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Gothic lolita
Delirio.NET si era già occupato di bambole in senso stretto. Ma che cosa succede quando la concezione si dilata e queste bambole si trasformano, diventando improvvisamente reali? Un fenomeno che nasce in Giappone (e dove sennò?) e col passare degli anni è arrivato anche in Europa: le Gothic Lolita. Un vero è proprio stile di vita. Ma il Paese del Sol Levante non è privo di altre sorprese, altrettanto strane e particolari.
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In principio fu Mana. Chitarrista dei Malice Mizer, famosa Visual rock band giapponese balzata agli onori alla fine degli anni Novanta, cominciò col vestirsi come un'Alice nel Paese delle Meraviglie con un tocco di rigoroso stile Vittoriano unito ai frivoli pizzi e merletti d'alta moda francese. Un insieme di stili che non poteva passare inosservato e lasciare indifferenti, soprattutto perché a indossare quegli splendidi vestitini dark fru fru era un uomo. E fu subito malattia. Le ragazze iniziarono a vestirsi come lui, dando vita a quello che è diventato un vero e proprio movimento: il Gothic Lolita Style.
Durante i week-end a Tokyo, Osaka e dintorni si possono incontrare fanciulle agghindate come bambole oscure, che ti osservano dagli angoli delle strade, dove si lasciano ammirare e fotografare coi loro babydoll, ombrellini, gonne a palloncino, borsette, valige, cuffie, golette, calze lunghe, scarpette, e chi più ne ha più ne metta. Colore nero predominante, trucco pesante, sguardo diretto e truce, queste ragazze sono riuscite pian piano a mettere in crisi persino la società giapponese e i suoi valori secolari: lasciati da parte famiglia e figli, si dedicano al divertimento e all'interpretazione scenica di bambole in carne e ossa. Piccole Lolite Dark delle Meraviglie. E hanno creato un proprio stile di vita, dove l'immagine e la somiglianza con le loro visual-star musicali preferite è tutto. Ovviamente sono nate anche le varianti soft, dove predominano visi quasi acqua e sapone e tinte pastello, e quelle industrial/punk, un pó cyber, un pó sfrangiate, ma il succo è sempre quello: travestirsi e riconoscersi in un gruppo ben definito.
D'altra parte, non bisogna meravigliarsi: proprio in Oriente, infatti, è nato il fenomeno del cosplay. Ragazzi e ragazze che si vestono come gli eroi dei loro manga preferiti, interpretano personaggi di anime e videogiochi, e non perdono occasione per calarsi nei panni dei più famosi protagonisti del mondo di sogni e animazione. Esattamente oggi si è aperta a Hong Kong la settima edizione dell'Hong Kong Comics Festival, che si concluderà il 2 Agosto e che richiama visitatori da tutto il mondo. All'interno del festival, la gara di cosplay è d'obbligo: basta dare un'occhiata ai costumi dei vincitori dello scorso anno per intuire che cosa ci si può aspettare in questa edizione!
La passione per il travestimento e l'interpretazione sembra inscritta nel DNA orientale, tanto da apparire quasi un'esigenza. Basta guardare il look delle ragazze che si incontrano per le strade di Tokyo per capirlo. Un altro esempio eclatante sono le Ganguro e le Yamanba, quest'ultima una versione eccessiva delle prime. Bambole reali, in realtà più artificiali di quelle di plastica: lettini a volontà e fondotinta a quintali per diventare abbronzatissime e scure, ombretti e rossetti dai colori fluo, capelli tinti di rosso e biondo, ispirati alle chiome californiane da Baywatch, mini vestiti afro e gonne appariscenti, pigiami larghi e dalle fantasie più assurde, mollette e collanine, braccialetti e borsette. Uno stile così popolare che viene immortalato anche dalle statuette da collezione.
Ci sono poi le Kogal, nate alla fine degli anni '90, totalmente all'opposto del Gothic Lolita Style (che pare aver preso piede, tra l'altro, come reazione a questo stile "perbene"). Una divisa scolastica, calzettoni al ginocchio, una fissa per le firme, una filosofia femminista ispirata al "girl power" e una passione per Ayumi Hamasaki e Namie Amuro: il loro look è molto simile a quello delle ganguro, ma non sono esattamente la stessa cosa. Le Kogal fanno incetta di tecnologia e sono grandi consumatrici di cellulari, beeper, tamagotchi, lovegety e altri gadget portatili per gestire una fitta rete di amicizie. Amano in particolare le carte di credito, tanto da essere definite e chiamate "parassiti" dalle generazioni più vecchie. Un buon primato, visto che il loro passatempo preferito è fare shopping.
Se non potete crederci, Delirio.NET vi consiglia un bel viaggio in Giappone, dove sicuramente ne vedrete delle belle. O da dove scapperete a gambe levate, davanti a un panorama come questo... d'altra parte è o non è il Paese dove convivono gli opposti?
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