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Ho smesso di scrivere poesie
E' uscito Ho smesso di scrivere poesie, una raccolta per le Edizioni Il Foglio. Un titolo provocatorio, che sa di presa di coscienza. E così, Delirio.NET ha voluto saperne di più, ospitando la sua autrice: Stella Iasiello alias Kinda, una scrittORA in carriera e una blogger dissociata.
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Delirio.NET: Stella, giovanissima, alle prese con la poesia: come inizia la tua passione, e che rapporto hai con la poesia?
Oddio, giovanissima lo sono stata dieci anni fa… E proprio allora, sui banchi del liceo, ho maturato una sorta di reazione avversa alla poesia classica che trovavo così collosa, stucchevole, passiva. In una parola: mi annoiavo. Almeno fino a quando non sono venuta a contatto con tutta quella schiera di "poeti maledetti" che da Baudelaire in poi hanno "infestato" la letteratura europea e d'oltreoceano: Dylan Thomas, Jack Kerouac, Charles Bukowski, Boris Vian. Col passare del tempo e degli studi, ho capito poi che la mia difficoltà di ricezione era dovuta solo al modo di "insegnare" la poesia. Ho riscoperto quasi tutti i grandi poeti della letteratura italiana, ma le mie preferenze restano sul moderno/contemporaneo: adoro gli ermetici ed ultimamente sto amando in modo particolare Amelia Rosselli e Dario Bellezza.
Delirio.NET: Ti definisci una "scrittORA in carriera e una blogger dissociata": quanto ti ha aiutato il tuo blog nel percorso verso la pubblicazione, e come giudichi lo strumento internet e lo strumento libro?
Il blog mi ha aiutato tanto, soprattutto nel confronto con "i lettori" e con gli altri scrittori esordienti: sono stati loro a farmi considerare la possibilità di darmi alle stampe. Polvere di Stelle resta, dopo quasi due anni dalla nascita, una sorta di "grande contenitore magico" in cui ibridare così tanti aspetti diversi (diario personale, esercizi di scrittura, analisi di aspetti sociali, culturali e di costume, sperimentazioni fotografico-digitali e tanto altro ancora) che sulla carta perderebbero ogni senso. I blog hanno il potere di essere ottime fucine di idee e di confronto con realtà diverse, ma hanno un preciso metalinguaggio (bisogna essere veloci, incisivi, accattivanti, perché in rete c'è una scelta di informazioni non indifferente e tutto si consuma molto, troppo velocemente) che, a mio avviso, non è compatibile con la letteratura.
Personalmente non amo pubblicare la poesia "in pixel". E poi amo troppo il profumo e la consistenza della carta stampata.
Delirio.NET: Il tuo libro "Ho smesso di scrivere poesie" colpisce per il titolo, che può apparire come un'ironica presa di coscienza, o un depistaggio calcolato, e per la bellezza delle poesie in esso contenute: un percorso dal 1999 al 2004... senti che qualcosa in te sia cambiato in questo spazio di tempo?
"Ho smesso di scrivere poesie" è innanzitutto una protesta. È un'ironica presa di coscienza e un depistaggio calcolato, è la voglia di far uscire la poesia dai pregiudizi accademici che la vogliono snob e da quelli stagnolati della perugina che la rendono superflua. È la rivendicazione di voler essere donna e poeta in un paese non molto generoso con entrambi, è il bisogno di far saltare la metrica convenzionale degli intenti. Ho cercato di evidenziare tutto questo facendo anche una selezione misurata delle mie poesie; selezione che per alcuni è stata troppo avara, se non troppo severa: l'importante, comunque, era mettere in contrapposizione, l'uno contro l'altro, certi stili e tecniche assolutamente diversi, spesso agli antipodi, non studiati. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, sentivo il bisogno di sperimentare nuove forme, "sporcarmi" le mani. Senza considerare che, dal punto di vista personale, sono stati cinque anni abbastanza intensi.
Delirio.NET: Le ottime critiche ricevute, la mamma soddisfatta e gli amici fieri del tuo successo: ma come si sente Stella in questo momento positivo per la sua carriera letteraria?
Successo? Dovrò fare una seduta spiritica per contattare Andy Warhol e chiedergli se tutto questo rientra nel mio quarto d'ora dovuto di celebrità, perché se è così, be', sono fottuta!
In quanto alla mamma, non è la mia quella molto soddisfatta, ma quella del mio "copertinista" Devis Pedroni, che ringrazio ulteriormente per la splendida jpg di copertina: ha saputo essere non solo un ottimo fotografo, ma soprattutto uno dei miei lettori più sensibili, sapendo tradurre in immagine il "concept" della raccolta.
Ovviamente sono contenta che il libro stia suscitando interesse e plausi, soprattutto perché vuol dire che sono riuscita a centrare buona parte degli intenti di cui sopra.
Delirio.NET: Ti definisci in un tuo pezzo un "labirinto ingarbugliato". Hai scritto il tuo "Credo". La poesia è uno strumento, quindi, che gli altri hanno per comprenderti meglio, o sei tu che, attraverso la poesia, ti spieghi meglio a te stessa?
Né l'uno né l'altro. Se ho problemi con me stessa o con gli altri vado in analisi. La poesia è solo un modo di filtrare la realtà, come guardare il mondo attraverso una lente colorata. Ciò che scrivo non è "quello che sono", ma "ciò che sento". Qualcuno si identificherà con certe mie prospettive e altri no. Tutti siamo dei labirinti più o meno ingarbugliati e tutti abbiamo i nostri credo personali.
Delirio.NET: Domanda topica di Delirio.NET: un fatto o una persona che ti sono rimasti impressi per la loro originalità, stranezza, particolarità fuori dal comune...
Non so assolutamente perché, ma riesco ad essere un ottimo catalizzatore di personaggi alquanto fuori dal comune e ad esserne anche un buon collante, almeno fino a certi conflitti non gestibili. Ecco, forse è questo che mi impressiona di più: non tanto la stranezza di una persona, quanto la mancanza di accettazione della stranezza dell'altro.
Delirio.NET: I prossimi progetti di Stella? Il titolo della raccolta è davvero un depistaggio, o ti dedicherai a percorrere altri sentieri nel prossimo futuro?
Come ho già detto, sperimentare è un mio modo di essere. Per quanto riguarda la scrittura sarò direttamente "sul campo" ora che la mia casa editrice, Il Foglio Letterario, mi ha proposto di curare la collana per la quale ho pubblicato: "esperimenti letterari".
Eppure la poesia mi rincorre: un mio inedito apparirà in un'antologia curata da Daniela Monreale per Giulio Perroni Editore che uscirà a marzo con il titolo di "Le rose ammanettate".
Per il resto, continuerò a non scrivere poesie sul mio blog. In futuro, chissà: dopotutto, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai.
Il blog di Stella: Polvere di Stelle
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