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L'Aycelin di Roberto Querzola
Il suo libro d'esordio è nato quasi per gioco, durante la partecipazione a un corso di scrittura creativa. Ma gli ha portato fortuna. Il suo secondo romanzo ha ottenuto un ottimo successo di critica e pubblico, e l'epopea del templare Aycelin è stata applaudita anche da un grande come Pupi Avati. Delirio.NET è lieto di ospitare lo scrittore Roberto Querzola, che racconta di sé e ci dà qualche anticipazione sul suo prossimo libro.
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Delirio.NET: Quali sono stati i primi passi di Roberto in qualità di scrittore, e che cosa lo ha portato a pubblicare "Uno stregone alla corte dell'anno Mille"?
I miei primi passi in veste di scrittore sono un po' datati. Come tanti, anch'io da ragazzino scrivevo molto, per lo più delle storie d'amore strappalacrime che indirizzavo a giovani ragazze a volte reali a volte frutto della mia fantasia. Poi, per venire a tempi più recenti, ho finalmente scoperto la mia vena quando ho cominciato a collaborare con un quotidiano della mia città, Forlì, per il quale ho scritto diversi articoli. Ma è stato soltanto qualche anno dopo, in occasione alla partecipazione ad un corso di scrittura creativa, che ho capito che lo scrivere poteva rappresentare per me qualcosa di più che un semplice passatempo. Durante il breve periodo di quel corso, spinto da un irrefrenabile entusiasmo, ho scritto, di getto, il mio primo romanzo "Uno stregone alla corte dell'anno mille" . Questo romanzo d'esordio, caratterizzato da tempi relativamente brevi di "confezionamento" e da una certa spontaneità di scrittura, ha rappresentato per me una sorta di tentativo, spero, riuscito di mettermi alla prova. Di verificare, cioè, se ero in grado, con questo mezzo, di esprimere compiutamente le mie sensazioni e i miei sentimenti, e di comunicare, attraverso la storia che avrei scritto, l'idea che mi ero fatto, attraverso tante letture, di quel periodo fantastico e affascinante che è il medioevo.
Delirio.NET: Il secondo romanzo storico, molto apprezzato, è "Aycelin il Templare": quanto tempo hai dedicato alla ricerca che precede la sua stesura, e come l'hai attuata?
Situazione diversa per quanto riguarda "Aycelin il templare". Al tempo in cui ho iniziato ad occuparmi del soggetto del romanzo, incentrato sulla storia dei famosi monaci cavalieri, non si sentiva parlare di templari come succede oggi in seguito al fortunato libro di Dan Brown. Mi sono imbattuto in loro leggendo un saggio di Bordonove intitolato "Vita quotidiana dei templari nel XIII secolo". Di colpo sono rimasto affascinato dalle loro gesta, dai loro costumi e da quell'alone di mistero che da sempre accompagna la loro tragica epopea. Così ho deciso di ambientare il mio romanzo nella parte finale della loro epoca e di porre al centro del libro proprio un cavaliere templare, come ce ne dovevano essere stati tanti a quei tempi. Con tutti i pregi e i difetti. Ma anche, principalmente, con quella ammaliante caratteristica di unire, al contempo, la mansuetudo del monaco alla fortitudo del guerriero. Naturalmente per poter ottenere una "forte" ambientazione, il lavoro di ricerca e di studio delle fonti è stato davvero lungo e meticoloso. Facilitato dal fatto che sui templari, come ben presto mi sono reso conto, è stato scritto di tutto e di più. Ho tratto anche notizie utili partecipando ad alcuni convegni sui templari e contattando alcuni fra i massimi studiosi del'argomento. Insomma, un lavoro corposo che mi ha impegnato circa un anno prima di permettermi di cominciare la stesura vera e propria del romanzo.
Delirio.NET: Come mai hai scelto il genere storico? E' una passione che coltivi da molto? Credi che scriverai, in futuro, di altri generi o rimarrai fedele a questo?
Il genere storico è quello che mi ha permesso di coniugare la passione per la storia e il desiderio di scrivere delle storie. Così quando ho avuto in mente di scrivere il mio primo romanzo, mi è sembrato naturale indirizzarmi verso quel genere. Ed è un genere che, a mio avviso, può dare molte soddisfazioni ad un autore. Mi fa piacere citare una frase di Victor Hugo (per inciso, uno fra gli scrittori da me più letti e apprezzati in assoluto) che diceva, pressapoco, che scrivendo romanzi storici si può rivelare quello che la storia ci ha nascosto o taciuto. Mi sembra, infatti, molto intrigante l'idea di poter, con questo genere di scrittura, mescolare dati reali a dati immaginari, e offrire, sempre nel rispetto della verità storica, delle chiavi di lettura, relative a personaggi o situazioni, diverse o parzialmente diverse da quelle che la storiografia ufficiale ci ha sempre insegnato. In futuro non escludo la possibilità di volermi cimentare in altri genere di scritture. Anche se credo che il genere avventuroso rimarrà a me sempre il più caro. Magari deciderò di scrivere un romanzo d'avventura ambientato ai giorni nostri.
Delirio.NET: Quali sono le tue letture preferite e gli autori che segui con più costanza?
In assoluto gli autori che prediligo sono quelli classici. Da ragazzo ero un divoratore dei romanzi di Salgari. Anche Calvino mi piaceva molto. Poi mi sono formato alle letture dei grandi della letteratura russa dell'ottocento: in primo luogo Dostoevskij e Tolstoj. Ma anche con i grandi del realismo francese: Flaubert, Balzac, Zola, Maupassant. E, naturalmente, i grandi romanzieri storici quali Hugo, Dumas, Gautier e Scott. Tra gli autori contemporanei, leggo un po' di tutto, senza particolari preferenze, anche se un occhio di riguardo lo riservo a coloro che scrivono romanzi storici. Tanto per citarne alcuni, Manfredi, Buticchi, Follett, Malerba, Peters. Mi piacciono comunque anche autori di altri generi come Lucarelli, Baricco e Baldini.
Delirio.NET: Se dovessi dare dei suggerimenti a chi vorrebbe scrivere un romanzo storico, quali diresti?
Se proprio fossi tenuto a dare un consiglio, direi che per scrivere un romanzo storico occorre avere ben chiaro in mente che il lavoro preparatorio sulle fonti è di fondamentale importanza. Non si può assolutamente prescindere, se non si vuole correre il rischio di costruire un'ambientazione povera e, dunque, poco credibile, dallo studio della vita quotidiana di una certa epoca, a cominciare dall'abbigliamento per finire ai cibi, dalla ricerca delle malattie che funestavano certi periodi storici, da un esame delle principali vicende belliche, dall'analisi delle tensioni socio-politiche, dalla considerazione circa il modo di pensare riguardo ai grandi problemi della vita attraverso i filtri che venivano forniti dalle credenze religiose e filosofiche. Anche quegli aspetti che, apparentemente, potrebbero sembrare supeflui, sono comunque in qualche modo utili all'autore che deve "mettersi nei panni" del suo o dei suoi personaggi che egli ha calato in un epoca più o meno lontana dalla sua. Lo scrittore deve sforzarsi, cioè, di ragionare come avrebbe fatto il suo personaggio che, presumibilmente, ragionava ed aveva comportamenti assai diversi da quelli di un nostro contemporaneo. Ecco perché è tanto importante conoscere a fondo l'epoca storica nella quale si vuole costruire la propria vicenda.
Delirio.NET: Quali sono i prossimi progetti di Roberto? Sei alle prese con un altro romanzo, o con presentazioni in giro per l'Italia?
Attualmente sono alle prese con la stesura del mio prossimo romanzo che si intitolerà (presumo) "Il condottiero boemo". Narrerà della tragica e, per certi versi, magica storia, ancora oggi discussa e avvolta da un alone di mistero, del generalissimo delle armate imperiali durante la guerra dei trent'anni: Albrecht Wallenstein. La scoperta di questo personaggio, oltreché quel poco imparato sui banchi di scuola, l'ho fatta leggendo la bella trilogia a lui dedicata da Schiller. E mi ha subito affascinato questa figura un po' cupa, solitaria ma grandiosa. Che ogni cosa che toccava, spinto da uno smisurato senso di grandezza, diventava oro. E come è stata grandiosa la sua vita (dalla nascita quasi modesta fino ad assurgere alla più alta carica militare nell'impero) così la sua fine sarà repentina e tragica.
Nel frattempo continuo l'attività promozionale del mio Aycelin con tutta una serie di appuntamenti che stiamo preparando per i prossimi mesi. Sul mio sito - www.robertoquerzola.com - chiunque vorrà, potrà aggiornarsi sulle date dei vari eventi.
Roberto Querzola Official Web Site
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