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Semi di fico d'India

- Libri -


Copertina

Venti autori. Venti scritture. Venti interpretazioni dell'estate. La nuova antologia, in uscita a Maggio, curata da Marco Nardini e pubblicata dalle Edizioni Nuova dimensione - Ediciclo Editore, ha un titolo intrigante, un po' folle, che incuriosisce. Semi di fico d'India ha avuto una lunga gestazione, e verrà presentato al Salone del Libro di Torino sabato 7 Maggio alle 18.30 con Giulia Mozzato. Gli autori? Noti ed emergenti: Francesca Mazzucato, Marco Motta, Jadelin M. Gangbo, Gianluca Morozzi, Paolo Mascheri, Paola Presciuttini, Giuseppe Mauro, Marco Bosonetto, Enrico Buonanno, Marco Nardini, Gianluca Mercadante, Massimo Tucci, Deborah Rim Moiso, Giovanna Carboni, Michele Monina, Fabio Beccacini, Gabriele Dadati, Nicola Lagioia, Gian Michele Lisai Senes, Thomas Pololi.
Delirio.NET ha voluto saperne di più, e ha incontrato il curatore e una piccola rappresentanza degli autori. Che hanno risposto alle nostre domande.

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Risponde il curatore dell'antologia, Marco Nardini:

Delirio.NET: Semi di fico d'india: un titolo insolito e d'effetto. Semi di letteratura. Il curatore dell'antologia può rivelarci quello sottende a questo titolo?
MN: Semi di fico d'India é un disegno a matita con collage di immagini digitali, un'opera di Marco Acciaro, un'artista a cui sono molto legato. A lui devo il titolo (del disegno, e quindi dell'antologia). L'immagine la potranno vedere tutti, perché si troverà nell'aletta sinistra della copertina.

Delirio.NET: Come nasce l'idea di un'antologia che racconta l'estate, e raccoglie tanti autori così promettenti? E quanto lavoro c'è dietro al risultato finale?
MN: Nasce quasi casualmente. Passavo le vacanze nell'isola di La Maddalena (ci ho vissuto fino a 20 anni, dopo i miei periodi sull'isola sono diventati "vacanza") assieme ad altri amici. Stavamo parlando credo proprio di antologie, e mi è venuta l'idea di sfornarne una che parlasse dell'estate, raccontasse di questa stagione che ci regala sempre emozioni fortissime. Poi tutto aveva l'atmosfera di un bel gioco, mi divertiva l'idea. Da allora ad oggi sono passati quasi due anni. Un lavoro non sempre facile, ma comunque molto stuzzicante e divertente, che mi sta dando anche qualche soddisfazione.

Delirio.NET: All'interno dell'antologia è presente anche un tuo pezzo. Gli autori sono tutti, rigorosamente, under 40. E' uno spazio non solo per autori affermati, ma anche per chi si affaccia per la prima volta o da poco nel mare della letteratura. Da curatore, come vedi il futuro dei protagonisti dei Semi?
MN: E' uno spazio per scrittori, prima di tutto. Scrittori più o meno affermati, con tante, poche o nessuna pubblicazione alle spalle, ma comunque scrittori. Tutti ruotano attorno all'editoria, scrivono racconti, poesie, partecipano a concorsi, pubblicano, vendono. C'è il mondo della nuova scrittura, non solo della nuova "editoria". Penso che al futuro gli autori di quest'antologia ci stiano già pensando da sé, e lo vedo molto positivo, perché hanno tutti grandi capacità (e molti l'hanno già dimostrato). In fondo, questo libro è un modo per unirci in un progetto comune. Che poi porti, diciamo così, "fortuna", lo spero bene, perché mi pare sia venuto proprio un bel volume.

Delirio.NET: L'appuntamento per la presentazione è per il 7 Maggio alla Fiera del Libro di Torino: chi sarà presente in questa occasione? Puoi darci qualche anticipazione a riguardo?
MN: A Torino verrà presentato in anteprima Semi di fico d'India, dal lunedì successivo sarà nelle librerie. Si parlerà anche della nuova scrittura italiana, insieme a quasi tutti gli autori del volume, sotto la conduzione di Giulia Mozzato di LibriAlice.it. Sarà nostro ospite Stefano Sardo, voce e paroliere del gruppo rock Mambassa e autore di un romanzo per Arcana.

Delirio.NET: Tre aggettivi per definire questa esperienza, vissuta da curatore ma anche da autore, insieme agli altri scrittori che vi hanno partecipato. E, soprattutto, una domanda: in futuro ci saranno altre esperienze come questa?
MN: I tre aggettivi, direi: entusiasmante, divertente, febbricitante. In futuro non posso sapere se ci saranno esperienze simili, non ho nessun progetto per ora, ma perché no?

Risponde una piccola rappresentanza dei venti autori presenti nell'antologia, Francesca Mazzucato, Gianluca Mercadante e GianMichele Lisai Senes:

Delirio.NET: Come si è presentata l'occasione di collaborare con un tuo pezzo al progetto Semi di fico d'india, e da che cosa hai trovato ispirazione per scriverlo?
Mazzucato: Sono stata contattata dal curatore, che non conoscevo, che mi ha fatto la proposta. All'epoca sembrava ancora un progetto non ben definito ma colsi subito un entusiasmo particolare e una attenzione ai dettagli che mi spinsero ad accettare. Un contatto via mail, e basta. Il curatore, Marco Nardini, mi ha detto che il racconto, in maniera assolutamente libera e sotto qualsiasi forma, doveva avere a che fare con l'estate, il sole e la vacanza. Ricordo che ci pensai qualche giorno ma siccome vivo per metà in Liguria non fu difficile, anzi, trovare l'ispirazione. Chi lo ha letto, anche prima che lo spedissi, anche quando pensavo che fosse un progetto perso nelle nebbie di tanti progetti simili, e non destinato a una felice e prestigiosa uscita come questa, chi lo ha letto all'epoca e dopo sostiene che sia uno dei miei migliori racconti. Sono felice che faccia parte dell'antologia.
Mercadante: Spesso accade di essere contattati dai curatori delle stesse antologie cui si partecipa, come in questo caso. Penso sia buona abitudine da parte loro leggerne molte e fra quelle decidere quali autori possono essere adatti anche al proprio progetto. Un progetto che, in questo caso, parla d'estate. E io odio l'estate. Odio il caldo, trovo nauseante l'odore delle creme abbronzanti e mi fanno senso certi soggetti in giro per le spiagge, dopo un anno di lavoro e palestra. Per questi e altri motivi, trovo l'estate molto comica, narrativamente parlando. Invece, il racconto che ho scritto per l'antologia di Nardini ha un sapore nostalgico. Da dove ho preso l'isipirazione, dici? Il protagonista ha quattordici anni. Allora, non odiavo l'estate. Allora, l'estate era l'estate e basta. Finiva la scuola, si andava in giro, le ragazze erano più belle che d'inverno, e poi... e poi, quell'anno lì, c'erano i Mondiali in Italia. Che abbiamo anche perso, in semifinale. Ti rendi conto? E chi se lo scorda più?!...
Lisai Senes: Tutto è nato per caso, circa due anni fa. Fondamentalmente non avevo mai scritto racconti. Essendo un mozzicone di musicista scrivevo canzoni, concentrandomi principalmente sulle musiche. Non mi occupavo assolutamente di "parola", insomma. Poi niente, Marco un giorno si è trovato a leggere una mia lettera e ha esclamato testualmente: "perché non scrivi così i testi delle tue canzoni? che fanno cacare!" e mi ha suggerito di darmi alla narrativa. Poco dopo mi ha proposto di scrivere un racconto per lui. Ora scrivo parecchio ma niente più canzoni, ed è valido il contrario: molte persone dopo aver letto i miei racconti si chiedono perché non ho continuato a fare il menestrello. Ispirazione? Dipende da cosa si intende per ispirazione. Principalmente l'ha partorito il mio cervello. L'ho scritto in funzione di ciò che il relatore (ho immaginato) si aspettava da me.

Delirio.NET: Qual è il rapporto che hai con gli altri autori (e siete in tanti) che hanno partecipato a questa antologia? Ne nasceranno collaborazioni nuove o sono già stati intrapresi progetti inediti?
Mazzucato: Devo dire che la cosa più bella è stato il circolo virtuoso che è nato da questo progetto a tante mani. Ne ho conosciuti diversi, complici i luoghi di residenza insospettabilmente vicini, complice e strumento essenziale per accorciare le distanze, naturalmente la mail. Ho scritto la prefazione del bel libro di uno dei venti autori, Giuseppe Mauro, "Silvia Dorme", e Giuseppe è venuto a Bologna a presentarlo, e l'abbiamo presentato io e Nardini. Ho conosciuto Gabriele Dadati che mi ha invitato a Piacenza a partecipare a una bella inziativa della galleria d'arte Ricci Oddi. Di Gabriele ho cominciato ad apprezzare la scrittura di altissimo livello e seguo sempre il blog che lui ha con Giuseppe Mauro (altro incrocio) Capitani Coraggiosi. Poi c'è Deborah Rim Moiso che farà parte anche dell'antologia da me curata, Tua con tutto il corpo, in uscita a giugno per Lietocolle, una polifonia di belle voci al femminile che narrano in varie maniere l'erotismo. Altri autori li conoscevo di nome, in gran parte ci troviamo sul blog collettivo creato da Marco Nardini, Factory che è anche sede e spazio di nuove idee, proposte e segnalazioni. Direi che si sono creati ottimi intrecci, rapporti di amicizia e stima personale, possibili progetti. E' raro che una antologia di racconti di persone all'inizio sconosciute produca una tale serie di cerchi concentrici, di allargamenti di vedute stimolanti.
Mercadante: Con alcuni degli autori presenti sono amico, a distanza. Intendo dire che non usciamo tutte le sere, né ci scambiamo le fidanzate, però talvolta ci si incrocia in antologie o in blog, oppure capita ci si scambi le cose scritte per un confronto di idee. Se nasceranno collaborazioni nuove o meno, tutto dipende da troppi fattori. Io non sono geloso degli spazi che trovo, se posso aiuto. Ma bisogna dire a mia (dis)colpa che sono anche un addetto ai lavori, quindi tendo per istinto a proporre idee. Molti sono gelosi - e non è bello. Si tratta di storie che si raccontano, non di titoli di stato. Con quello che ci si guadagna scrivendo, una mano potrebbe pure aiutare l'altra. In entrambi i casi, non costa nulla.
Lisai Senes: Con alcuni ho un rapporto "epidermico", forse embrioni di future amicizie. La maggior parte non li ho mai visti né sentiti in vita mia. Un paio sono amici più o meno stretti. Per quanto riguarda progetti futuri e colaborazioni: ho un romanzo pronto e un secondo lo sto ultimando, nessun lavoro di gruppo all'orizzonte, ma mi piacerebbe scrivere qualcosa insieme ad un' autrice. Mi girano tre nomi in testa, una sola delle tre è coinvolta nel progetto Semi di fico d'India.

Delirio.NET: Puoi rivelarci le tue aspettative ed emozioni personali legate a questa raccolta?
Mazzucato: E' una uscita importante. Questo per me è stato l'anno delle antologie, ne sono già uscite tre che contengono miei racconti o prose poetiche, questa è imminente, poi ci sarà l'antologia dove ho solo svolto il ruolo, per me inedito di curatrice. Quindi è stato un percorso di scambi, un incrocio di contatti e stimoli creativi, sbalzi emotivi, un periodo dove sono uscita dalla solitudine tipica che lo scrittore vive durante la stesura del romanzo (il mio nuovo in ogni caso uscirà a settembre) La rete e i blog sono stati un elemento utile per facilitare tutto questo. Le emozioni sono tante. Mi aspetto che questo libro attiri tanta curiosità, proprio per la varietà eterogenea delle voci che contiene, che finisca in molte mani, in molte librerie, in tanti scaffali. Spero che il mio racconto piaccia e mi auguro che il libro sia destinato a restare come una delle testimonianze più vivide e intense di quello che è il narrare in questa nostra epoca che cambia e si modifica con frenetica rapidità.
Mercadante: Come in altri casi, mi auguro ci siano presentazioni pubbliche. Aiutano gli scrittori a conoscersi fra di loro e permettono a un pubblico televisivamente addestrato di incontrare il libro attraverso un corpo, attraverso l'oralità della parola letta. Non sempre gli scrittori sono anche buoni lettori, però niente impedisce a nessuno di servirsi degli attori, per esempio. Il libro, in sè, oggi deve fare i conti con un mondo spettacolarizzato e spettacolarizzabile. Come oggetto, inizia suo malgrado ad avere le difere un po' basse. Ma non è detto sia un male.
Lisai Senes: Meglio non averne che poi, se andrà bene, godrò ancora di più.

 


Semi di fico d'India.
Venti bracciate nella nuova scrittura italiana

a cura di Nardini M.
Autori vari
272 p., € 14,00
Ediciclo, ISBN: 88-89100-15-X


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