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Cosmo Blues Hotel
Una scrittura graffiante e decisa. Un linguaggio diretto e crudo. Diciannove storie. Diciannove intrecci, legati e slegati tra loro. Stefano Lorefice è tornato all'attacco con un libro che non lascia spazio a retorica o sentimentalismi. Cosmo Blues Hotel, la sua ultima fatica letteraria, è un ricettacolo di anti eroi che si ritrovano a contatto col caos, il delirio e la solitudine della vita quotidiana, e fanno di tutto per sfuggirla. E, quasi senza rendersene conto, ci suggeriscono a volte come sarebbe più semplice, se si guardasse tutto con occhi diversi. Ironici e realisti. Stefano lo ha raccontato in questa intervista, a Delirio.NET.
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Delirio.NET: Racconti slegati e intrecciati. Com'è nata l'idea di scrivere CBH?
Durante la stesura dei racconti mi sono accorto che c'era un filo conduttore, le storie potevano si vivere per conto loro, ma allo stesso tempo convivere all'interno di una struttura più ampia. La prima stesura di C.b.h. era molto diversa da quella poi pubblicata: in origine i racconti erano 24, poi con tagli, assestamenti ecc…ne sono rimasti 19. L'idea d'intrecciare mi era venuta all'inizio, poi l'avevo accantonata…in seguito mi è stato detto:" Ma perché non intrecci i racconti…" , ed ho ripreso l'idea accantonata…ho pure dovuto chiedere una proroga ai termini di consegna della stesura definitiva, anche perché si doveva fare molta attenzione ai passaggi ed ai punti d'incontro…per evitare di creare una struttura debole.
Azzurra D'Agostino é la persona che mi ha aiutato nella fase di editing (per alcune parti del libro) e che mi ha detto la frase che mi ha fatto riprendere in mano l'idea dell'intreccio, non posso che ringraziarla.
Delirio.NET: La musica si respira ad ogni pagina: è stata importante nella stesura di CBH?
Certo, come sempre, e rimarrà una fonte inesauribile di spinta per me; nel mio piccolo appartamento la musica è sempre in rotazione; poi, oggi, è davvero ovunque: siamo immersi in un tappeto sonoro, soprattutto nelle metropoli, che crea dei forti contrasti ed a volte delle scene al limite del surreale. Basta guardarsi attorno. Parlando dell'adesso non si può prescindere dall'argomento musica.
Delirio.NET: Situazioni di sesso e violenza in stile tarantiniano, ma anche anti-eroi fragili e ironici. Esiste una chiave migliore per comprendere il filo rosso che unisce le diverse storie?
Sinceramente a Quentin non ci pensavo proprio durante la stesura di Cosmo, pur apprezzando parecchio un film come "Pulp Fiction" non credo di averne subito una grande influenza. Piuttosto ho attinto dal quotidiano: da esperienze personali, da racconti di amici che manco so più dove sono finiti... oggi la città ha una enorme quantità di stimoli… questi anti-eroi sono fragili, sì, e credo che questa categoria sia la più diffusa; oggi si tira a campare, per certi versi, ma con una ironia di fondo che smitizza questo voler vedere sempre tutto in bianco e nero. La città è un centro di aggregazione per questa immensa fauna.
Il filo rosso che unisce queste storie? Basta affacciarsi alla finestra, in una di quelle vie trafficate a Milano o Torino (per non parlare di molte altre città)… e se ne vedono di tutti i colori… il filo rosso è appena là sotto.
Delirio.NET: Si nota in alcune pagine lo Stefano poeta. Casuale o voluto?
Impossibile scindere le due persone. Ne casuale ne voluto, è semplicemente una cosa che è, una cosa che ho dentro, alla quale non posso sottrarmi. Scrivere prosa è sì diverso dallo scrivere poesia, ma sono sempre io… quindi non ho molte alternative, per chi ha letto le poesie sarà possibile trovare riferimenti coi racconti e viceversa. Nel momento della scrittura mi è difficile prefissare dei punti di arrivo, seguo il corso… cerco di stare a galla per arrivare alla fine del racconto o della poesia. Le due vie non si escludono ed a volte si incrociano.
Delirio.NET: La copertina, molto bella, l'hai scelta tu. Da cosa ti sei lasciato guidare?
Sì l'ho scelta io, è di Morten Bak (un disegnatore danese) esplicitamente creata per il libro. Ho cercato di descrivere a Morten il mood di Cosmo e lui mi ha mandato, dopo qualche mese, alcune tavole.
La scelta è caduta su quella riprodotta in copertina.
Un bel lavoro, soprattutto perché rende bene l'atmosfera dei racconti all'interno.
Stefano Lorefice's Blog
Stefano Lorefice
Cosmo Blues Hotel
Pagine 120
Euro 8.50
Codice ISBN: 88-87899-07-0
Collana Genera-zone
Stefano Lorefice è nato a Morbegno nel 1977
Ha pubblicato: Prossima fermata Nostalgiaplaz (2002), Budapest swing lovers (2003).
Credo che si veda ancora l'edificio.
Ero arrivato dalla 25 con una fiat uno, ed il Cosmo Blues Hotel mi sembrava l'unica cosa decente in tutta quella giornata di merda. Zona Ovest di MIlano, le sere si tirano su come i lampioni che si accendono ad intermittenza.
Il Cosmo Blues era lungo la statale, un'insegna strana.
C'era un uomo all'entrata, seduto sugli scalini; stava bevendo da un bicchiere bianco di quelli delle macchine automatiche, mi guardava mentre parcheggiavo. Partito da Budapest e ancora ne avevo di strada. Dopo 12 ore di guida avevo bisogno di un letto. La stanchezza appiattisce tutto, ti fa vedere il mondo ad un lòivello più basso, elimina il profilo delle cose.
Semplicemente un letto.
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