti che telefonano all’899 per consulti su Lotto e dintorni. Consigliatissimo. Eretico quanto basta.

Delirio.NET : Il tuo libro è una raccolta di figure e di esperienze a dir poco deliranti. Come ricordi, a posteriori, la parentesi della tua vita dedicata al lavoro di operatore telefonico nell'ambiente di cartomanzia?

Lino Agrò: A posteriori, il bilancio di quell'esperienza è positivo. Sono da sempre attratto da persone e situazioni bizzarre e poco "normali". E poi, la distanza temporale tende a spianare gli angoli, salvando solo certi aspetti. In due parole: lo rifarei!

Delirio.NET : Domanda provocatoria: credi che questo romanzo-denuncia serva davvero a chi si affida ai vari 899, per aprire un po' gli occhi sulla realtà?

Lino Agrò: Purtroppo,la gran parte delle persone che utilizzano questi servizi non ha molta dimestichezza con la lettura o la cultura in generale. Ho scoperto sulla mia pelle quanto siano diffuse e radicate, a qualsiasi livello sociale, superstizione e credulità nei confronti di operatori esoterici anche senza scrupoli. Ci vuole ben altro che un libro come il mio per modificare la situazione: politiche sociali, supporti psicologici seri, promozione di autostima e valori importanti.

Titolo: Cartomante per necessità
Autore: Lino Agrò
Anno: 2005
Editore: Stampa Alternativa
Collana: Eretica
Prezzo: € 10,00





Tutti i musicisti devono morire

Sesso, droga e rock’n’roll. Un’antologia rumorosa in cui otto scrittori-musicisti dicono la loro, seguendo il filo dell’ironia e della vita vissuta. Gianluca Morozzi, Massimiliano Nuzzolo, Domenico Mungo, Stefano Sardo, Mario Pigozzo Favero, Luca Ragagnin, Emanuela Trapani, Yari Selvetella raccontano ognuno una storia, e c’è chi parla di chitarra, chi di basso, chi di batteria, chi svela il rapporto tra amore e musica, chi utilizza le note per creare personaggi che non si dimenticano. E preparano la più grande band della storia, quella che straccerà le classifiche di ogni tempo. A chi regalarlo? Al cugino appassionato di rock o al fratello musicista, che vi rompono le scatole nella stanza attigua mentre cercate di dormire o guardare la TV in pace. Se li impegnate nella lettura, forse almeno questo Natale ve li togliete di torno.

Delirio.NET : Come nasce il tuo racconto per l'antologia "tutti i musicisti devono morire" e qual è l'idea e l'ispirazione di fondo?

Luca Ragagnin: Dall'intenzione di serbare una memoria del fermento musicale della scena torinese dei primi anni '80. Un fermento faticoso e frustrante per molti musicisti. Ho scelto poi di ambientare questa storia, di pura invenzione, in un contesto cattolico-oratoriano veridico, perché quella realtà la conoscevo dall'interno.

Gianluca Morozzi: Il racconto è nato in un momento in cui il mio gruppo stava cambiando il settecentomillesimo bassista ed ero leggermente alterato con tutta la categoria di quei bizzarri suonatori di strumenti a quattro corde (dopo sarebbe stata la volta dei batteristi, ma questa è un'altra storia). Poco dopo mi hanno chiesto un racconto riguardante la musica per un sito internet, e io ho mandato Tutti i bassisti devono morire. Che poi, con varie modifiche, è stato inglobato nel mio romanzo L'era del porco (che all'epoca stava nascendo). Quella che compare in Tutti i musicisti devono morire è la versione originale.

Delirio.NET : Qual è a tuo avviso, il rapporto tra musica e letteratura?

Luca Ragagnin: Sono stati spesi mari di parole su questa relazione e non vorrei ripetere i medesimi concetti. Poi, è impossibile generalizzare un intreccio tra due mondi che già di loro sono amplissimi e diversissimi. Il rapporto è comunque innegabile, e direi che si tratta di un meccanismo di alimentazione: un tempo era più che altro la musica che attingeva dalla letteratura, certo musica intendo, e parlo dell'Italia in modo specifico; ultimamente invece anche la narrativa contemporanea ha pescato a piene mani dall'universo musicale, usando testi di canzoni e vicende di artisti come trampolini di lancio per un'invenzione letteraria.

Gianluca Morozzi: La musica è sempre una miniera di spunti, nelle sue varie accezioni. Tanto che il mio prossimo libro Guanda sarà una sorta di viaggio nella musica emiliana.... Poi si può scrivere un bellissimo romanzo senza aver mai ascoltato una sola nota nella vita, naturalmente. Ma questo è un altro discorso.

Titolo: Tutti i musicisti devono morire
Autore: Autori Vari
Anno: 2005
Editore: Coniglio
Collana: I Lemming
Prezzo: € 5,00





Piccoli stupri tra amiche

L’autrice parla di Modena e dintorni. Parla di giovani arrabbiati, che non vivono e non si spostano senza la propria crew, la compagnia affiatata fatta di amici, amore e rispetto. Fatta anche di violenze perpetrate a chi tenta di inserirsi nel gruppo. Fatta di avventure pericolose. La protagonista senza nome, insieme a Deda, Lele, Mac e la Funny si sposta da un locale all’altro, in lungo e in largo per l’Emilia, e l’atmosfera si fa leggera, poi all’improvviso drammatica, pulp. Poi di nuovo romantica e delicata, come l’amore che vivono i due personaggi principali. Una bella prova di una scrittrice al suo esordio. A chi regalarlo? Alla sorella o alla nipote adolescente. Perché possa guardare in faccia la realtà e rifletterci sopra. Magari, tenendosi lontana dai guai. Per non vivere il resto della sua vita in apnea.

Delirio.NET : Linguaggio moderno e giovanile. Un gruppo di amici, una crew di giovani emiliani arrabbiati. Una storia che vale la pena sentire nel profondo. Come nascono i protagonisti del tuo libro?

Raffaella Bedini: I personaggi nascono da soli e fuori tema, sembra quasi che si siano auto-partoriti. In realtà volevo scrivere un’altra storia ma la protagonista ha iniziato a parlare da sola, a raccontare dei suoi amici, del suo mondo… È il modo di scrivere che preferisco, quando neanche io so bene cosa succederà. Mi è capitato di vivere in simbiosi con la protagonista, mi sono sorpresa anche io di certe cose mentre stavo scrivendo e, dico la verità, mi sono anche commossa.
Per caratterizzare poi i personaggi, certo, ho preso spunto dall’ambiente che frequentavo quando avevo 20 anni (più o meno l’età dei protagonisti), ci sono persone che ho incontrato ma che magari non ho neanche mai conosciuto. Il carattere dei personaggi invece è inedito, nel senso che non mi sono rifatta a nessuno in particolare, la loro reazione agli avvenimenti, il loro occhio sul mondo è nato insieme alle storie come la loro reazione alle difficoltà che incontrano.
Per finire, e mi fermo qui altrimenti scriverei altre tre pagine, la protagonista, quella che narra e che non svela il suo nome, ha ovviamente una buona fetta di me dentro… E chi mi conosce lo sa bene…

Delirio.NET : Alterni con grande bravura dramma a situazioni violente e pulp, momenti d'amore e sentimento ad altri crudi e dolorosi. Come definisci il tuo libro?

Raffaella Bedini: Film trash, romanzi erotici, musica pop, racconti naif, vite rock… tutto viene catalogato secondo regole e generi prestabiliti non si sa bene da chi. Sinceramente non riesco a incasellarlo da nessuna parte, quasi quasi sceglierei underground ma preferirei chiamarlo un LIBRO DI SENTIMENTO… un sentimental book… Perché i sentimenti sono l’anima della storia, se non ci fossero le emozioni credo che la vita in generale sarebbe solo una bieca narrazione dei fatti.

Titolo: Piccoli stupri tra amiche
Autore: Raffaella Bedini
Anno: 2005
Editore: Coniglio
Collana: I Lemming
Prezzo: € 5,00





Liberami dal male

Un libro che si legge e non solo. Un libro che si ascolta come musica alla radio. I tasti PLAY, PAUSE, FFWD e la colonna sonora scandiscono e concertano le parole di Pietro Presti, che descrive una generazione e una filosofia, quelle dark, attraverso il protagonista, le sue disillusioni, le sue sofferenze, le sue riflessioni. Una società vista come un immenso puzzle dove lui non trova né vuole trovare il suo posto. Un angelo caduto sulla terra che si corazza del nero dei suoi vestiti, si nutre del veleno dell’esistenza e suo malgrado, è costretto a saziarsene. Fino alla non sopportazione. Fino al dramma definitivo. A chi regalarlo? A chi ama e rimane affascinato dalle storie scure di anime nere, che fanno del dolore una cura e del sesso un legame di sangue e di emozioni.

Delirio.NET : "Il nero non è un colore, ma un'intima emozione": questa bellissima frase di un tuo brano riassume, a mio avviso, l'intero libro. Ti senti un portavoce della filosofia dark?

Pietro Presti: Cos'è dark? Non credo sia possibile dare una definizione a questa parola, tantomeno eleggere leader e portavoci. C'è un colore che riassume questo concetto ed è il nero, con una sua musicalità ed un'intensità ben precisa. Il nero, quello di cui vesto ormai monocromaticamente, una transizione visibile a tutti di ciò che mi porto dentro.
Cos'è dark se non la malinconia, la sconfitta, la caduta, la disillusione, la perdizione, la passione vera quella che fa male e si colora del rosso del sangue sulle braccia, nel cuore, tra le cosce. Ognuno di noi è portavoce, con parole spesso svezzate al nascere, di tutto questo.

Delirio.NET : Utilizzi immagini piene, a volte violente, dolorose, che scavano la pelle: la storia di un angelo caduto, preda dell'insoddisfazione. Come definisce, l'autore stesso, il proprio libro?

Pietro Presti: Liberami dal male è una sonda calata nelle cavità più buie dell'animo umano. Lì, dove ogni vissuto quotidiano produce un effetto e una reazione, spesso negative, conflittuali, dolorose, autolenitive, estreme, tremendamente reali e disperate.
Quelle pagine sono occhi adesivi da attaccarsi in viso per vedere la realtà dal punto di vista di un angelo calato in questo tempo esausto, con l'animo troppo profondo e sensibile per reggerne la plasticosità e il vuoto sconfinato.
Liberami dal male siete voi, chiusi nella lacrima più pesante e dolorosa che abbiate mai versato.

Titolo: Liberami dal male
Autore: Pietro Presti
Anno: 2005
Editore: Edizioni Clandestine
Collana: Tascabili Narrativa
Prezzo: € 8,00





A cena con Lolita

Educazione sentimentale moderna e metropolitana di una ragazzina vittima di una bulimia alimentare e sessuale. L’autrice cala il personaggio in una serie convulsa di episodi e incontri al limite del grottesco. Sullo sfondo, un panorama urbano e umano dominato dall'indifferenza, nell'assenza totale della famiglia d'origine. Stile asciutto e distaccato, materiale inquieto e estremo: la giovane protagonista rivela se stessa e le proprie ossessioni, filtrandole attraverso uno sguardo impudico e impietoso. A chi regalarlo? A chi non regge più la spettacolarizzazione esagerata di sesso e sentimento, a chi ama gli esordi intelligenti e curiosamente sensuali.

Delirio.NET : Hai scritto A cena con Lolita quattro anni fa. In quale occasione è iniziata la gestazione e, poi, la scrittura del romanzo?

Eva Clesis: Ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo per caso, in contrapposizione ad un libro erotico che avevo appena finito di leggere. Avevo buttato giù le prime tre pagine ma me ne vergognavo, ero convinta di non saper scrivere. Quando le feci leggere a un amico e lui m'incorraggiò dicendo che invece avevo talento, me ne convinsi definitivamente e continuai fino a finirlo del tutto. A tutt'oggi rappresenta la mia iniziazione al mondo della scrittura.

Delirio.NET : Sesso e amore nella società di oggi. La tua Lolita ne dà un ritratto impietoso. Come nasce questa esigenza di togliere il velo dai meccanismi di un sistema che spettacolarizza tutto, anche erotismo e sentimenti?

Eva Clesis: Perché il sistema di cui parli meccanizza il sesso, indebolisce i sentimenti e rende la nostra vita, l'amore e l'arte una merce di scambio, che segue precise regole di mercato. Ciononostante il sistema neanche sfiora l'erotismo, che nel mio romanzo si percepisce solo a tratti, in rare ma significative pagine.

Titolo: A cena con Lolita
Autore: Eva Clesis
Anno: 2005
Editore: Pendragon
Collana: Tempi Nuovi
Prezzo: € 12,00






Sole & baleno

Un romanzo di formazione, di educazione sentimentale, centrato sullo snodo adolescenza – giovinezza: una storia che si apre e si chiude in Sardegna, ma è ambientata quasi interamente a Bologna durante un’estate rovente. Lui ha l’aria del vincente, studia lettere classiche, pensa di avere una gran bella testa ed è pieno di idee che lo faranno svoltare: è un fighetto under 20 e vive in una casa e in una famiglia da cui uscirebbe volentieri, se avesse più palle e sapesse dove andare. Lo tiene ancorato alla sua città il suo coetaneo Paco, eroe della sua infanzia, cresciuto dalle delusioni dei suoi incapaci genitori. Per un po’ ci sono soltanto musica, sesso, droga, esami e botte, ma l’amore è dietro l’angolo e si chiama Teresa. A chi regalarlo? A chi sente pressante il desiderio di volar via e scappare lontano, per scrollarsi di dosso l’amara consapevolezza che nella vita non si migliora sempre.

Delirio.NET : Un romanzo di formazione e di educazione sentimentale, così è stato definito il tuo romanzo: urge però una breve descrizione, dalle parole dirette dell'autore. Che libro è Sole & baleno?

Wilson Saba: La definizione data dal Pagliarani cataloga certamente il libro in modo chiaro e intelligente. Mi rendo conto tuttavia quanto essa possa calzare alla perfezione anche per tanti altri libri molto diversi tra loro. Vedi, in tutta onestà, questo romanzo, più che dalla vana ricerca di una formula letteraria di successo, è nato da un’esigenza ben precisa: nella letteratura giovanile o “giovanilistica” riuscivo a trovare raramente dei personaggi ‘veri’, ‘credibili’, come se la coerenza narrativa ed ideologica che ci si aspetterebbe da un narratore costringesse i giovani autori in cerca di vasti consensi a creare eroi o antieroi troppo ‘letterari’ e fasulli. Di qui l’idea di costruire un’impalcatura narrativa lasciata nelle mani di un protagonista diciannovenne che nella sua coerenza e (soprattutto) nella sua incoerenza guidasse il lettore in una particolare stagione della sua esistenza in modo fresco e autentico, divertendo e facendo pensare: una “stagione” priva di riferimenti ma piena di slanci, che si può far coincidere con la sua iniziazione alla vita. Sole & baleno è un piccolo romanzo senza grandi pretese che, di fronte alla deriva esistenziale di un quasi-ventenne, si propone come un atto di fiducia nei confronti della vita… e termina senza falsi trionfi in un elogio dell’amicizia, unico mezzo e metro di crescita.

Delirio.NET : I disagi e le avventure giovanili dei protagonisti portano il lettore all'identificazione. Quanto c'è di Wilson in loro?

Wilson Saba: Parecchio. Il lavoro di scrittura (dal mio umile punto di vista) necessita nel suo complesso di alternare momenti di partecipazione a momenti di freddezza assoluta, effettuando parallelamente un “lavoro di testa” e un “lavoro di pancia”. Ma devo confessarti che in un progetto come questo, centrato più sui personaggi che sull’intreccio, l’identificazione ha spesso avuto il sopravvento prendendo in mano la cloche dall’inizio alla fine. Senza di essa non avrei potuto scrivere una riga. Tra l’altro, arrivando dal cinema, le mie competenze attoriali mi sono servite moltissimo (direi in modo quasi inatteso) per creare i personaggi e seguirli nel loro “evolversi”. Ci terrei però a sottolineare che, più che buttar dentro esperienze vissute o fatti realmente accaduti a me o a terzi, il mio è stato un vero e proprio lavoro d’immedesimazione portato avanti per tutta la stesura. Per quanto riguarda, poi, le atmosfere di Pazienza che molti lettori ci ritrovano, esse hanno certamente condizionato l’idea di una Bologna che fa parte ormai della mia vita e del mio immaginario.

Titolo: Sole & baleno
Autore: Wilson Saba
Anno: 2005
Editore: Il Foglio
Collana: Narrativa
Prezzo: € 15,00





L’attesa di un figlio nella
vita di un giovane padre, oggi

Una raccolta di racconti sorprendente che parla dei temi fondamentali della vita, e lo fa in modo leggero, ironico, divertente, sarcastico. Il giovane autore, ventitreenne di Napoli, è al suo primo libro ma si dimostra capace di uno sguardo attento e sagace sul mondo e sulle persone che lo popolano, in grado di tratteggiare con penna sottile lati che, a volte, per distrazione o poco coraggio vengono tralasciati. A chi regalarlo? Ai futuri padri, alle donne e agli uomini traditi, a chi confida nella solidità dei muri di casa, a chi ama le situazioni grottesche e via dicendo. Ce n’è per tutti i gusti.

Delirio.NET : Come nasce la tua raccolta di racconti e qual è il filo comune che li lega?

Peppe Fiore: Questi racconti nascono da soli, senza intenzione - due settimane di scrittura compulsiva quasi senza respiro - nel senso che tutto quello che mi interessava era mettere per iscritto delle cose possibili che mi farebbe schifo vivere in prima persona. Sono situazioni di lavoro, di vita convissuta, di rapporti familiari tutti basati sulla violenza, l'ansia repressa e un sentimento di castrazione definitiva che grava sulle vite dei personaggi come la cappa di smog sul raccordo anulare. Sono racconti nati male, e non poteva essere diversamente: parlano della naturale oscenità che consiste in mezzo alla gente e rende possibile e allo stesso tempo insopportabile lo stare insieme. E poi mi piacciono le cose che fanno ridere, e mi sono accorto che più si scava nel marcio più è divertente - il che darebbe molto da pensare su come la letteratura nasca innanzitutto da un gesto di sopraffazione sul materiale che si sceglie di raccontare. Mettere in piedi un mondo dove è impossibile non fallire - che è il riflesso speculare del mondo dove viviamo io e voi – è l'unico gesto etico che mi rimane prima di fallire definitivamente anch'io.

Delirio.NET : Colpisce il linguaggio, il sarcasmo diverte il lettore. Racconti situazioni spesso deliranti. Da che cosa trai ispirazione quando scrivi?

Peppe Fiore: Non traggo ispirazione da niente, nel senso che se scrivo è perché vedo il come vive la gente (io per primo) e mi pare tutto tanto più assurdo quanto più ogni cosa ci viene data come ovvia e quotidiana. Voglio dire: la gente lavora, scrive, sta nel traffico due ore giorno, convive, si sposa, produce una prole, fa un lavoro che non gli piace ma lo fa lo stesso - e la cosa più terribile è che gli sembra ovvio. Io stesso in questo momento sono sul mio posto di lavoro, una stanza brutta dove ogni oggetto nello spazio - individui inclusi - è un granello di questa gigantesca costellazione dello squallore. Eppure non mi sembra pazzesco, disumano. Perché non mi strappo i capelli , perché non scappo? Perché sto bene quando ho lavorato bene? Perché godo nello spendere? Perché la sopraffazione tra i simili mi sembra una cosa scontata, magari giusta no, ma naturale? Perché io come tutti sono ridicolo. Ed è proprio l'occlusione del senso del ridicolo che mi fa e ci fa sopravvivere. questi raccontini, per quello che valgono, sono molto poco deliranti e hanno i piedi ben saldati in terra: ridere alla fine ci salva, è un buon pretesto, per dirsi che tanto è tutto per ridere, quando invece la tragedia ci invade tutt'attorno.

Titolo: L'attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi
Autore: Peppe Fiore
Anno: 2005
Editore: Coniglio
Collana: I Lemming
Prezzo: € 5,00

 


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