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Copertina del libro
Qui a Delirio.NET era già stata ospite nelle vesti di modella, e a Settembre scorso ci aveva parlato della sua passione e preannunciato il suo lavoro. Oggi ritorna alla grande per presentare finalmente il libro-biografia edito da Coniglio Editore, tutto dedicato a Piero Ciampi, raccontato da amici, colleghi, persone che l'hanno conosciuto, vissuto, amato. E ci racconta com'è nato tutto. Gisela Scerman presenta Piero Ciampi - Una vita a precipizio.
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Delirio.NET : Nell'introduzione, racconti come non sai se tu hai scoperto Piero Ciampi, o lui ha scoperto te. Come nasce questo amore e la voglia di scrivere un saggio su di lui? Gisela: E’ molto difficile, forse impossibile amare veramente qualcosa che in un qualche modo non ci rappresenti. Per cui, se ci si avvicina ad un autore anziché ad un altro è perché esiste una qualche identificazione e perché, probabilmente dice cose che noi “sentiamo”, ma non siamo in grado di dire in quella determinata forma, di parole, musica o qualsiasi altra espressione artistica. Un artista lo troviamo grande quando diciamo “Sì, caspita, c’ha proprio ragione, non ci avevo pensato, ma è così”, trova le parole per qualcosa che noi teniamo in maniera larvale o sopita, e lui ce la risveglia. Poi sapere se è l’artista che ci cerca, o viceversa non saprei, diciamo che ci si “incontra” in un bel momento in maniera più o meno casuale, (anche se tutti abbiamo già formato una nostra “direzione emotiva” ma ci sarà bene una ragione perché alcuni “incontri” nemmeno si ricordano, e altri ci restano piantati nelle ossa del cuore (anche se senz’altro con una loro evoluzione nel tempo). Piero Ciampi stesso diceva “l’incontro è sacro perché ci dà la possibilità di amare”. Un libro per Piero nasce per puro amore verso di lui da parte mia, sapendo che c’è gente che lo stima come cantautore e come poeta, e dal fatto che esiste pochissimo materiale su di lui, sia bibliografico che musicale. Ha avuto sempre troppo poco sia da vivo che ora, e qualunque cosa si farà a mio avviso sarà sempre troppo poco…anche se ci sono vari riconoscimenti importanti come quello rappresentato dal circolo culturale Piero Ciampi a Senigallia grazie ad Ugo e Leonardo Marcheselli, e annualmente la ricorrenza del premio Ciampi a Livorno.
Delirio.NET : Io, che non conoscevo Ciampi, ho colmato in parte questa lacuna e mi sono innamorata dei suoi versi leggendo il tuo libro: l'hai scritto costruendolo e pensandolo maggiormente per i "profani" come me, per gli appassionati e conoscitori, o per entrambi? Gisela: Scrivere questo libro è stato un istinto, e gli istinti hanno una loro direzione che è fatica da spiegare, è così e basta. Dopo l’innamoramento artistico, e dopo qualche tempo che questa “conoscenza” sedimentasse, e assimilata con la certezza che non fosse solo un abbaglio, avevo voglia di sapere da dove nascevano quei versi, come viveva Piero Ciampi per poter dire determinate cose; la strada migliore per andare a fondo nella vita di una persona, non credo sia quella di sentire la critica, ma proprio ascoltare gli amici, chi l’ha vissuto, “chi lo ha avuto sulla pelle”. Dall’uomo possiamo capire molte cose dell’artista, a volte è più indicativo sapere come fa colazione una persona, cosa beve prima di andare a dormire che andare ad analizzare le sue costruzioni sintattiche… Poi ognuno ha i propri metri di valutazione, e ha voglia magari di prendere in analisi aspetti differenti da quelli umani (che per me sono indivisibili). Ma credo che sia la persona a fare il personaggio, non viceversa. Non ho pensato ad un “pubblico” specifico, ho solo pensato che, per chi ama Piero Ciampi dovrebbe essere interessante conoscere cosa c’è dietro tra le mura e sotto i ponti dove lui ha vissuto.
Delirio.NET : Il tuo libro è un coro di voci e testimonianze di registi, giornalisti, critici, cantautori, musicisti. Come hai scelto queste voci, e quanto tempo ti ha occupato la peregrinazione per raccoglierle? Gisela: Considerando che non l’ho fatto come lavoro, ma come esigenza, necessità mia, ho scelto prima tutti gli amici stretti possibili e rintracciabili, erano quelli che mi incuriosivano di più (e anche i più disponibili) da Livorno a Roma e alte città, tra questi Ezio Vendrame ex calciatore di serie A del Lanerossi Vicenza, ma che per me è proprio un poeta, per come vive, per il suo tipo di sensibilità, e una volta conosciuto è impossibile non ti resti dentro, per troppi motivi. Per lui Piero è stato fondamentale, dice sempre che gli ha cambiato la vita, che gli ha scombinato il dna, ne parla sempre con una dolcezza e con una stima infinita e a voce gli ha lasciato in eredità assieme ad altre, questa poesia, che sarebbe da dedicare a molte persone che vivono in questa idolatria della televisione:
Tu che vuoi essere qualcuno Perché temevi Di non essere nessuno? Abbi più rispetto di te
Poi ho raccolto testimonianze di vari cantautori, tra cui Ricky Gianco, Johnson Righeira e Claudio Lolli che mi ha particolarmente colpito, perché nonostante non l’abbia conosciuto personalmente, nutre un forte amore verso Piero. La sua a mio avviso è un’intervista molto bella, dove coglie esattamente tutti i punti fragili e forti di Piero, come quando si parla del pudore che in genere si ha rispetto la sofferenza, e che invece Piero dichiara a libro aperto : “Sono disteso sul letto, ma qualcosa non va” Lolli dice “E’ l’idea che il dolore, la sofferenza siano sentimenti normali, naturali. Il dolore ha una sua dignità, ha un suo valore, un suo fascino. Dal punto di vista degli ascoltatori siamo tutti “distesi sul letto”, ma Ciampi si rende conto che è una questione di pseudo-benessere. Si rende conto “che qualcosa non va”. E in questo è un agitatore di coscienze”. Facendo il paragone con Tenco dice sempre Lolli : “Forse è morto in maniera troppo normale anche se drammatica”. Una morte “maledetta”, ma forse meno di quanto avrebbe pensato e sperato. E’ un diavolo sconosciuto e questo maledettismo se l’è tirato dietro. Di fondamentale importanza sentire tutti i collaboratori, Reverberi e Marchetti più di tutti, accompagnati da Lilli Greco e Ennio Melis, e poi alcuni inserimenti critici, come Fernanda Pivano e a mio avviso uno molto interessante di Marco Lenzi, che analizza il brano “Cristo tra i chitarristi” e trova gli elementi analitici per cui una determinata concatenazione di note e versi ci dà un’emozione piuttosto che un’altra; credo sia importante a volte un processo induttivo, certo prima ci deve accendersi la scintilla, ma poi una volta che c’è la magia, allora non trovo una cattiva idea quella di andare a ricercare i perché di questa, se ci si riesce, e lui c’è riuscito…Poi ill ibro chiude con la sbobinatura di un Live di Ciampi a Castiglioncello nel ’76, quasi un’opera teatrale… Dunque è stato un bel percorso di circa due anni questo libro, per la gente che ho incontrato e che mi ha fatto conoscere “con il cuore” cose a cui chissà mai se sarei arrivata, o chissà quando.
Delirio.NET : Secondo Ugo Marcheselli, e non solo lui, Piero Ciampi è destinato a rimanere un autore di nicchia. Vorrei chiedere la tua personale opinione a riguardo: credi che in qualche modo, questo tuo libro possa smuovere le acque e allargare la schiera degli appassionati? Gisela: Non si può mai sapere quel che succede, nemmeno se si avessero degli intenti precisi e dei mezzi ben precisi. Ricky Gianco stesso dice riguardo al pubblico: “Quando fai un lavoro (lui intendeva musicale, ma vale per tutto) non hai la ricetta, provi a mettere insieme un po’ di ingredienti e poi li butti in mezzo al mondo, solo poi sai come va…”. Bisogna vedere se succede qualcosa, se scatta “l’alchimia”, se c’è la fortuna che gente con delle possibilità si impegni per diffondere il messaggio se eventualmente l’ha recepito. Se no si rimarrà sempre i soliti e poco male, la quantità di riscontro non è a mio avviso né qualificativa né squalificante. E’ molto spesso questione di fortuna e di moda. Ben inteso che esistono cose sconosciute che è meglio rimangano tali, fare gli eroi per imbecilli compresi benissimo non è nelle intenzioni. Che Ciampi resti di nicchia credo sia comunque inevitabile, perché la gente in genere segue altre direzioni, giuste, sbagliate, non saprei, certo non quelle di Ciampi. Allo stesso tempo credo non bisogna aver paura di dare Piero Ciampi a troppi, anzi è giusto dare sempre più la possibilità di conoscere a gente che può apprezzare, perché a chi non dovrebbe arrivare, non arriverà mai neanche se glielo metti sotto al naso, ogni persona segue e assimila quei autori che si è merita, che sono “sulle sue stesse frequenze”, e se per caso arrivasse anche a qualcuno che non c’entra con lui, gli arriverebbe per i motivi sbagliati, dunque non per quello che rappresenta in verità. In questo senso credo che sia vero che una stessa cosa la si possa amare per motivi differenti, ma una cosa, proprio perché è quella cosa e non un’altra cosa, la si può amare in un unico e solo vero e giusto motivo. Tutti gli altri sono sbagliati, anche se magari rendono lo stesso un buon servizio... But maybe I’m wrong...
Delirio.NET : Hai a mio avviso saputo sottolineare, con le tue scelte, la natura sensibile, tormentata e geniale di un Artista, cercando di definirlo anche come Uomo. Sono scelte che rifaresti interamente, o, se dovessi riscrivere e rieditare la tua opera, ne faresti altre? Gisela: Dopo un lavoro fatto finito, visto e rivisto ti dirò che uno pensa sempre avrebbe potuto fare di meglio, certo aggiungerei altre cose, sentirei altre voci, perché se ami davvero qualcosa, qualcuno non sei mai sazio di quanto ti possa dare. Più o meno però rifarei le stesse cose, appunto cercare dietro le porte la realtà, questo è quello che mi ha dato di più… Uno ipoteticamente non finirebbe mai, ma chissà forse in una prossima riedizione aggiungerei qualche cantautore, quello sì… e qualche testimonianza livornese in più…
Delirio.NET : Te la senti di citarmi un brano o una poesia di Piero Ciampi, in cui ti riconosci o che ami sopra tutte? Gisela: Amo molto alcuni versi di sue canzoni, che sono quelli che proprio mi hanno fulminato, nel brano Ha tutte le carte in regola “Vive male la sua vita, ma lo fa con grande amore”, “solo perché è un artista l’hanno preso per un egoista… la vita è una cosa che prende porta e spedisce, nel brano l’incontro (che è tra i miei preferiti) “Domani la mia camicia sarà pulita, le scarpe lucide(..) e la mano non deve tremare, costi quel che costi… dovrò lavarmi fino la morte, i denti. Tra le poesie questa:
Madre. So che mi hai preparato un letto con lenzuola fresche. Madre perdona se sono uno scamiciato. E’ la mia prima morte.
Ma di versi ne potrei citare moltissimi. Sicuramente questi come altri che non ho scritto, sono quelli che mi hanno colpito, fatto pensare, perché poi come già detto uno si avvicina sempre di più a quello che rispecchia la propria condizione emotiva e mentale. Io del mondo non ho per nulla una visione ottimistica e serena, anche se detesto le forti prese di posizione verso qualcosa o qualcuno perché è inevitabile che decadano e diano un senso sgualcito, ma per me non c’è alternativa tra l’essere fortemente “malati”, o l’essere “incoscienti”. Dunque il mondo si divide tra malati e stupidi, gli stupidi infastiditi dai malati e i malati che si ammalano sempre di più per la presenza degli stupidi. Ma quello che mi ha colpito in maniera così totale di Piero, è appunto l’amore, nonostante questa assurda inconciliabilità con il vivere, con il vivere serenamente, “vivere male, ma con amore” , ad amare con disperazione siamo tutti buoni, e poi come dice De Andrè, allora “Piangi se vuoi essere corrisposto” è più comodo senz’altro . In Ha tutte le carte in regola quando dice “solo perché è un artista che l’ha preso per un egoista” questa è la condizione umana, di non vedere i propri limiti e magari rinfacciare gli stessi o anche altri a chi ci circonda, perché amare “è dare a determinate persone e aspettarsi da determinate persone che amiamo qualcosa in più rispetto che dal resto del mondo” come mi ha detto un’intervistata… e non sempre è così facile soprattutto sulla sofferenza, perché magari uno manifesta un disagio e tu gli vai in soccorso, ma cosa gli dai? Uno magari ha sete e gli dai una coperta, o magari ha freddo e gli porti un bicchiere d’acqua. A volte uno per vivere bene ha bisogno delle proprie libertà, anche di mancare ogni tanto, ma non è egoismo, è un’altra cosa, perché se uno è puro negli intenti, rimane puro anche nelle mancanze, e noi dovremo cercare di ascoltare, concedere sempre la possibilità di stare bene, di vivere serenamente. Poi in Piero c’è sempre questa idea della quotidianità fino la morte, come dire “Mi tocca vivere fino la morte, ogni giorno, magari cambiano cose, ma i gesti per tirami addosso, da qui finché vivo saranno sempre quelli”, e allo stesso tempo si impone un rigore, come “domani la mia camicia sarà pulita…le scarpe lucide… la mano non deve tremare costi quel che costi…” è questa l’impossibilità, te dentro tremi, ma non devi farlo vedere, non per la gente, (quel brano infatti è dedicato alla figlia) ma sai che tristezza farti vedere tremare da chi vuoi bene, non è uno sconosciuto uno che ti vuole bene, è uno che può stare male a vederti tremare… e dunque per te “Le scarpe lucide, la camicia pulita” anche se dentro tremi…E quella poesia bellissima verso la madre, verso la quale nutre secondo me un grande senso di colpa e una sofferenza enorme, lui non riesce a rinunciare a essere sé, e nonostante questo sua madre gli prepara le lenzuola pulita, e per questo essere se stesso si scusa. Io lo trovo di una dolcezza e di un’autenticità estrema.
Delirio.NET : Che cosa ti attende, adesso? Quali sono i tuoi prossimi progetti, legati e slegati da Una vita a precipizio? Gisela: Di preciso non so, mi sembra tutto di un’inconcludenza estrema. Qualunque cosa. Di sicuro son felice di avere fatto questo omaggio a Piero, per il resto andrò avanti con le collaborazioni fotografiche di Giovanna Casotto e Baldazzini. Poi scrivere sicuramente, quella è una salvezza, un esorcismo e come dice Cesare Pavese “Scrivere unisce due cose la possibilità di parlare a se stesso e ad una folla”.
Il sito ufficiale di Gisela Scerman: Gisy Official Site

Titolo: Piero Ciampi - Una vita a precipizio
Autore: Gisela Scerman
Anno: 2005
Editore: Coniglio
Prezzo: € 14,50
Gisy ritratta da Giovanna Casotto
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