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Marilù S. Manzini non chiede permesso!

- Libri -


Copertina del libro

Uno sguardo dolce e un temperamento forte: la vulcanica ventiseienne Marilù S. Manzini, autrice del chiaccherato caso editoriale del 2004 Io non chiedo permesso pubblicato da Salani Editore, si racconta a Delirio.NET. Confermando che la determinazione, insieme al talento, aiuta a realizzare i propri sogni.

Intervista a Marilù S. Manzini, chiedendo permesso!

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Delirio.NET: La tua carriera di scrittrice inizia a 15 anni. Qualche anno fa, il debutto ufficiale col romanzo Bambola di cera, che hai ripubblicato col nuovo titolo di Io non chiedo permesso. Che cos'è cambiato da un'edizione all'altra? Come mai questa scelta?
In realtà, il titolo originale che avevo scelto per il romanzo era un altro, Data di scadenza. La prima edizione risale al 2001 ed è parecchio diversa dalla seconda: erano state tagliate numerose scene, e per capire meglio l'amore saffico di cui si parla nel libro, era rimasto il rapporto epistolare via e-mail tra la protagonista Giulia e l'amica, che si firmava con uno pseudonimo maschile per mantenere il mistero. Al contrario, nella seconda edizione è stata tolta la parte epistolare e ripristinate le scene tagliate, alcune un po' forti. L'editing è stato fatto col mio consenso, e in questo mi ritengo molto fortunata: la Salani è una famiglia che lascia molto spazio agli esordienti. La copertina, invece, parecchio criticata (una foto della famosa fotografa Ellen Von Unwerth, n.d.r.), non l'ho scelta io: io avrei optato per una copertina minimale, perché sono quelle che preferisco in assoluto. Quello che ci tengo a dire è che non è stata cavalcata l'onda di Melissa P.

Delirio.NET: Come nasce il personaggio protagonista del romanzo, Giulia? Da chi hai tratto l'ispirazione per dipingerla in tutte le sue sfumature?
Quando scrivo entro in una dimensione mia: lo scrittore a mio avviso è tutti i suoi personaggi e nessuno di essi. Mi ispiro sempre a qualcuno, ma nasce qualcosa di diverso, a volte unico. I miei personaggi vivono, respirano, diventano amici che mi fanno ridere o arrabbiare. Io rido molto quando scrivo: ora sto raccontando di un personaggio maschile, ed è una sfida difficile perché devo pensare come un uomo. Però non faccio mai leggere nulla a nessuno fino a che non ho finito, in casi particolarissimi e davvero rari mi affido a mia mamma e chiedo opinioni a lei, che è sempre stato un giudice implacabile e mi ha sempre spinto a migliorarmi.

Delirio.NET: Il romanzo Io non chiedo permesso ha ottenuto un buon successo, e ottime critiche: come ti misuri con questo risultato? Te lo aspettavi o eri un po' "scettica" a riguardo?
Mi ricordo le sensazioni che provavo mentre scrivevo il mio primo libro: in corso di stesura mi piaceva, quando l'ho concluso l'ho trovato davvero orrendo. Sono una sognatrice, ma sono anche piuttosto concreta e scettica, e non mi monto la testa: scrivere per passione e non per mestiere è il modo ideale per affrontare la situazione, ti aiuta. Ho ottenuto molte critiche positive, per essere un'esordiente all'opera prima ho venduto bene, ma cerco di continuo di migliorarmi: il secondo libro che sto scrivendo mi sta piacendo, ma non so se alla fine manterrò la stessa opinione. E' certo comunque che c'è un'evoluzione, almeno io la sento, ho continuato dallo stesso punto in cui mi sono fermata in Io non chiedo permesso. Ha un ritmo che mi piace molto. Vedrò che cosa me ne pare quando l'avrò concluso. Pensare che sul mio computer sono alla bellezza del settimo libro, in quanto a idee: ora sta tutto nello svilupparle!

Delirio.NET: Questo libro è stato ed è tutt'ora un caso letterario: hai partecipato a trasmissioni e dibattiti intervenendo su tematiche importanti come il disagio delle nuove generazioni "apparenza e poca sostanza". Come mai si sente così forte il bisogno di sviscerare questo genere di problemi?
Semplicemente, perché ci sono e sono autentici. Il mio libro racconta una grande verità e apre uno squarcio su una situazione reale. Io sono abituata a osservare e ad ascoltare molto. Anche quando non ascolto, ascolto comunque coi sensi e divento un'antenna che capta. Scrivo quello che sento e che vedo. E quello che ho raccontato, è ancora così in una certa classe sociale, ma il fenomeno si sta allargando: le firme e le apparenze sono diventate un must per tantissimi, e sono contenta di aver messo a nudo una situazione che molti preferivano non vedere.

Delirio.NET: Avevi anche un blog letterario, Data di scadenza, ora chiuso. Qual è il tuo rapporto con internet e le nuove tecnologie? Come ti trovi col loro utilizzo?
Sono negata! Pensa che non so nemmeno usare tutte le funzioni del mio cellulare! Ho una mente molto umanistica e faccio cose "antiche": scrivo, dipingo, e amo possedere libri e quadri. Un quadro ha sempre un fascino particolare. Internet è la libertà virtuale che tutti vorrebbero, ma la libertà in sé è di fatto un'utopia: alla fine si è schiavi di tutto, del cellulare, dell'auto, inutile mentire a se stessi. Certo è che internet, se lo si sa utilizzare, è anche molto comodo: quel che cerchi lo trovi in un attimo.

Delirio.NET: Domanda topica di Delirio.NET: una situazione o una persona particolarmente strana che ti è capitato di incontrare sulla tua strada...
Una situazione particolare? Devi sapere che ho partecipato a un meeting sul Buddismo, dove hanno parlato di un argomento interessante: il karma che si ripete. A proposito di questo, mi capita ogni mese un tamponamento in auto, credo di avere un vero karma negativo in questo senso! Per quel che riguarda le persone, amo circondarmi di gente "strana", particolare, persone belle dentro con caratteri molto semplici. Prediligo la qualità alla quantità, per me l'amicizia è sacra e per questo sono molto selettiva: un amore ti capita, un amico lo scegli.

Delirio.NET: Che cosa puoi dirci del tuo debutto in radio?
E' una splendida opportunità ed è molto divertente. Collaboro con Modena Radio City con un programma che si occupa della vita della notte: giro su una limousine in tutta la provincia di Modena in quello che è un vero e proprio studio mobile, intervistando gente, proponendo argomenti vari, girando per i locali più famosi, e interagendo con lo speaker in studio. Ho appena iniziato, è stancante ma davvero stimolante.

Delirio.NET: Da giovane scrittrice emergente, con un successo editoriale alle spalle, quali consigli ti senti di dare agli esordienti che cercano una strada tutta loro per pubblicare e farsi leggere?
Mai, e dico mai, smettere di sognare. E mai smettere di insistere, perché il mio è un sogno che si è realizzato. Io avevo questa idea romantica dello scrittore, chiuso in una mansarda, da solo. Invece è tutto molto diverso: bisogna darsi da fare, presentare il libro, entrare in contatto con il pubblico, tenere conferenze stampa. Io ho dovuto affrontare la mia timidezza, e pian piano mi sono sciolta. Altro consiglio che posso dare, è iniziare da una piccola casa editrice e pubblicare in questo modo, perché in questo modo il libro può sempre arrivare in mano a qualcuno che si interessa e ti apre altre porte. Non ci si deve scoraggiare.



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