Poliuretano
Poliuretano, la resina per colle, vernici e isolanti termici. Ma anche l'esordio letterario di Paolo Mascheri, che con una potente raccolta di quattordici racconti, indaga gli angoli oscuri e più estremi dell'animo umano, scandagliando emozioni, indolenze, depressioni. Pubblicato dalla casa editrice Pendragon di Bologna, Poliuretano colpisce come un pugno allo stomaco, e lascia senza fiato per la lucidità, la spietatezza, la bravura del suo autore: nato nel 1978 in provincia di Arezzo, dove vive, si è raccontato in un'intervista a Delirio.NET.
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Domani faccio venticinque anni. Mamma regalami un'iniezione di botulino che mi paralizzi la faccia. Un mutuo a tasso agevolato che mi renda più produttivo. Una storia che mi faccia vendere trecentomila copie e anche il culo. Un villaggio turistico e la sua gioia surgelata. Una liposuzione che risalti gli addominali. Mamma regalami l'atomica. (tratto dal racconto Mamma, regalami l'atomica)
Delirio.NET: Raccontaci la genesi del tuo libro d'esordio, Poliuretano: gestazione, idee, scrittura, e infine proposta e pubblicazione. Come hai vissuto i diversi passaggi?
Sono racconti scritti tra la fine del 2002 e il 2003. Ho inviato il manoscritto a diverse case editrici. Io credevo come un coglione che tutte le case editrici - o almeno la maggior parte- rispondessero subito e favorevolmente. Solo Pendragon mi ha offerto la pubblicazione.
Delirio.NET: I protagonisti dei diversi racconti in realtà sono uno soltanto: l'identificazione scrittore/personaggio quanto ti ha aiutato a scrivere Poliuretano?
Mi sembra inevitabile che ci sia identificazione. Quindi, sì, mi ha aiutato molto.
Delirio.NET: Un esordio senza censure, il tuo. Visti gli argomenti forti trattati dai tuoi racconti, è un'ottimo inizio. Se ti fossero stati proposti tagli o rimaneggiamenti, come avresti reagito?
Non avrei accettato di pubblicare. Il grande pregio di un libro come Poliuretano è l' urgenza. Se questa urgenza fosse stata manipolata non avrebbe avuto senso pubblicare. Per me la scrittura è libertà. Nella vita di tutti i giorni ci sono compromessi e scelte obbligate. La scrittura mi fa sentire libero.
Delirio.NET: Le situazioni spesso deliranti descritte nel tuo libro nascono da suggestioni, vissuto, o altro? Che cosa desideri trasmettere con esse?
Dal vissuto, ovviamente, ma anche da suggestioni. Con Poliuretano volevo disturbare ed emozionare il lettore. E per disturbare non intendevo certo rifarmi ai cannibali o ai post-cannibali o scegliere storie alla Santacroce. Poliuretano non c'entra nulla con quei tipi di scrittura.
Delirio.NET: Rimanendo in tema di delirio, nella tua vita o carriera hai incontrato una persona particolare che ti è rimasta impressa e di cui possiamo o potremo trovare traccia nei tuoi scritti?
Non lo so. A me interessano molto la monotonia e il grigiore.
Delirio.NET: Che cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo libro di Paolo Mascheri?
Non una ruffianata sul mondo dei giovani. Niente slogan, niente demagogia, niente populismo.
Sito ufficiale di Paolo Mascheri
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